Perché scappare da YouTube, quando potrebbe essere un grande alleato?

YouTube nei giorni passati ha subito un altro colpo: la Oscar Accedemy ha chiesto di eliminare tutti i video contenenti scene delle cerimonie di premiazione. I video, naturalmente, devono andare in esclusiva su Oscars.com. Una posizione molto simile a quella presa da Viacom, che ha prima chiesto a YouTube di eliminare 100 mila video che la riguardavano, per poi annunciare di voler distribuire in autonomia pubblicità sui video, compresi quelli che sarà possibile copiare ed incollare su qualsiasi blog, prelevando il codice direttamente dai siti del network (MTV in primis). Stesso discorso per i video riguardanti partite di tennis: due associazioni “Tennis Australia” e “United States Tennis Association” hanno chiesto a YouTube di eliminare tutto quello che le riguardava. E’ un continuo.

Il commento più interessante sul tema che mi è capitato di leggere in questi giorni è stato quello di Mark Cuban, che si chiede il perché di queste operazioni. Non sarebbe più sensato, dice lui, usare YouTube invece di combatterlo? Basterebbe attivare un team esiguo di persone con il compito di inserire sistematicamente (e legalmente) su YouTube i trailer di tutti i video/trasmissioni che si vogliono promozionare. In pratica MTV, o gli Oscar, invece di far levare tutti i loro video, avrebbero potuto attivarsi per mettere – loro – tutti i propri contenuti: limitandosi ad inserirli, però, in formato trailer. Cosi che, chi cerca su YouTube trovi il contenuto di suo interesse, ma sia comunque costretto ad andare sul “sito ufficiale” per vedere la versione completa del video. A sostegno della tesi di Cuban, se vi ricordate, c’è il recente caso CBS. Riporto di seguito un mio post dello scorso Novembre:

Un mese fa la CBS ha aperto il suo canale su YouTube. I primi numeri che emergono sono veramente incoraggianti: tutti gli show che il network ha deciso di presentare e promuovere su YouTube hanno subito un netto miglioramento di ascolti in questo ultimo mese, a dimostrazione di come la rete possa fungere da “cattura audience” per tutta una fascia di pubblico che, attraverso i canali tradizionali, non verrebbe catturata.

Alcuni esempi: “Letterman Show” guadagna il 5%, “The Late Late Show with Craig Ferguson” addirittura il 7%. La CBS complessivamente ha “caricato” su YouTube 300 video che hanno generato mediamente 857.000 view al giorno per un totale di 29.2 milioni di view nel primo mese. Il canale CBS su YouTube ha già raccolto oltre 22.000 “abbonati”.

Insomma ci sono già i numeri che dimostrano quanto, come al solito, sia meglio capire e sfruttare un fenomeno piuttosto che combatterlo. Sembrano averlo capito perfettamente SKY Italia, che ha attivato una collaborazione con Goolge Video per la distribuzione dei video su SkyLife, ed anche la BBC (sempre più protagonista) che ha annunciato una collaborazione con YouTube, proprio per pubblicare i trailer dei suoi show.

A qualcuno potrebbe venire in mente che, voler lavorare su tanti tavoli, possa essere un costo eccessivo per le aziende coinvolte. Ma quanto sarebbe costato alla Oscar Accademy attivare un team per “gestire” YouTube, invece di combatterlo? Mark Cuban si è fatto due conti:

The cost of hiring 10 people to slice and dice videos and post them on Youtube while the Oscars is going on, ? Lets say $20 dollars per hour and 10 hours of work during and after the show is over. Thats $ 2k dollars.

Thats the value of the Oscars videos being on Youtube.

Mi sembra che non ci siano molti dubbi. Ma purtroppo, nonostante si continui a rinnovare a suon di mega licenziamenti (MTV ne ha annunciati altri 250 ai vertici), l’industria televisiva continua ad essere prigioniera delle sue vecchie logiche. E quando tenta di fare la “giovane”, risulta goffa, ridicola, spesso patetica.

— Il post di Mark Cuban.
SkyLife e Google Video.
BBC Trailer su YouTube.

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