Outfoxed il film documentario che denuncia i metodi di manipolazione dell’informazione di FOX News. Quali rischi stiamo correndo nel mondo dei blog?

Ho finalmente visto Outfoxed il film documentario girato da Robert Greenwald per denunciare la distorsione strumentale dell’informazione operata dal canale d’informazione americano FOX News punta di diamante dell’impero mediatico di Ruper Murdoch.


(il trailer di Outfoxed)

E’ possibile comprare il film in DVD, vederlo integralmente su Google Video, o scaricarlo via eMule e Torrent. Io ho optato per eMule, trovando facilmente una copia in Italiano di una registrazione da SKY Cinema Autore. Purtroppo credo sia l’unico vero modo per vederlo in lingua italiana, perché qui da noi non c’è nessun DVD in vendita. In ogni caso Outfoxed è un film documentario molto interessante. E’ un caso scoppiato quasi tre anni fa, riportato anche qui da noi ma naturalmente mai approfondito. Non so quanti di voi hanno avuto modo di vederlo, io credo dovreste farlo.

 Images Outfoxed Ne ho viste tante ormai per non credere più a chi mi vuole regalare la verità mostrandomi come qualcun’altro la manipola. Non mi piacciono questi documentari scandalo, perché fanno esattamente parte dello stesso sistema. Bisognerebbe piuttosto svolgere un’azione costante su base giornaliera per combattere la disinformazione, senza cercare la gloria del botteghino. Ciò nonostante, in un mondo dove ormai l’informazione mainstream è morta, anche queste produzioni assumono un ruolo molto importante. Io non lo amo molto, ma in questo senso bisogna riconoscere a Beppe Grillo di rappresentare la sintesi suprema del perché l’informazione non esiste più. La gente paga per andare a sentire ciò che dovrebbe già conoscere, ridendo contenta alla battute di un comico che – di fatto – li prende per il culo.

Ciò che viene raccontato in Outfoxed è l’insieme di regole che il mondo dell’informazione tutto, compresa la carta stampata e molte radio, usa per manipolare il flusso di coscienza popolare. Non è certo una novità che non sia concesso al popolino sapere ciò che accade, ma solo ciò che è giusto che sappia. E in alcuni casi, lasciatemelo dire, non è neanche tutta questa disgrazia. Ma la cronica malattia del mondo mainstream m’interesserebbe relativamente se non temessi un tragico contagio con il mondo dei blog. E’ un po di tempo ormai che vado chiedendo a chi ha queste leve in mano, come si stia preparando all’imminente lutto per la perdita del controllo. Le TV e le Radio perdono il palinsesto, i giornali il potere aggregante. Questo perché già oggi una parte dell’informazione viaggia su canali non controllati da un editore, dove molto semplicemente chiunque può contribuire a formare una coscienza collettiva. Attenzione perché con questa definizione sto affermando che i blog hanno il potere di generare l’informazione, non solo di “masticare” gli scarti del mainstream. Sempre di più la rete potrà generare informazione (anche in formato audio e video), sempre di più “la gente” potrà aggregarla autonomamente.

outfoxed Se così fosse, staremmo marciando verso un mondo dove l’informazione e la cooperazione regnerebbero sovrane. Ma ho molta paura che questo meccanismo sia oggi ancora molto fragile, quindi facilmente manipolabile. Vivere con un’informazione senza controllo vorrebbe dire vivere nel caos, ma il modello prevede che l’interazione cooperativa moderi, facendo emergere naturalmente ciò che veramente è di valore. Sappiamo bene però, che le regole di cooperazione non funzionano poi così bene. Neanche così male intendiamoci, ma ci sono molti meccanismi che sono evidentemente troppo deboli. Ed è proprio li che si stanno insinuando i veri pericoli. Blogger professionisti, nano publisher, campagne di guerrillia, gli stregoni del Page Rank, i maghi delle classifiche, sono tutti li a far sembrare quello che non è. E per “la gente”, quella normale, capire la differenza è molto complesso.

Outfoxed è una vecchia notizia, ma vedendolo oggi mi ha fatto riflettere su come stia reagendo il mondo mainstream al crollo della barriera tra l’offline e l’online. Se non l’avete visto, vale sicuramente 45 minuti di tempo.

— Il sito ufficiale, dove è possibile acquistare il DVD (in inglese).
— I video originali delle interviste sotto licenza CC.
— La versione integrale di Outfoxed su Google Video (in inglese).
— La storia di Outfoxed su Wikipedia.

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4 thoughts on “Outfoxed il film documentario che denuncia i metodi di manipolazione dell’informazione di FOX News. Quali rischi stiamo correndo nel mondo dei blog?

  1. Francamente Tommaso non ho paura di quelli che chiami "veri pericoli" (complimenti per le definizioni! "stregoni del Page Rank" è bellissimo). Perchè fintanto che la struttura è distribuita, l'evoluzione di questa entità è estremamente naturale, variegata, differenziata… c'è biodiversità. Voglio dire: il blogger professionista se fa il suo lavoro bene è un plus per l'informazione, e se invece lo fa male (es: cerca la manipolazione dell'audience, che per quanto può metterla in pratica bene, ha le gambe corte… come le bugie) viene cestinato velocemente e scompare.

    Mi fa invece più paura la centralizzazione perchè lì basta una quantità minima di pressione sui vertici per manipolare tutto ciò che c'è sotto… cioè, se oggi un blogger americano annunciasse il nuovo presidente USA a scrutini ancora in corso in Florida, non avrebbe il risultato che ha avuto Fox nel 2001 con Bush… di fatto è la Fox che ha eletto Bush…

    In un momento in cui con Skype, o con iChat AV, o con Messenger, possiamo fare "videoconferenze gratuite" (riunioni) e avere sotto mano "dashboard condivise dove disegnare la riunione" (verbali), con estrema facilità (senza dover trovare una data per poter essere tutti nella stessa aula, nella stessa città, nello stesso momento), è assurdo ancora continuare ad affidarsi a questi bestioni mediatici o anche politici (i partiti!) dove paradossalmente più si va in alto nella scala gerarchica, meno uomini devono essere pagati per manipolare un numero maggiore di subalterni (e nel caso dei media, manipolare l'informazione).

    Esistono delle forme di comunicazione che sono in grado di pilotare il comportamento dell'audience: normalizzazione tramite esempio, paradosso pragmatico … fino ad arrivare alle più vecchie tecniche propagandistiche.

    L'unico modo per evitare che vengano messe in pratica è la distribuzione (p2p): rete (infrastruttura) distribuita, sistemi di sicurezza della rete (crittografia asimmetrica) distribuiti, applicazioni (kazaa, skype, joost) distribuite, conoscenza (Wikipedia) e idee (GPL,CC,) distribuite. Questo è il dono che ci può fare Internet: ci può dare la forza, per la prima volta nella storia degli uomini, per non mentirci più l'uno con l'altro.

    Non c'è da averne paura come accade alla generazione prima di noi; non è il caos… è un nuovo ordine. E dobbiamo metterlo in pratica prima che venga "normalizzato". In questa ottica ad esempio Google inizia ad essere un problema… bisognerebbe muoversi velocemente verso il web semantico, così Google perderebbe la sua centralità.

  2. L'informazione creata e gestita dai blogger è ormai un Potere. Lo conferma una notizia che stamattina mi ha lasciato allibito. In Egittto, un blogger è stato condannato a 4 anni di carcere per le opinioni e informazioni diffuse sul suo blog. La sentenza arrva in un Paese dove l'opinione pubblica si forma ancora soprattutto attraverso altri canali (contatti interpersonali, stampa tradizionale) e dove pc e alfabetizzazione informatica sono meno presenti che negli Stati più ricchi. Si tratta quindi di un riconoscimento estremamente importante (anche se purtroppo drammatico) della capacità di influenza esercitata dai blog sul pensiero della gente.

  3. winston: per carità, il potere del blogger è indiscusso. Però è un potere distribuito, diluito cioè su migliaia di persone… e il numero dei blogger aumenta… oggi in Italia siamo ancora soltanto in 8 milioni con l'always-on! Un conto è la Fox che permette a Murdoch e il suo team di raggiungere l'80 per cento della popolazione del globo (la percentuale esatta è nel video nel post che stiamo commentando); un conto sono dieci mila persone che ognuna raggiunge 10-100-1.000-10.000-100.000-1.000.000 lettori (1,6% della popolazione) e ognuna di questi lettori a sua volta segue 1-10-100 blog… c'è una doppia distribuzione… adesso non mi viene in mente un termine matematico appriopriato… ma credimi che è un modello che non si controlla con i pizzini con cui la Fox ordina sistematicamente ai giornalisti cosa non dire, cosa dire, come dirlo, etc. etc. è CERTAMENTE tutto granularmente "peer-reviewed" (e con una trasversalità, poliedricità, eterogeneità, ricchissime).

    Guarda ad esempio cosa succede in concomitanza ad eventi come le tesi cospirazioniste sugli attentati al WTC: un opinion leader (giornalista, prof universitario, blogger stimato/popolare, etc) da il via, piano piano si formano degli schieramenti (sempre gli stessi: pro, contro, astensionisti, neutrali); a schieramenti sul campo inizia il countdown (che termina a zero quando sul campo ne rimane uno solo); lo schieramento superstite prende il sopravvento, scrive la storia, e riscrive le regole. E' teoria dell'informazione (lo scivolo! Il filtering down!). Questo non solo avviene con gli eventi più eclatanti, ma si ripete tutti i giorni, ogni istante, con sfaccettature diverse per ognuno di noi, anche se con intensità, inizio e durata, diversi in base alla natura e popolarità dell'evento. Magari qualche armonica minore di due eventi diversi si incontra, l'onda si increspa, e genera lucro.

    E' una garanzia ARCHITETTURALE. Implicita cioè nell'architettura di una rete distribuita, non nelle regole. E' un ordine naturale, non umano. Le regole sono naturali, non artificiali. Per lo meno possono prendere il posto di quelle esistenti e farci tirare a campare per qualche altro quarto di secolo. Non mi chiedere di argomentare il tutto con argomenti solidi che non ne ho, e visto che oramai sono entrato nella metafisica sarebbe troppo oneroso anche il solo tentativo di cercare una spiegazione razionale… però quando guardo le cose in questa ottica a me i conti tornano e la coscienza collettiva dei blogger non mi sembra fragile; magari ancora un po' immatura si. Ma fragile no. Voglio dire, non so come funziona in Egitto, ma qui abbiamo la Costituzione che seppur rimanda alla legge contiene un accenno alla libertà di pensiero, parola, credo… e se non è chiaro che un blog chiuso imperativamente sarebbe un attentato alla costituzione…oddio… apriti cielo, vuol dire che siamo veramente troppo confusi per poter pensare di cavare un ragno dal buco con o senza i blog. C'è un intreccio formidabile tra il diritto e il networking sociale (distribuito!), e quella miscela è veramente una roccia. Un ultimo esempio e poi chiudo perchè ho scritto un'altra volta una quaresima: se fossimo già al web semantico (distribuito!), "Google motore di ricerca" sarebbe così pericoloso? (ne parlavamo tra i commenti di due o tre articoli prima di questo)

  4. Rimando tutti coloro che non lo conoscono a leggere e a vedere (si e' anche in documentario) sul medesimo tema "Manufacturing Consent" di Noam Chomsky. Outfoxed e' solo uno spettacolo per signorine…

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