Net TV per il sociale.

Qualche giorno fa ho ricevuto per email un interessante invito alla discussione da parte di Paolo, che gestisce il blog “Fundraising Now” in cui parla della sua attività di “ricerca fondi” per il sociale. Paolo in realtà è da anni quello che si può definire un esperto di questo settore, e voleva riflettere sul se e sul come la Net TV possa essere un’opportunità anche per la comunicazione sociale. E’ notizia del 2 febbraio che Bob Geldof, musicista e attivista, ha accettato di creare un canale tv su banda larga dal 2008 dedicato a promuovere la pace nel mondo.

make poverty history

Geldof sviluppera’ il canale con la sua casa di produzione Ten Alps e i finanziamenti arriveranno da Point of Peace, un’organizzazione umanitaria norvegese. I programmi conterranno video, prodotti realizzati dagli utenti e forum per il dialogo sociale. La Ten Alps sta gia’ testando il suo sito per trasmissioni tv, www.public.tv, in funzione da aprile.

In questa riflessione si incrociano almeno due temi. Il primo è la raccolta fondi via blog, e quello che è successo con le ultime presidenziali negli USA è un esempio perfetto della potenza di questo strumento. Il secondo è quello delle produzioni cosiddette “ProAm”, ovvero il cuore delle produzioni Net TV. Piccole realtà locali che riescono (o riusciranno) a colmare quell’enorme buco di contenuti ed informazioni che la limitatissima TV “classica” non riesce a dare (anche quella via satellite o cavo). Oggi, ad esempio, possiamo sapere cosa succede in Iraq anche dalla voce degli iracheni. Un meraviglioso Podcast Video “Alive in Bagdad” offre, a chi è interessato, un punto di vista altrimenti impossibile.

I due mondi Blog + Net TV sono in realtà parte di un unico meccanismo.

Questo scenario apre di fatto delle concrete possibilità per chi vuole informare “la gente” chiamandola all’azione. Le campagne di sensibilizzazione fino ad oggi sono state limitate dal mezzo di distribuzione delle informazioni. Azioni locali o mailing ad ampio raggio. Nulla che potesse avere la capacità d’approfondimento e la garanzia di continuità che certe tematiche richiedono.

E’ vero che esistono da tempo migliaia di siti web sui vari temi. Ma l’efficacia del messaggio video è indiscutibilmente più ampia. E’ qui secondo me viene il punto. Pensare che uno dei macro filoni della Net TV possa essere costituito da contenuti d’informazione legati a temi sociali, non è solo plausibile ma anche auspicabile. Questo è uno dei tanti “macro argomenti” tagliati fuori dalla TV “classica”. Sono convinto che la gente possa essere fortemente interessata. Il contenuto però va preparato in maniera intelligente. Deve essere qualcosa di coinvolgente, in grado di entrare nel palinsesto d’interessi di chi usa la Net TV per estendere il proprio universo d’intrattenimento ed informazione. Siamo di fronte ed un nuovo mezzo di comunicazione, che usa la potenza del video all’interno di dinamiche completamente nuove. Non ho dubbi sul fatto che debba essere usato per tematiche sociali e che la gente possa accoglierlo con interesse. Si dovrà però capire come costruire il messaggio, cosi che diventi informazione e possa funzionare in una logica seriale.

Pensiamo ad esempio se il film “An Inconvenient Truth” di Al Gore fosse stato concepito come una serie di 24 Podcast Video, tradotti in tutte le lingue e distribuiti gratuitamente sul web. Il contenuto sarebbe stato informazione, con un taglio in grado di essere recepito facilmente “dalle masse”. Linguaggio semplice, molte immagini, esempi. Un volto noto che prende per mano lo spettatore e lo conduce progressivamente a capire in quale grave situazione ci troviamo. Ecco, se quel film fosse stato concepito in questo modo credo che il messaggio sarebbe arrivato a molte più persone che mandandolo “one shot” al cinema, con in più l’aggravio del biglietto. La gente sarebbe stata contenta di essere informata. Si sarebbe sentita coinvolta in un progetto, e si sarebbe abituata ad avere una canale d’informazione sui temi dell’ambiente. La chiamata all’azione, a quel punto, sarebbe stata quasi naturale, con in più l’enorme vantaggio di aver creato un canale in grado di comunicare ad un pubblico sempre più consapevole.

Questo è solo un esempio, uno spunto, per rendere l’idea di come può essere concepito questo filone che ritengo interessantissimo. Vale sicuramente la pena aprire una discussione. La verità, infatti, è che ancora non abbiamo messo a fuoco quali siano gli elementi basilari, i tratti comuni a tutte le produzioni Net TV che vedremo. Non è ancora iniziata una vera riflessione su come il contenuto Net TV debba essere concepito per poter funzionare al meglio. Pensarlo anche per il sociale rende la discussione ancora più interessante.

Technorati , , , , , , , , , , ,

3 thoughts on “Net TV per il sociale.

  1. Caro Tommaso, ti ringrazio per l"esperto", ma su questo sei stato troppo generoso. Nel mondo di Internet sono solo un neofita che sta cercando di studiare e imparare (praticamente da zero).

    Comunque sono molto contento che il tema sia stato sollevato perché sono convinto che dal mondo dei blog e, in genere, da chi si occupa di quello che sta avvenendo nel cosiddetto Web 2.0 possano venire utili sollecitazioni.

    Purtroppo qui in Italia mi sembra che il dibattito sia ancora all'anno zero e il tuo coraggioso post, che denota una grande curiosità intellettuale, non a caso mi sembra non abbia suscitato un grande interesse.

    E' un peccato, perché di cose se ne stanno muovendo tante (come cerco di testimoniare sul mio blog).

    A partire dalla politica, che vede in prima fila i candidati democratici Barak Obama e Hillary Clinton (proprio ieri su TVUPlayer ho visto strimmati i videomessaggi della candidata ufficiale "in pectore") per finire ai casi che giustamente citi, come Alive in Baghdad (ma ora c'è anche Alive in Mexico) e Public.tv.

    Ma in mezzo ci sono le campagne virali di Greenpeace, affidate agli UGC dei suoi attivisti, ci sono i vodcast di Unicef (che è diventato content provider di una delle tante piattaforme p2p presenti su internet), c'è l'interessante "Democracy Tv" di The Participatory Culture Foundation (dove si iniziano a vedere contenuti sociali), le video interviste di NetSquared, le migliaia di video sociali che circolano sui vari youtube e compagni, la possibilità, come dici nel tuo post sulla Net Tv, di dare spazio a

    "contenuti generati da produzioni indipendenti, capaci di soddisfare i gusti anche di nicchie molto piccole". In qualche modo anche in Italia, con la nascita del sito ONG.Agimondo (sinergia tra l'associazione delle ONG italiane e l'agenzia stampa AGI) si inizia a prefigurare un vero e proprio canale video dedicato alle campagne sociali.

    E questo solo per parlare dei contenuti generati dal basso. Nell'offline già da tempo sperimentiamo collaborazioni tra il mondo delle aziende e quello delle associazioni (che spesso è in grado di portare riscontrabili benefici in termini sia di arricchimento del patrimonio della marca che di aumento delle vendite) e il mondo dei media è ricchissimo di esempi simili (pensa alle maratone televisive, da Telethon a Trenta ore per la Vita fino alla Fabbrica del Sorriso di Mediaset).

    Ospitare eventi sociali è diventato un fiore all'occhiello per i media tradizionali (e per i loro sponsor) e sono pronto a scommettere che la questione si porrà più avanti (quando non lo so: in america telethon esiste dagli anni 60, ma su internet tutto corre con tempi che rendono le previsioni spesso difficili) anche per i progetti più seri (e economicamente solidi) che hanno iniziato a distribuire contenuti video. E' una questione di marketing, non solo di beneficenza.

    Pensa se Itunes invece che promuovere il Keynote di Jobs avesse promosso gratuitamente il film di Al Gore o una video intervista a Mandela con raccolta fondi sull'Aids o i video dello Tsunami con le indicazioni per effettuare le donazioni. Oppure pensa a un bottone su uno dei player di Joost (qui mi riferisco agli screenshot che ho visto in giro per la rete) o di Babblegum, con accesso diretto a una pagina di donazioni online mentre passa un video che racconta la storia di un bambino da adottare a distanza: queste sono cose che in genere possono partire dal basso ma che tradizionalmente (e gratuitamente, il più delle volte) veicola con grande successo anche la TV "classica" (e non solo per impegno sociale, appunto), con la differenza che lì manca l'interattività.

    Sono solo spunti, frutto di una riflessione che per me (ancora abituato a lavorare sul fronte "tradizionale" della comunicazione e del fundraising) parte solo oggi, ma che mi auguro possa allargarsi a chi meglio di me conosce la rete oltre che ai tanti operatori della comunicazione e del marketing sociale.

    Ancora grazie

    paolo

  2. Paolo è vero il post non l'ha commentato nessuno: ma ti posso garantire che questo non significa nulla. Ci sono argomenti caldissimi che vengono letti molto ma ignorati dai commenti, e argomenti easy molto commentati. Tutto poi è relativo al periodo alla voglia dei lettori di entrare in certi temi etc.

    Quello che temo, ed era questo il senso del mio post, è che "il sociale" venga percepito come un qualcosa di "palloso": quando proprio devo lo faccio, mi metto la coscienza in pace ed amen. Io sospetto che questo atteggiamento collettivo si dettato, oltre dal fatto che la gente spesso non vuole impegnarsi perché è già tanto impegnata nella vita propria che preferisce divertirsi e far finta di niente, sia dettato anche dal fatto che troppo spesso questi temi vengono presentati male. Ho fatto l'esempio di Al Gore, pur non eccelso, perché quel taglio "alla Piero Angela" a mio giudizio potrebbe cogliere nel centro: coinvolgere di più le masse + sensibillizzarle.

    Quello che io ti chiedo è di tenermi sempre informato sugli sviluppi del tuo lavoro. Per quanto mi riguarda l'impegno è preso e la Net TV per il sociale sarà uno dei temi su cui avremo sempre l'attenzione molto alta. (grazia la tuo aiuto potrei fare almeno un post mensile di aggiornamento?)

  3. Caro Tommaso,

    grazie del post e, ovviamente, io ci sono.

    Potrebbe sembrare una minaccia, ma siamo solo agli inizi! Il mio blog non ha ancora compiuto il suo primo mese di vita (e casualmente festeggerà il suo primo anniversario, nella notte fra il 20 e il 21 febbraio, in concomitanza con il mio compleanno) ed è ancora nella sua fase sperimentale, ma il bambino è vivace, curioso e desideroso di aprirsi al mondo.

    La tua collaborazione e quella degli altri che stanno iniziando ad avvicinarsi a questo mondo sono convinto che potrà far crescere anche nel non profit italiano una cultura più orientata a tutto quello che si muove nell'universo di internet.

    Da parte mia continuerò a lavorare, a studiare e a indagare questo mondo cercando di stimolare l'innovazione e il confronto (con un amico giornalista proprio qualche giorno fa si notava come la cultura italiana sia mediamente refrattaria al benchmarking soprattutto se questo significa condividere propri dati!) convinto di una regola aurea: dagli errori si impara molto più che dai successi!

    Per cui accetto volentieri il tuo invito a segnalarti nuovi argomenti e rilancio invitando te e chiunque altro voglia partecipare a segnalarmi spot sociali da inserire nella mia nuova sezione video (tanto per dimostrare che si possono raccogliere fondi e fare campaigning senza essere necessariamente pallosi).

    un caro saluto

    paolo

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