Il blogging è morto, viva il blogging industriale.

Quali sono le strategie dei grandi gruppi editoriali italiani nei confronti dell’avanzare del fenomeno blog? RCS (Corriere della Sera) ha comprato qualche mese fa possiede dal 2002 una quota di Dada. Dada aveva appena comprato Splinder il principale network la principale piattaforma di blog in Italia. Ieri la notizia che Dada ha comprato Blogo, il 30% per 2.4 milioni720 mila di euro.

La Repubblica, oltre al suo manipolo di blogger interni, usa il network Blogosfere, il principale network di blog professionali in Italia, per il suo servizio News Controll, “dove il main stream ed i blog s’incontrano”.

Il Sole24Ore ha un suo network di blogger italiani indipendenti che da molto tempo scrivono periodicamente il giovedi su Nova, potendosi quindi a tutto diritto considerare giornalisti del Sole.

Quali sono le strategie quindi?
A me cominciano a sembrare chiare. Il mondo dei blog non lo si combatte, lo si controlla. Ma si può effettivamente affermare di avere un’anima blog, se si propone ai propri lettori un’offerta costruita da blogger controllati? Si può chiamare blog qualcosa che usa una piattaforma di blogging per pubblicare, esporta un feed RSS, e usa uno stile blogger copiando e traducendo notizie?

Non lo so, ma non credo che questo sia lo spirito autentico del blogging. Forse è semplicemente questo il corso naturale delle cose, senza doversi fare tanti pensieri. Possiamo considerare quindi finita l’era del blogging sperimentale, a favore di una nuova era quella del blogging industriale?

Come sempre sarà la gente a stabilirlo, ma certo è che network di blogger o nanopublisher inseriti all’interno degli amplificatori mediatici posseduti dai grandi gruppi fanno presagire ad un progressivo miglioramento dell’audience. E’ questo che in fondo la gente vuole? Il fenomeno blog nasce come una forma nuova di comunicazione, una frontiera che ha attirato moltissima gente, tanta anche stufa di come la stampa mainstream ha trasformato se stessa negli ultimi decenni. Ma forse il blogging è solo un fenomeno estremo, qualcosa nato dalla reazione spontanea della gente che però in realtà manifestava solo il desiderio di vedere il mainstream cambiare, non quella di volersi circondare da un manipolo di blogger liberi e liberi pensatori. In fondo, per la gente, basta solo che la stampa aggiusti un po il tiro, si metta su internet, parli in maniera più colloquiale ed il resto chissenefrega.

Forse e cosi, stiamo assistendo all’ennesimo periodo di transizione.
E allora possiamo cominciare ad affermarlo senza più grandi timori: il blogging è morto, viva il blogging industriale.

Technorati , , , , , , , ,

22 thoughts on “Il blogging è morto, viva il blogging industriale.

  1. ciao tommaso, nel pezzo dedicato a Dada noto 3 imprecisioni:

    1) RCS (Corriere della Sera) ha comprato qualche mese fa Dada.

    gnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnnn primo errore

    Dada fa parte dell'azionariato RCS dal novembre 2005

    2) Dada aveva appena comprato Splinder il principale network di blog in Italia.

    Splinder è una piattaforma (network di blog era riferito a Blogo, hai sbagliato a copiare)

    3) Ieri la notizia che Dada ha comprato Blogo, il 30% per 2.4 milioni di euro.

    Ammappa!! 2.4 milioni di euro de che???

    Dada ha acquisito il 30% di Blogo per 720k euro

    da un blog non mi aspetto l'autorevolezza di un giornale ma per lo meno la verifica delle fonti.

  2. Mi sembra un allarmismo forse ingiustificato.. :)

    I "nanopublisher" come Blogo usano semplicemente la struttura del blog per offrire contenuti tematici, ma non per questo si mettono in competizione con i 'blogger' tradizionali, cioè quelli che producono il famoso user generated content.

    Anzi, possiamo dire che i nanopublisher sono un'evoluzione dei vecchi magazine e devi vecchi siti tematici.. in realtà, la novità, sono ancora e sempre i bloggerr :)

    PS c'è un errore: RCS non ha comprato Dada ma vi partecipa con una certa percentuale, da un po' di tempo ormai.

  3. errata corrige

    ciao tommaso, devo segnalarti un errore mio (ho verificato meglio le fonti)

    RCS è entrata in Dada, Rcs è entrata nel capitale sociale di Dada il 10.10.2002 attraverso Hdp net.

    Nel novembre 2005 invece c'è stata l'opa che ha portato RCS a salire fino all'attuale partecipazione.

    scusami per l'errore.

    chiara

  4. Paolo dice: "I “nanopublisher” come Blogo usano semplicemente la struttura del blog per offrire contenuti tematici, ma non per questo si mettono in competizione con i ‘blogger’ tradizionali, cioè quelli che producono il famoso user generated content.

    Anzi, possiamo dire che i nanopublisher sono un’evoluzione dei vecchi magazine e devi vecchi siti tematici…"

    Strano allora che siano nella classifica di BlogBabel, non trovi?

  5. Da quando BlogBabel è diventato uno standard di "bloggitudine"? Per carità..

    In ogni caso, non è affatto strano: Blogo produce contenuti commerciali in *formato* blog, quindi tecnicamente è vero: blog lo sono (del resto le discussioni accademiche su cosa sia o non sia un blog si sprecano).

    Tutta questa nostra piccola divergenza insiste solo sulla possibile minaccia che un'altra acquisizione del genere possa rappresentare verso "gli altri" blog, quelli degli utenti normali, non pagati per scrivere.

    Per me non esiste minaccia, perchè i nanopublisher sono dichiaratamente dei magazine commerciali, sebbene si basino su un formato tecnologico blog per semplicità e immediatezza.

  6. Sai Paolo secondo me il tema è questo: di che campano i blogger? E' interessante leggere (o sentire) le interviste delle rock star nostrane, cosi come dei mostri sacri stranieri dalla Francia agli USA.

    Relazioni, opportunità, consulenze, pubblicazioni, eventi, pubblicità, sponsorizzazioni.

    Ecco, se crediamo che il blogging possa essere anche un nuovo meraviglioso sistema per ridistribuire partendo dal basso l'economia dell'informazione, dobbiamo tenere in considerazione anche la variabile denaro. Altrimenti il potere mediatico continuerà ad essere un beneficio esclusivo di chi se lo può permettere. Tutto il resto galleggia, con qualcuno che va e qualcuno che viene.

    Ma l'informazione conversazionale secondo me ha un valore troppo forte per poter essere relegata cosi in basso, ed è un valore talmente alto che devasta le logiche classiche del potere dell'informazione. Per i grandi editori perdere credibilità ed empatia con i lettori a favore del movimento indipendente dei senza editore, è un disastro. Cosi come per i broadcaster perdere il controllo del palinsesto, e l'esclusivo beneficio di potersi permettere una rete.

    Ma per far si che il fenomeno rimanga diffuso ed autentico, dobbiamo fare in modo che la ricchezza si distribuisca secondo principi naturali, legati alle logiche della rete. Se, però, la ricchezza viene distribuita in base alle classifiche, e qui da noi è sicuramente cosi, allora le classifiche cominciano a contare. Non per il loro valore statistico, ma come puro strumento discriminatorio. Sopratutto se le classifiche sono confuse e regolate ad arte cosi che emergano evidenze altrimenti sfumate.

    Ecco, allora o troviamo un modo differente per far si che nella realtà del blogging rimanga saldo il principio fondante basato sull'assenza di un controllo editoriale, sulla condivisione, il rispetto e la copartecipazione alla creazione del contenuto tra autori e lettori. O troviamo un sistema diretto, oppure dovremmo capire come rendere le classifiche trasparenti. Altrimenti ricadremo negli errori del passato lasciando che siano sistemi come l'Auditel a determinare la vita e la morte della televisione italiana.

    Sarebbe bello di sicuro vedere una grande fetta di blog emanciparsi da questi meccanismi. Chiedendo ad esempio sottoscrizioni via PayPal (10 euro l'anno a lettore?), pubblicando libri in proprio grazie ad uno dei tanti servizi disponibili e guadagnando da questo, organizzando e partecipando ad eventi divulgativi.

    Sarebbe bello ma temo che il meccanismo delle classifiche, della pubblicità, delle sponsorizzazioni etc. sarà sempre dominante costringendo chi vuole campare di blogging o a scendere a patti col demonio, leggi Google e tutti SEO Guru che stanno distruggendo la credibilità della rete, o cedere alle logiche del vecchio giornalismo clientelare fatto di notizie d'agenzia, senza anima ne cuore per timore di poter offendere anche il più piccolo interesse.

    Io credo che dovremmo sviluppare entrambe i filoni: pulire le classifiche separando l'olio dall'aceto, e spiegare quanto sia fondamentale per preservare questo nuovo stadio di consapevolezza, condivisione e partecipazione mantenere vivo il movimento dei blogger di base fortemente schierato ma sempre spontaneo, rendendo una sottoscrizzione sullo stile di quella organizzata da Wikipedia un atto sentito più che dovuto.

    Per il momento limitiamoci a considerare come il nanopub sotto editore è composto da altra materia rispetto ai blogger di base. E che se il meccanismo di ditribuzione del valore continuerà a premiare solo chi è alto in classifica, questi nano editori saranno sempre in cima, pieni di link luno verso l'altro e di titoli e post scritti ad arte per alzare il ranking ed il valore dell'adv che passa AdSense.

  7. Molto di quello che affermi, al di la delle cifre e dei risvolti azionari, è vero o (scusa la parolaccia) verosimile. Allo stesso tempo, errato. Un blog controllato è un ossimoro. Un blogger è un lupo, selvaggio e affamato. Un blogger addomesticato è un cane lupo, più grasso, ne affamato ne selvaggio. Può spaventare i ladri ma non il padrone. E se morde il padrone, questi lo fa fuori.

    E guardare un bel lupo dentro un recinto, dopo un po, viene a noia.

    Sai perché è bello "La mia Africa"? Perché parla di due spiriti liberi, ciascuno a modo suo. Disposti a sfidare le convenzioni e a difendere la loro libertà più del loro amore. E non si può chiamare libero uno che frena le mani sulla tastiera. Non è più un blogger.

    CdV

    P.S.: mi aspettavo un post su Italia.it

  8. @Rob – Quindi il link che segnali è un blog FINTO creato ad arte solo per generare traffico? Se ho capito bene, è veramente una brutta cosa! Invece di innovare, sfruttano un fenomeno interessante che, se gestito male, rischia di perdere di ogni significato…. !

  9. @Alex: è una mia personalissima deduzione.

    Tuttavia seguo quell'iniziativa da parecchio tempo e ho ben più di qualche sospetto sul fatto che sia nient'altro che una goffo tentativo di Libero.it di spingere la sua community (blog.libero.it e libero video)

    Perchè goffo? Perchè ho visto decine di fakeblog molto più convincenti di questo…Mi spiego:

    La scommessa: Questa Asia cerca disperatamente di conoscere qualcuno che viva in california che le presenti Justin Timberlake. Di per se sta storiella regge già poco ma anche volendola prendere per buona, qualunque attention whore dotata di webcam (immaginando che in california LiberoVideo non se lo cagano in molti) metterebbe le proprie tettine su YouTube o su MySpace.

    Anche dopo i ripetuti consigli di alcuni utenti del blog, Asia si ostina a rimanere chiusa nella bolla della community di Libero adducendo le scuse più ridicole (vedi :http://blog.libero.it/justIN2U/2298367.html)

    Stranamente tutti i video che appaiono in quel blog(compresa la lesbica alluppata e il travestito detrattore) condividono lo stesso format dei video di Asia

    I più cari "amici" di Asia http://blog.libero.it/ChattaConLaLore/ e http://www.calendiario.splinder.com/ seguono un plot debolissimo: entrambi sostengono di aver aperto i loro blog su consiglio di asia per trovare un manzo da spupazzare. Entrambi sono eccessivamente stereotipati:

    (Una recita la parta della gatta morta, l'altro quella del gay truccatore che colleziona maschietti)

    Per il restante 80% dei post parlano ossessivamente di asia e della sua scommessa. Insomma…puzzano di ghostwriting lontano un miglio.

    Stranamente il resto della blogsfera non si fila minimamente sta Asia, mentre la homepage di Libero.it strilla il suo blog in homepage 2 giorni su 4 e oggi Affari Italiani le ha addirittura dedicato un articolo.

    Molti utenti hanno dimostrato di aver mangiato la foglia; C'è chi sostiene che sia un teaser per il film di Timberlake "Alpha Dog" e chi come me pensa si tratti nientepiù che un tentativo di fare buzz intorna alla community di Libero.

    Asia cerca di smentire puntualmente i primi, mentre le illazioni dei secondi vengono misteriosamente ignorate.

    Che ne pensate?!?

  10. …"Indagine" appassionante (sicuramente molto più del blog stesso). Ho visto solo il primo video e mi sembra troppo curato (luci perfette, qualità audio-video ottima e nessuna incertezza) e inoltre il sito vanta una grafica curatissima. Troppo per essere vero. Non ci tornerò per approfondire, ma aspetto anche io altri commenti :-) )

  11. Davvero le hai chiesto un'intervista?????MITICO!!!

    Ricerca che porta a una riflessione complessa sul mondo dei blog…

    A prima vista mi sembra un Interessante metodo per aumentare il traffico e l'utilizzo dei servizi di Libero. Come dice Alex sembra troppo perfetto..ma riesce nel suo intento..infatti ne stiamo parlando..e ci siamo fatti un giro sui diversi blog connessi.

    Ottima idea!Poi Utilizzare una ragazza così carina, dà i suoi frutti .. :)

    Il discorso iniziale di Tommaso dà adito a tante discussioni e riflessioni .. a mio avviso -e qnd concordo con Tommaso- alla base del blogging c'è la volontà di condividere idee, pensieri, informazioni e il rispetto – tra autori e lettori – e la copartecipazione alla creazione del contenuto rappresentano dei punti cardini sui quali si basa questa nuova tipologia di comunicazione.

    Sono molto grata ai bloggisti – Tommaso sa..- fonti durante la scrittura della mia tesi! :) E mi piace l'idea di poter affrontare diversi argomenti senza 'censura'. Sicuramente ci sono 'spazi' pilotati (forse qll della seducente Asia) ma 'il pubblico nn è scemo!' L'Audience è un meccanismo che non funziona..nn racconta la verità!Siamo NOI a scegliere e poi se prendi in giro il cliente e qst se ne accorge so'dolori!Diversamente forse è lo svago che cerca..anche la storia di Asia può creare un traffico che si lega al personaggio e alla storia, che tifa per la protagonista e vuole sapere come andrà a finire (d'altra parte x'tanta gente guarda i reality?).

  12. @Stefania

    Lo chiamassero allora "Teatrino di Asia" e non blog!!! :-)

    Io non guardo i "reality"… (realtà economica degli "autori") , pensa un po' che interesse posso avere in simili assurde iniziative, che fanno solo male ad internet… I blog veri sono un grandissimo strumento di democrazia. Prima non esisteva nulla di così diretto per esprimere le proprie idee.

  13. @Alex: Condivido!Ed effettivamente gli interessi che ruotano attorno a qst tipo di iniziative -se effettivamente sono qll ipotizzati nel mio precedente post- devono ancora essere verificati..staremo a vedere.. :)

    Neanche io guardo i reality ma mi incuriosisce il motivo che spinge tanta gente a farlo..è un fenomeno sociologico interessante che potrebbe aiutarci a comprendere anche altri fenomeni presenti nella nostra società (x' i ragazzi guardano 'gli orrori di Maria'? – lo share è impressionante!E preoccupante .. credo..) ma qui aprirei un altro discorso.. qnd chiudo ..

  14. Bel post Tommaso.

    (Come sempre i tuoi del resto).

    Due riflessioni al volo.

    Il blog ti "forza" a essere "aperto", quindi ben venga anche un fenomeno di "blog industriale" (e quindi in qualche modo limitato), come dici tu, rispetto a una stagnazione monodirezionale della comunicazione e dell'informazione.

    Possiamo sempre viverlo come un primo passo. Quando (tra qualche settimana?:-)) questo "blogging industriale" avrà stufato si dovrà andare oltre e aprire ancora un altro po' la porta.

    Alla fine quello che davvero conta, secondo me, è che si stia affermando un concetto di potere editoriale diffuso e di sistema mediatico orizzontale.

    Dada ha anche appena annunciato il "paid" user generated content, con Google.

    http://dada.dada.net/en/press_room/comunicati_sta

    ciao

    m

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>