Google fa pubblicità anche dentro i videogames.

Ormai potremo cominciare a chiamare AdWord come AdWorld: ovvero da Advertising contestualizzato su “parole chiave” ad advertising globale su base “mondo”. Google, che ormai sembra diventato un emulo della Microsoft dei bei tempi, continua nella sua politica di shopping dimostrando ancora una volta la sua incapacità di creare in casa, ma rimanendo comunque molto brava a incorporare casi di successo sul mercato, sempre funzionali alle sue strategie.

adscapemedia

Questa volta ha acquisito Adscape una azienda specializzata nell’advertising all’interno dei videogiochi. Il prezzo pagato sembra aggirarsi intorno ai $23 milioni, che per un’azienda nata nel 2002 non è male. La tecnologia di Adscape è molto interessante e consente, per l’appunto, la contestualizzazione dell’advertising dentro i giochi con la possibilità di caricare gli spot dinamicamente. In pratica sta per finire l’era della pubblicità inserita staticamente in fase di produzione a favore di un modello molto vicino a quello di AdSense. Gli investitori pubblicitari potranno quindi usare AdWord per programmare la loro pubblicità all’interno dei videogiochi compatibili, potendo inoltre ricevere dei feedback dai video giocatori: “Real Virtual Gateway product enables two-way text, audio and video communication via SMS Text or eMail”.

Ricapitolando AdWord oggi (o a breve) permette la pianificazione pubblicitaria su:

  • Online
  • Videogame
  • Newspaper & Magazine
  • Radio
  • Televisione

Il tutto in base a degli algoritmi di “sensing”, “targeting” e “ranking” powered by Google. Il meccanismo è formidabile ma io comincio ad essere un po spaventato. Soprattutto per l’affinarsi della scienza del SEO (Search Engine Optimization) che studia gli algoritmi dei motori di ricerca per trovare un migliore posizionamento nelle ricerce, e quindi più traffico, e per attirare pubblicità più profittevole. AdWord infatti funziona in base a parole chiave, sulle quali gli investitori partecipano ad un asta per piazzare il loro messaggio pubblicitario. Chi espone le pubblicità guadagna di più: 1) quanto è più visto, 2) quanto più valgono (per ogni click) i messaggi pubblicitari che ospita. Manipolare ad arte ciò che si scrivere/pubblica per apparire “più in alto” nelle ricerche, e per avere pubblicità che rende di più è oggi possibile. E, se effettivamente vogliamo andare verso un “mondo algoritmico“, rischiamo di essere travolti da questa nuova banda di scienziati del ranking. Attenzione.

Technorati , , , , , , , ,

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>