Sull’offerta ADSL all’ingrosso di Telecom è guerra aperta.

Sapete che c’è da tempo in atto uno scontro tra varie associazioni e Telecom Italia sul tema della banda larga. Telecom, possedendo la stragrande maggioranza dei cavi in Italia, è obbligata ad affittare una parte della sua rete ad operatori terzi. Questo per garantire la pluralità di mercato in una situazione figlia di anni di monopolio.

alice 20mega

Il nodo centrale della vicenda è l’offerta all’ingrosso che Telecom deve fare per fissare prezzi e condizioni dell’affitto. Qual’è il vero problema: che Telecom è contemporaneamente fornitrice del servizio di networking ed azienda impegnata nello sfruttamento dell’offerta broadband. In sostanza Telecom è sia quella che possiede i cavi e che li affitta a terzi, sia quella che vende direttamente ai privati offerte ADSL. Si capisce bene che, quindi, quando si trova a dover fissare il prezzo a cui vendere una parte di se stessa direttamente alla propria concorrenza, ci sia un serio problema di schizofrenia. Ma per tutelare il mercato ed i cittadini ci sono le autorità garanti che, però, a volte sembrano non essere così reattive. Sta di fatto che oggi il business della banda larga, si è capito, è un affare che vale veramente tanto. Sopra ci passa tutta l’informazione e l’intrattenimento del futuro. TV compresa. Ecco perché lo scontro, che ormai si protrae da anni, è arrivato ad avere toni drammaticamente accesi. Per farvi capire a che punto stiamo vi riporto il comunicato che è mi arrivato via mail di Anti Digital Divide, una delle associazioni più attive su questo fronte. Il testo chiude con delle presunte ipotesi che a mio giudizio sconfinano troppo nel solito terreno dei sospetti e delle allusioni. E’ troppo facile fare uno più uno senza entrare nel merito. Gettare ombre è troppo facile, vale la pena credo rimanere solo sui fatti, perché basta far capire ciò che è già evidente per comunicare lo stato disastroso in cui siamo.

Alice 20 MB viola la neutralità della rete, ha bassi standard di qualità e si basa su walled garden, recinti che danneggiano gli operatori alternativi e gli utenti. Telecom Italia non rispetta la sentenza del TAR che stabiliva il blocco della commercializzazione di Alice 20 MB. AGCOM sembra ignorare tutto questo. Nei prossimi giorni governo e AGCOM si riuniranno per decidere sull’introduzioni dell’offerta bitstream. Telecom dal 2004 si era impegnata a presentare un’offerta all’ingrosso che si basasse sul metodo cost plus, cioè la tariffa all’ingrosso doveva basarsi sui costi effettivi sostenuti da Telecom per fornire il servizio, questo avrebbe evitato che Telecom continuasse a percepire extraprofitti, e comportato una diminuzione delle tariffe per i consumatori. Ora con “soli” 3 anni di ritardo, e dopo diverse sollecitazioni di ADD ad AGCOM per accelerare il processo, sembra che Telecom si sia decisa a presentare tale offerta e che l’autorità garante stia per approvarla.
Anti Digital Divide, oltre che velocizzare il più possibile l’adozione dell’offerta bitstream, chiede al governo e ad AGCOM di prendere un forte impegno per garantire la neutralità della rete, di dare spiegazioni del perché nonostante la sentenza del TAR, Telecom continui a commercializzare alice 20 Mb, sul perché si permette a Telecom, che è un operatore con significativo potere di mercato, di creare dei recinti e svantaggiare utenti e operatori, rete ip chiusa, servizi che funzionano solo con apparati forniti da Telecom (modem, router, videotelefono ecc), telefonate gratis solo verso i clienti Telecom.
Dall’indagine sulle intercettazioni Telecom emerge, che oltre a politici, giudici e migliaia di cittadini, anche le autorità garanti sono state intercettate, ci chiediamo se non sia il caso di cominciare a sospettare qualcosa, visto che le autorità sembrano più impegnate a proteggere il monopolio Telecom, che a difendere i diritti degli utenti, rallentando il processo di liberalizzazione invece di velocizzarlo. Torniamo inoltre a chiedere lo scorporo della rete Telecom, a cui il ministro Gentiloni sembra favorevole. Ora anche Fini afferma che il piano Rovati per far tornare la rete di Telecom pubblica non era poi così sbagliato. Molti si chiedevano come il piano Rovati sulla rinazionalizzazione della rete Telecom fosse finito nelle mani di Tronchetti Provera, che poi lo ha passato ai giornali provocando grande scandalo, e se centrassero qualcosa le intercettazioni?
L’importante è che ora governo e AGCOM diano spiegazioni sugli interrogativi posti in questo documento.

Cordiali saluti
Ass. Anti Digital Divide
www.antidigitaldivide.org

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3 thoughts on “Sull’offerta ADSL all’ingrosso di Telecom è guerra aperta.

  1. … ma il resto della mia risposta dove è finita?

    Forse è meglio se evito di scrivere commenti in tarda notte: devo aver fatto casino ed è rimasto solo il virgolettato che citavo!

    Quello che volevo aggiungere a commento di quel virgolettato era che le autorità garanti sono molto reattive, tanto reattive che ci sono delle sentenze che parlano di interventi non fatti per evitare che Telecom Italia perdesse quote di mercato!

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