Accordo Amazon e TiVo.

unbox tivo

“Un conto per gli spettatori è vedere i contenuti di YouTube online, ma quando parliamo di interi film o programmi TV, per molta gente, non è televisione fintanto non è veramente sul televisore”

Questo il commento di Tom Rogers, il CEO di TiVo, all’annuncio dell’accordo con Amazon. Il celeberrimo “shopping portal” americano già da tempo aveva lanciato il servizio Amazon Unbox grazie al quale gli utenti possono affittare o acquistare Film o Serie TV in digitale da scaricare sul proprio PC. Ma, visto che come diciamo da tempo, la TV non è televisione se non si vede sul televisore, ecco l’accordo tra Amazon con il produttore del DVR (“registratore digitale”) più diffuso negli USA. Siamo di fronte ad un nuovo esempio di sistema a doppia interfaccia, dove viene usato il PC per navigare nella library online di Amazon, scegliere cosa vedere ed effettuare l’acquisto. Una volta sul PC i video vengono inclusi automaticamente nell’elenco dei contenuti disponibili per la visione sul TiVo così che lo spettatore possa vederli direttamente sul suo televisore.

unbox + tivo

Il listino di Amazon è già particolarmente ricco includendo ad esempio titoli di CBS, News Corp.’s Fox Entertainment Group, General Electric Co.-controlled Universal Studios Home Entertainment and Time Warner Inc.’s Warner Bros. Entertainment. Sembra certo comunque l’ingresso di altre major nell’operazione, Disney inclusa.

Per usare il servizio TiVo in USA gli spettatori pagano una fee mensile di $18 che apre l’accesso, oltre alla guida programmi, anche alla possibilità di vedere video scaricati da Internet ed ascoltare musica. La formula Unbox prevede che gli utenti possano comprare o affittare contenuti da vedere al massimo su due PC autorizzati + due dispositivi portatili. Ogni video acquistato rimane comunque sempre dispobile online, cosi da tutelare l’acquirente in caso di perdita dei dati in locale. Quindi se si rompe il PC (o l’iPod) non si sono persi anche i film acquistati, che possono essere in ogni momento scaricati nuovamente (questa meccanica Apple dovrebbe attivarla a breve anche per iTunes). I prezzi sono sempre molto interessanti e vanno dai $1.99 per l’acquisto di 1 episodio di una serie TV, tra $9.99 e $14.99 per l’acquisto di un film.

Si ventilava un accordo tra Apple(iTunes) e TiVo con dinamiche molto simili a quelle messe in atto in questo accordo. Evidentemente non è così. La battaglia è decisamente agguerrita se si pensa anche al nuovo annuncio di ieri di Wal-Mart che ha definitivamente lanciato il suo servizio di affitto e vendita di serie TV e Film online (Wal-Mart aveva già lanciato una interessantissima formula mista tra offline ed online). C’è da dire però che tutti questi servizi per il momento sono esclusivamente orientati sul mercato USA. E’ difficile pensare che TiVo, Wal-Mart, ma la stessa Amazon possano trovare tanto facilmente accordi sui mercati internazionali. Non che sia impossibile, ma sicuramente realtà come Microsoft ed Apple hanno già questo tipo di “respiro”. Intendiamoci, non ci sarà un vincitore unico in questa battaglia. Come accade nel mondo degli atomi, la distribuzione dei contenuti d’intrattenimento ha preso diverse strade. Anche in questo caso avremo più di una scelta, e più di una modalità.

Technorati , , , , , , , ,

10 thoughts on “Accordo Amazon e TiVo.

  1. …Tommaso, si parlava di distribuire i film di iTunes anche fuori dagli USA

    dal 2007. Nel keynote di S.Francisco Steve Jobs non ha approfondito questo argomento, come tutti speravano… Secondo te, quando realmente in Italia Amazon & Co inizieranno a vendere ed affittare i film tramite internet? (Anche alla luce dei primi timidi esperimenti che non sembrano aver riscosso molto successo da noi… )

  2. Molto interessante. Ma mi pare che, concettualmente, poco cambi rispetto alla soluzione iTunes-Apple TV. Tra l'altro, iTunes dovrebbe a breve aprire ai video anche in europa/italia…

    Resta il problema DRM: mentre comprare un DVD significa poterlo vedere su ogni lettore, comprare un film on line (a prezzi inferiori, ma forse anche a qualità inferiore) vuol dire poterlo vedere su pochi dispositivi. A questo proposito, cosa pensi della "lettera aperta" di Jobs alle major discografiche? Si parla di musica e non di video, ma sempre DRM sono…

    Ciao e continua cosi'!

  3. Ciao Tommaso,

    qualcosa sui DRM. Vorrei fare un esperimento. Domattina vado ad acquistare un DVD. Torno a casa, lo guardo. Non lo duplico, non lo trasformo in DivX, faccio la persona onesta. Il giorno successivo lo infilo in una busta e lo spedisco ad un amico a Torino. Lui lo guarda, casomai con la sua famiglia, ed il giorno dopo lo imbusta e lo rispedisce ad un'altro amico a Bologna. Così per qualche mese. In questo modo buona parte delle persone che conosco e degli amici di queste persone, avranno visto il film che io ho pagato € 9.90 oppure € 21.50. E' un sopruso che mina il diritto del distributore/produttore? Sì, certo, è un gran sbattimento… tutte queste buste che girano l'Italia… Ma si palesa un reato? Non credo in quanto mi pare di capire che potrei anche copiarlo:

    "Riprodurre un DVD o una videocassetta su un supporto vergine per uso privato è consentito (art. 19 cpv. 1 lett. a LDA), com’è consentito anche il suo uso da parte di parenti e amici."

    Nel prezzo del supporto vergine è compreso un indennizzo, la cui entità è fissata nelle Tariffe Comuni 4a (videocassette), 4b (CD-R data), 4c (DVD) e nella prevista 4d (dischi fissi in apparecchi audiovisivi). Questo indennizzo viene distribuito dalle società di gestione agli aventi diritto, in modo tale che questi ultimi vengano indirettamente compensati per le copie private

    (art. 20 cpv. 3 LDA).

    In teoria potrei anche digitalizzarlo e tenerlo su un supporto che ha contemplato nel suo prezzo questo indennizzo.

    Mah… non ci capisco più nulla. Mi dai una mano?

    Ciao e grazie.

    Tiziano

  4. Se non sbaglio la legge è ancora argomento di discussione, perchè si presta a molte interpretazioni. Tra l'altro, se fosse davvero legale al 100% farsi una copia di backup (e pare lo sia…), allora tutte le varie protezioni sui DVD (per dirne una) sarebbero illegali, perchè mi impedirebbero di usufruire di un mio diritto…o no?

    Resta, comunque, la stupidità della tassa "preventiva". Come dire, se compri una pistola ti fai preventivamente una settimana di galera, perchè potresti usarla per uccidere qualcuno…mah!

  5. @Alex & EmmeDi

    Io non credo purtroppo che vedremo mai Amazon Unbox in Italia, cosi come passerà del tempo per avere iTunes film. Le questioni legate ai diritti di distribuzione sono particolarmente intricate. Ed il vero problema è che ancora non si fa distizione tra IPTV ed il resto. E guardate che questo è un gravissimo ostacolo. Se io cedo il diritto di sfruttamento di un Film su piattaforma IP in esclusiva ad es. a Tiscali TV non posso più cederlo a nessun altro (almeno nel periodo stabilito). Il problema che non si capisce è che dire IP non basta, e che ogni piattaforma IPTV è chiusa in se stessa e per questo motivo costituisce, per come la vedo io, canale a se. Per cui distribuire via Internet su iTunes/Amazon è differente che distribuire nel circuito Alice, Tiscali o Fastweb. Con la piccola differenza che la distribuzione via Internet è "leggermente" più accessibile. Qui da noi, in sostanza, non avendo ancora capito questo (te lo assicuro) abbiamo una situazione di diritti "mollati" in esclusiva per il generico IP che fa paura.

  6. @Tiziano

    Hai messo in piedi una rete P2P nel mondo degli atomi. La tua logica è più o meno quella che viene usata nelle tesi che sostengono la non punibilità della condivisione dei documenti senza fini di lucro. Il problema è che su Internet il tuo gioco riesce particolarmente bene. Tanto che non si può fare.

  7. Hai ragione Tommaso. Il mio era un paradosso. Concordo che ci sia una grossa differenza fra diritti IP per iTunes/Amazon e Alice, Tiscali, ecc… Partendo dal presupposto che comunque non si può garantire un effettivo guadagno per "ogni" visione di un film in DVD (non tracciabile), credo sia ipotizzabile che basti garantire un guadagno (diretto o indiretto) ai detentori dei diritti "digitali" per ogni visione di un file (tracciabile) distribuito con qualsiasi mezzo digitale, per fare un passo verso la soluzione. Cosa ne dici? Io non sono da tanto tempo alle prese con questi argomenti e quindi leggo il tuo blog sempre più spesso.

    Credi sia possibile una cosa del genere?

    Ciao e grazie,

    Tiziano

  8. Sulla tracciabilità della visione dei file ci sono alcuni programmi che funzionano piuttosto bene, presto (spero) scriverò un articoletto sul tema.

    Tornando a quanto scritto da Tommaso sulla differenza abbissale tra IP-TV e TV su Internet (NET TV) non posso non concordare, purtroppo in Italia tale differenza non solo non viene percepita, ma piuttosto pare proprio non esistere. C'è confusione su questo tema persino nelle dichiarazioni del Ministro delle Telecomunicazioni quindi figuriamoci cosa potrebbero aver capito tutti gli altri!

    Il discorso dei diritti e della loro filiera è veramente importante, mi chiedo come sia possibile che un detentore di diritti ceda i diritti per un contenuto da fruire su IP….così in maniera generica…! Ma come si fa? E' come se gioco una schedina con la doppia, faccio 13 (grazie alla doppia) ed incasso solo il 12 (scordandomi di prendere il 13). Se cedo i diritti su IP al prezzo di 1€ raccolgo 1€, se cedo i diritti su IP-TV a 1€ e gli stessi diritti su Net TV a 1€ allora raccolgo 2€…magari potremmo parlare della difficoltà nell'identificare un singolo attore Net TV in grado di acquistarli, ma questo è un altro discorso.

    In ultimo, poi chiudo, il fatto che tali innovazioni non riescano ad arrivare in Italia perchè anche il mondo dei contenuti è lobbyzzato…impoverisce tutti ed arricchisce pochi (quest'ultima cosa spero ancora per poco, se la gente imparasse l'inglese e cominciasse a sfruttare qualche mirror per "taroccare" l'IP…sapete quanti contenuti! Di tutto di più e ciao ciao tivù…ho fatto pure la rima!)

  9. Non riguarda moltissimo il tivo…

    Per prima cosa il concetto di IPTV e NET-TV si stanno differrenziando ultimamente. Da quando siamo nati cioe' ai primordi nel 2004 (era un coolstreaming totalmente diverso) il nostro servizio ha sempre incluso il concetto di IP-TV come una tv che trasmetteresse via ip… non c'era ancora la differenza che ora si e' definita.

    Tra l'altro ad essere del tutto onesti la prima volta che ho sentito net-tv e' stata data da Tommaso. E' stato diciamo il coniatore almeno per quanto riguarda l'italia.

    Per il resto mi chiedo perche' apparecchi come il tivo non siano diffusi in italia.. anche se hovisto una cosa simile su un sito web che permette la registrazione dei programmi televisioni di rai e mediaset e rivederli successivamente.. se torvo il sito lo posto.

  10. @Pierluigi
    Effettivamente non avevo mai sentito il termine Net TV prima di averlo usato per la prima volta nel post su VON Italy, quando senti usare questo termine da Jeff Pulver. Pensati: è vero serve un termine diverso da IPTV, ed un nuovo corso allo stantio Web TV. E cosi lo feci mio. (http://tommaso.tessarolo.it/wordpress/index.php/archives/67). Sul TiVo, siamo sprovvisti di PVR qui in Italia senza nessun motivo, se non l’assenza di una vera offerta appealing sul mercato.

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