Video Search Engine Optimization: ecco le regole per i Video SEO.

La chiassosa acquisizione di YouTube da parte di Google ha evidenziato ancora di più quanto i video siano appetibili da chi fa della pubblicità un cavallo di battaglia ma soprattutto pone l’accento su di un aspetto che fin ora era quanto meno rimasto in secondo piano, ovvero l’indicizzazione dei video da parte dei motori di ricerca.

In un intervista apparsa su Read/WriteWeb, Matt Cutts, capo del Google’s Webspam team, risponde così alla domanda di Richard MacManus riguardo alle mosse di Google nell’area della ricerca dei video:

Il video di per se è molto più interessante e stimolante da cercare, perchè è composto dalle componenti audio e video che sono interessanti ed a volte più difficili da indicizzare rispetto alle sole parole. Il bello è che usando molta più informazione, Google può restituire un insieme di risultati di ricerca molto attendibili. Ancor più di quanto vi aspettiate, è difficile indicizzare un tipo di contenuto come il video.
Ma è anche divertente, perché nel Web la nozione di reputazione è legata al PageRank ovvero a quanti link ha un sito e di quale qualità sono questi link, quindi è divertente pensare a una cosa simile per i video perché non necessariamente si ha a che fare con i link. Ci possono essere cose in qualche modo simili ai link, ma pensiamo alla qualità offerta dagli utenti e alla qualità offerta dalle valutazioni degli utetni. Credo che ci siano molte cose che spingono Google a pensare all’influenza degli utenti, alla potenza della credibilità ed a come applicare ciò in molte aree differenti.

Dunque la ricerca di contenuti video sta diventando un fattore non trascurabile e, sopra la form di ricerca di Google, accanto a "Web", "Immagini", "Gruppi" e "News", c’è sicuramente spazio per una nuova etichetta.
Lo stesso YouTube è probabilmente un esempio di come sia stata sottovalutata la ricerca di video "cross site" perchè l’URL di ogni singolo video (esempio: www.youtube.com/watch?v=eqllfEiW7TI) contiene solo un codice identificativo del contenuto, insignificante per i motori di ricerca a differenza di quanto accadrebbe se nell’URL fosse previsto anche il titolo (con una sorta di mod rewrite, ad esempio: www.youtube.com/watch?v=eqllfEiW7TI&title=Mtv_Flite_first_look_01).

Di letteratura sulla Search Engine Optimization delle "comuni" pagine web è piena la rete, ma qualcosa di analogo per i contenuti video è assai difficile da trovare. In aiuto arriva la Video SEO community di blinkx che si pone l’obiettivo di creare un forum di discussione attorno alle migliori pratiche per massimizzare la visibilità dei propri contenuti video e di riflesso la monetizzazione di essi, ma questo aspetto viene toccato marginalmente.

Lo studio di blinkx ha prodotto una vista topografica dei vari fattori che entrano in gioco e che dipendono gli uni dagli altri:

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Una vista ibrida dello stesso schema mostra come certi livelli della pila si applicano solo a specifiche funzionalità o servizi. Qualunque sia il contenuto, qualsiasi sia il metodo di diffusione od il meccanismo hosting scelto, per scoprire il video l’utente dovrà ricorrere ad una qualche forma di ricerca.

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I motori di ricerca tradizionali sono inadeguati a trovare i contenuti video perchè si focalizzano solo sulla ricerca testuale o di metadati contenuti nelle pagine, piuttosto che guardare ai file video presenti.

La prima generazione di motori di ricerca video si basa interamente sui metadati: a differenza dei tradizionali motori di ricerca, lo spider ignora i testi presenti nelle pagine concentrandosi solo sui video trovati ed esaminandone gli eventuali metadati corrispondenti. Un algoritmo stabilisce poi quali attributi della pagina sono attinenti al video estraendo il testo presente in queste aree ed applicandolo come un ulteriore metadato al video per poterlo indicizzare.

L’esempio migliore di questo funzionamento è SearchVideo.com di AOL ma la gran parte dei motori di ricerca video da ancora importanza alla qualità dei metadati associati ai video: il problema nasce nel momento in cui questi dati sono fuorvianti o falsi.

La seconda generazione di motori di ricerca video è una reazione ai fallimenti precedenti: già usata dagli enti governativi trova con blinkx e Podziner applicazione anche nei servizi di ricerca "di massa". Si basa sul riconoscimento dell’effettivo contenuto del video: usa metodi come il riconoscimento del parlato, analisi dei testi e segni presenti.

Nella pratica entrambe queste tipologie di ricerca video sono indifferentemente usate. E’ dunque importante che una campagna di promozione venga corredata da metadati ricchi e rilevanti perchè potrebbero essere l’unico elemento di valutazione del video da parte dello spider. Va tenuto a mente che:

  • i metadati vengono spesso persi durante le conversioni, dunque bisogna riapplicarli ogni volta che i propri contenuti vengono caricati su un nuovo servizio o convertiti in un nuovo formato;
  • bisogna "pulire" i metadati perchè gli strumenti usati per creare i video, vi inseriscono molte informazioni irrilevanti e che generano rumore. Delle applicazioni che permettono questa pulizia (e garantiscono il mantenimento delle informazioni durante le conversioni) sono: Sorenson Squeeze, Autodesk Cleaner e CastFire.

Titolo e descrizione: per rappresentare meglio i propri contenuti, conviene prevedere un solo video per pagina con un semplice titolo ed una descrizione posti vicino ad esso. In caso di link al video o altri tag, è raccomandato usare dell’opportuno Anchor Text (ovvero il testo cliccabile del link).

Nome del file: se il nome del file è composto da più parole, separare quest’ultime con dei caratteri come il trattino "-" o l’underscore "_" per migliorarne la leggibilità. Esempio: "nome-del-file.avi" o "nome_del_file.avi" è preferibile a "nomedelfile.avi".

Tag: purtroppo molti siti (YouTube in particolare) soffrono dell’abuso di tag (nel momento in cui vengono associate delle parole irrilevanti per il video stesso). Questo fenomeno lo si può osservare digitando un solo termine come chiave di ricerca: spesso si producono dei risultati irrilevanti. Per combattere questo fenomeno blinkx è stato il primo motore di ricerca ad impiegare un numero di filtri Bayesiani usati per dare minore rilevanza ai video con troppi tag.

Sitemap:fornire agli spider una semplice lista delle URL che puntano alle singole pagine dei contenenti i video. Se la sitemap contiene anche i feed RSS, è possibile inserire dei metadati mirati all’interno del feed RSS stesso.

RSS e Media RSS: Media RSS (MRSS) è un estensione dello standard RSS che permette ad ogni fornitore di pubblicare attraverso il Web i suoi contenuti multimediali arricchiti con descrizioni e link. Usare gli RSS con dei puntatori diretti ai vostri contenuti video (eventualmente anche differenziati secondo i diversi formati offerti) e alle loro descrizioni, assicurandosi di completare tutti i possibili campi con metadati rilevanti ed accurati.

Formato: il formato del contenuto può essere di cruciale importanza per il modo in cui verrà fruito. Se si ha un hosting "in proprio" è buona pratica fornire i video sia ad alta che a bassa qualità, mentre se si sta usando un servizio di video sharing o hosting ci può essere la possibilità che i file siano convertiti automaticamente in uno o più formati e risoluzioni. Questa particolarità assume rilevanza nel momento in cui una ricerca permette di filtrare anche i formati dei video: per questo è sempre importante poter fornire una scelta multipla all’utente. Va anche detto che le ricerche effettuate su blinkx hanno dimostrato come meno dell’1% degli utenti utilizzi questa opportunità.

Metadati del formato: molti strumenti di produzione e codifica permettono di inserire dei metadati all’interno del contenuto del video leggibili da qualsiasi motore di ricerca. L’uso di questo tipo di metadati è ancora ridotto ma in aumento. E’ vivamente consigliato replicare all’interno di queste “keyword” qualsiasi metadato già presente sulle pagine del sito (o nei feed RSS). A seconda del formato di codifica scelto, si può assegnare un titolo, una descrizione, dei tag, la qualità di compressione e una completa trascrizione testuale degli eventuali dialoghi.

Da evitare l’uso di solo Flash e player completamente dinamici perchè agli spider risultano difficili da digerire. Così come l’inserimento del player all’interno di finestre di pop-up che corrono il rischio di essere bloccate dai browser, benchè esse siano indicizzabili dai maggiori motori di ricerca.

Modelli di contenuti:

  • contenuti "monetizzabili" che richiedono di essere visti all’interno del sito stesso che li offre per generare così dei ricavi al detentore dei diritti del video.
  • contenuti promozionali che accrescono di valore ed efficacia nel momento in cui vengono inclusi anche in altri siti o servizi. Inserire un proprio logo, se possibile un URL o una grafica che richiami l’identità del brand, è di fondamentale importanza.

Dove caricare il video.

E’ utile considerare il fatto di inserire i video in siti che garantiscono di per se una ulteriore esposizione. YouTube, Google Video, MySpace Video, Yahoo! Video, AOL UnCut, MSN Soapbox, Revver e altri offrono servizi simili o(ltre alla possibilità di hosting del video). Ciò che veramente differenzia gli uni dagli altri è la "ready-built audience", ovvero il numero di utenti che automaticamente frequenta il sito; qualcuno è più frequentato di altri ma in certi casi se un sito è focalizzato su particolari nicchie potrebbe essere un vantaggio per i nostri contenuti.

Le linee guida di blinkx:

  1. Assicurarsi che i tag siano rilevanti per il contenuto.
  2. Usare più tag possibili, non c’è niente di male nel prendersi tutto lo spazio consentito.
  3. Utilizzare più volte gli stessi tag per descrivere video simili.
  4. Usare aggettivi. Molti utenti usano aggettivi per trovare qualcosa che rispecchi il loro umore.
  5. Avere dei tag che descrivano le categorie. Ricordiamoci che le scelte base di YouTube sono "Video", "Relevance" e "All Categories".
  6. Far corrispondere il titolo e la descrizione con i tag più importanti.
  7. Non usare frasi di linguaggio comune e non usare tag che contengano spazi o parole come "e", "a".
Cristian Pascottini L’autore di questo post è Cristian Pascottini, che qualche mese fa mi contattò per un suo tirocinio sulla Net TV, e che mi ha proposto questo interessantissimo argomento. Cristian è nato a San Daniele del Friuli nel giugno del 1983. Frequenta il corso di Tecnologie Web e Multimediali (Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali) all’Università di Udine ed è attualmente impegnato nell’attività di tirocinio presso IALweb che precede la sua tesi di Laurea sulla “WebTV e sua convergenza con DTT e Mobile.

L’intervista di Read/WriteWeb a Matt Cutts.
— Blinkx Video SEO wiki e whitepaper (pdf).
Le specifiche del Media RSS.

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One thought on “Video Search Engine Optimization: ecco le regole per i Video SEO.

  1. Mi piace questa renciseone ma non ho trovato cif2 che cercavo, vale a dire la possibilite0 di modificare o abbinare alla fotografia il luogo in cui e8 stata scattata. Caricando sull’Ipad alcune foto non geo referenziate me le sono ritrovate in luoghi abbinati a caso. Per questo mi domando se esiste una procedura o un’applicazione che consenta l’inserimento o la modifica dei dati GPS.Qualcuno puf2 aiutarmi?Grazie.

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