Nella nuova versione consolidata della direttiva europea “TV Senza Frontiere” le definizioni escludono la Net TV, ma solo fino a quando non diventerà di successo.

C’è molto entusiasmo per il recente consolidamento della direttiva eurpea “Audiovisual Media Services” chiamata TV Senza Frontiere. Pur sembrando un tema molto lontano da quelli dello sviluppo della TV Italiana, e dall’evoluzione della Net TV, questo testo è in realtà di fondamentale importanza per capire come verrà regolamentato lo sviluppo della televisione, in qualsiasi forma la concepiate. Tutti i paesi Europei sono infatti obbligati a recepire la direttiva, integrando o modificando i regolamenti nazionali di conseguenza.

Una delle prime bozze circolate dalla nuova direttiva, aveva fatto gelare il sangue a tutto il movimento Net TV. Per un eccesso di zelo erano state equiparate indistintamente tutte le trasmissioni video, anche quelle provenienti da siti Internet privati. Quindi un blogger andava a ricadere negli stessi obblighi e nelle stesse limitazioni di un brodcaster tradizionale. Come si capisce, sarebbe stato un bel disastro, soprattutto per un mercato ancora in fase embrionale.

Fortunatamente questa osservazione è stata recepita ed il testo modificato. Sono andato allora a leggermi il testo consolidato ed ho trovato effettivamente le giuste correzioni apportate in tutta la sezione delle “definizioni”, ovvero dove si perimetra ciò che sta dentro e ciò che sta fuori dagli obblighi della direttiva. Vi riporto di seguito i passaggi più significativi perché a me rimangono dei forti dubbi. Perdonate l’inglese ma non credo sia mio compito tradurre un documento ufficiale:

“(13) The definition of audiovisual media services covers only audiovisual media services, whether scheduled or on-demand, which are mass media […] Examples of programmes include feature-length films, sports events, situation comedy, documentary, children’s programmes and original drama. […]but does not cover activities which are primarily non-economic and which are not in competition with television broadcasting, such as private websites and services consisting of the provision or distribution of audiovisual content generated by private users for the purposes of sharing and exchange within communities of interest.”

Ecco, sul paragrafo 13 ho i primi e più forti dubbi. Viene escluso ciò che non è in concorrenza con il broadcasting Televisivo, con particolare riferimento a siti alla YouTube o blog con video embeddati (non c’è scritto ma questo è il senso). Ed il podcasting da vedere in televisione con Apple TV o XBOX? Le trasmissioni in streaming, o ancora la P2PTV di Joost e Babelgum? Non rientrano nell’esempio. Ma quando si potrà effettivamente affermare che costituiscano una attività competitiva per il broadcasting tradizionale? Quando saranno competitive, quando avranno successo. E’ quindi solo una questione di numeri? Nel paragrafo successivo vengono portati altri esempi:

“(14) The definition of audiovisual media services covers mass media exercising editorial responsibility in their function to inform, entertain and educate the general public, and includes audiovisual commercial communications but excludes any form of private correspondence, such as e-mails sent to a limited number of recipients. The definition also excludes all services whose principal purpose is not the distribution of audiovisual content, i.e. where any audiovisual content is merely incidental to the service. Examples include websites that contain audiovisual elements only in an ancillary manner, such as animated graphical elements, small advertising spots or information related to a product or non- audiovisual service. It also excludes games of chance involving a stake representing a sum of money, including lotteries and betting, provided that their main purpose is not that of distributing audiovisual content. Further examples are online games and search engines, as long as the principal purpose of the audiovisual media service is not reached.”

Quindi, sono esclusi tutti i servizi che non hanno nel video la loro missione primaria. Ok, un Video Blog ha nel video il suo centro, non vi è dubbio. Anche Joost & Co. In realtà anche YouTube & Co, solo che sono prevalentemente materiali User Generated e allora non rientrano nella definizione del paragrafo 13, anche se però ci rientrano per tutti quei contenuti esplicitamente commerciali. In pratica ci rientrano un po tutti. Più avanti nel documento però si trova una vaga speranza di esclusione dei Podcast Video e, a rigor di logica, anche delle P2PTV finte-lineari:

“(28) Non-linear services are different from linear services with regard to choice and control the user can exercise and with regard to the impact they have on society. This justifies imposing lighter regulation on non-linear services, which only have to comply with the basic rules provided for in Articles 3c to 3h.”

Quindi il non lineare, in genere, è diverso rispetto alla TV lineare al punto che necessita di una regolamentazione molto più leggera. Io non sono d’accordo, e onestamente non sembrano esserlo neanche loro quando qualche paragrafo dopo affermano:

“(35) Non-linear audiovisual media services have the potential to partially replace linear services.”

Sta di fatto che il non lineare per il momento godrà di maggiore libertà. Quindi probabilmente i Podcast e le P2PTV che sono non-lineari – e per di più online – potranno inizialmente svilupparsi senza grossi limiti. Almeno fintanto non diventeranno concorrenti con i broadcaster classici, a quel punto lo scenario cambia.

Ma vi sembra un testo così chiaro, di cui andare tanto fieri?
E soprattutto vi sembrano delle definizioni che possano garantire un solido sviluppo del settore della Net TV?

— Il testo consolidato della direttiva Audiovisual Media Services.

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One thought on “Nella nuova versione consolidata della direttiva europea “TV Senza Frontiere” le definizioni escludono la Net TV, ma solo fino a quando non diventerà di successo.

  1. Del problema abbiamo appena parlato. Nella migliore delleipotesi chi legifera vive di buoni riporti. Nella migliore. E meno male che la fanno in EUropa, pensa a cosa avrebbero fatto i nostri.

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