Accordo Rai & CISCO, perché?

Un comunicato stampa dell’ufficio RAI ieri da questa notizia:

Rai Radiotelevisione italiana S.p.A. e Cisco hanno siglato un accordo per la progettazione di un dispositivo set-top-box capace di supportare le tecnologie di datacasting via etere (DTT) e via IP. Gli utenti potranno così fruire contemporaneamente di tutte le opportunità di intrattenimento offerte dalla tecnologia digitale terrestre e IPTV, il sistema che trasmette contenuti televisivi in formato digitale attraverso connessioni Internet a banda larga.

Al fine di permettere ai diversi operatori di trasmettere i contenuti multimediali attraverso l’infrastruttura di trasporto IP, RAI si avvarrà delle funzionalità di Cisco CRS-1, il sistema di routing di classe carrier su cui convergono servizi di entertainment e di business su un’unica rete dotata di un’architettura atta a separare il traffico e le attività di rete in base al servizio e al singolo cliente all’interno del sistema.

Attraverso l’applicazione di tale sistema, i video live e i contenuti prodotti dalla Rai potranno essere utilizzati dagli abbonati, con il set-top-box, scegliendo tra i programmi diffusi attraverso la tecnologia digitale terrestre e IPTV personalizzati in modalità on demand.

Interessante, CISCO è un operatore di grande peso nel settore, che da anni propone soluzioni all’avanguardia. Mi son chiesto però qual’è il senso dell’accordo. Ovvero, perché RAI dovrebbe siglare un accordo con chi fa “pezzi di ferro” per le infrastrutture di rete. Non sarebbe stato sufficiente affittare capacità di trasmissione (MULTICAST) dai vari operatori nazionali e non? Non riuscendo a trovare una risposta convincente sul tema, ho sentito il mio amico Antonio Rizzi di Computer Associated, che fingendosi non esperto mi ha detto:

Non sono un esperto ma a intuito la notizia forse va letta come:
RAI e Cisco fanno un accordo dove la prima mette i contenuti e il palinsesto, la seconda il ferro e la tecnologia di “diffusione”, poi vendono la “piattaforma” alle varie Telco che la inseriscono nei pacchetti Alice Mega, Tiscali Super, Fastweb Ultra, etc.

RAI ha i contenuti, Cisco ha la tecnologia che consente di trasmettere ad alta qualità utilizzando le infrastrutture attuali
(non ricorrendo a costose infrastrutture dedicate tipo fibra … ), le Telco hanno il vettore che entra nelle case (il filo) e il canale di vendita.

La tecnologia di routing è una parte non trascurabile in quanto, per poter utilizzare l’infrastruttura di rete esistente, è fondamentale adottare tecnologie tipo QoS (Quality of Service) che garantiscono giusta priorità ai pacchetti in funzione della tipologia di traffico (e di utenza). Se tu affittassi semplicemente la rete da Telecom i tuoi contenuti si troverebbero a viaggiare insieme al traffico voce, al traffico dati business, al traffico dati home, al traffico in leasing di altre telco … Chi garantisce la banda minima per il deployment dei contenuti (specialmente quelli PPV)?

Infatti quoto:
“La soluzione Cisco CRS-1 permette la convergenza di servizi di entertainment e di business su un’unica rete dotata di una architettura che consente di separare il traffico e le attività di rete in base al servizio e al singolo cliente all’interno del sistema.”

Antonio mi chiede di prenderle come le riflessioni di un profano, ma a me hanno comunque dato una visione più chiara di quello che è successo. Mi rimangono però moltissimi dubbi. Cisco è stata incaricata di progettare anche un STB, bene, ma quali specifiche sono state date? Cioè, in pratica, cosa sarà in grado di fare questo box?

Sembrano, purtroppo, discussioni di pura tecnologia ma è in realtà da questi particolari che si capiscono le strategie. Cisco è in grado di fornire grande esperienza sul networking, tanto da poter garantire un ottima infrastruttura per lo streaming con un livello di routing d’eccellenza. Bene, ma anche qui di cosa stiamo parlando? Di un offerta online, su reti chiuse dei principali carier nazionali, dove vedremo cosa? Il box sarà anche DTT, quindi le normali trasmissioni RAI si presume continueremo a vederle in brodcast. Quindi l’IP a cosa serve, a l’on-demand? Ma l’on-demand, se c’è bisogno di Cisco, vuol dire che lo faremo solo in streaming?

Io credo che da questo annuncio si possa purtroppo evincere esattamente questo: niente download, niente P2P, la TV di flusso via DTT, l’on-demand in streaming su reti chiuse. Almeno per questo progetto.

Technorati , , , , , , , , , , , , , ,

9 thoughts on “Accordo Rai & CISCO, perché?

  1. il dtt non è abbandonato, tutt'al più rinviato. l'accordo con Cisco serve per avere un canale di ritorno alway's on su dtt, cosa che con l'mhp della famiglia Berlusconi-mediaset te lo scordi, il decoder consentirà di fruire di contenuti anche in hd con possibilità di interazione sfruttando al meglio la banda broadcast del dtt, è chiaro che si tratta di una sperimentazione, ma credo che la Rai si avvi, come in Francia, ad usare lo switch-off per passare dall'analogico direttamente all'alta definizione, ovviamente frequenze permettendo. Con una certa sicurezza aggiungo anche che 1) la Rai non venderà questa soluzione alle telco, ma cercherà di creare dei nuovi canali che sono un mix tra generalista e tematico, una spece di canale generalista più profilato sui gusti dell'utente

    2) non è vero che l'ip non si sposi con il dtt, vedere il progetto del prof Dècina del Politecnico di Milano per la Sardegna, un progetto che prevede proprio un mix tra dtt e ip. Forse questo spiega qualcosa in più, certo caro Tommaso non è la via che prevedi tu, ma non credo che finchè ci sarà Publitalia, la pubblicità televisiva potrà mai andare a finire su canali non lineari ip. Un salutone Carlo

  2. Il Digitale Terrestre è vivo e vegeto. E meno male, perché non è affatto una "brutta cosa". Passare ad un sistema di trasmissione "all digital" ha moltissimi effetti benefici. Molti di più di quelli che si è riusciti a mostrare fin d'oggi. Oltre alla multicanalità (non espressa), alla PayTV (più che rappresentata), si possono veramente aprire le porte per l'Alta Definizione e per l'interattività.

    Quindi viva il Digitale Terrestre per quanto mi riguarda. Certo, e vengo alle aspre critiche di Alberto, le scelte fatte qualche hanno fa, fortemente sostenute da Mediaset, sono state miopi. Negare una presa ethernet, ai STB di prima generazione ha fatto partire tutto col piede sbagliato. E, purtroppo, credo che anche la scelta del MHP non sia stata esattamente lungimirante. Ma non c'entra nulla il DTT, il DTT è una buona scelta.

    Purtroppo si ragiona ancora con vecchie logiche, soprattutto all'interno dei Brodcaster nazionali. Non si capisce che i tempi e le modalità di questo nuovo mercato obbligano chi sceglie a nuovi parametri. Chiudere Internet, quella vera, ai STB ha fatto abortire l'interattività (dove ci metto anche il VoD). Ma non solo: scegliere di non avere MPEG4, di non adottare architetture, servizi ed applicazioni del mondo web invece di chiudersi nel pur aperto MHP.

    Te lo dico avendoci lavorato tantissimo.

    Alcune scelte, però, non dimentichiamoci che non sono solo figlie di errori nostrani. E' il DVB stesso che è in bambola. Che propone standard come l'MHP, nato già vecchio con una nuova versione (la 1.2) pronta per Internet, ma con specifiche che invece di sposare l'XHTML contenevano addirittura un nuovo standard. E' il DVB che ancora oggi perpetua l'errore di specifica nel DVB-IP tentando di risolvere dal lato sbagliato un problema che è tutto delle telecom.

    Questo a dire che è tutto il settore che è fasato su velocità incompatibili con il mondo 2.0. Una mossa furba sarebbe stata quella della totale apertura: un box con browser compliant W3C e supporto di Flash. Presa ethernet, e passava la paura.

    Ed invece la paura è venuta, e tanta. Non capendo però che ci si stava spaventando di fronte l'inevitabile. Un po come avere paura della morte. E' naturale, ma è inutile.

    Permettimi però di dire che aver sbagliato non significa che allora va bene sbagliare ancora. E qui rimango delle mie convinzioni: si deve analizzare la realtà per quella che è. Per fare quello che la gente vuole basta veramente un STB DTT con un browser standard, una connessione WiFi e un semplice stack P2P per distribuire file video protetti da un DRM (o più DRM) che sia utilizzabile su Linux, Mac, Windows, sui Nokia, Motorola, sull'iPod, PSP, Apple TV, XBOX, etc. etc. etc.

    Basta questo. Ed è quello che stanno già facendo.

    E' questo che mi sconvolge ogni volta che leggo certe cose. Non è possibile rifiutare il fatto che certe evidenze esistano. Ed è tutto, guarda caso, più semplice, più economico. E si può fare già oggi, almeno in via sperimentale che comunque per la RAI è quello che conta.

    Se vogliamo dare Internet su STB, (usando l'MHP), con accordi con CISCO & Co. non stiamo andando nella direzione corretta. Almeno concedimi di dire che con altrettanta enfasi si dovrebbe allora sperimentare e pubblicizzare anche una soluzione più aperta.

    Proviamo, vediamo quale funziona meglio da tutti i punti di vista.

  3. Grazie per questo articolo, commenti compresi; ci sarà veramente utile.

    avremmo però bisogno, per meglio poter fare il nostro lavoro, di poterci parlare P2P. Il problema rimane sempre quello: come coniugare le esigenze del consumatore finale con quelle delle aziende evitando ce il primo venga vessato e le seconde buttino finanze in investimenti alla fine inutili.

  4. Complimenti per il blog. Riguardo questo argomento volevo porLe qualche domanda. Come farà l' utente ad utilizzare questo canale di ritorno più potente, se la Rai non venderà questa soluzione alle società di telecomunicazioni? E soprattutto su che tecnologia si basa: Adsl o Vdsl, come il servizio T-Home di Deutsche Telecom? Che banda garantirà, e soprattutto che fine faranno i milioni di famiglie che hanno comprato un decoder come quelli attualmente in commercio? Sarà necessario sostituire tutto il parco decoders? Saremo in grado di farlo, e, soprattutto, quante persone saranno interessate a cotanta e complicata tecnologia? Secondo lei non si potrebbe iniziare a trasmettere qualcosa in HD via satellite, ovviamente free to air, tanto per "scaldare i motori"? Grazie.

  5. Cristian quante domande! A molte non ti so rispondere perché sono parte dell'accordo RAI/CISCO che non è stato ancora del tutto definito, e men che mai reso pubblico. Sui decoder, rassegnamoci: dovranno diventare oggetti con un ciclo di vita paragonabile a quello dei telefonini. Ogni 2/3 anni si cambiano. Il punto è che di base dovrebbero costare meno dei telefonini, se no il gioco non funziona. Questo a dire che entrata nel mondo digitale anche la Televisione entrerà nei ritmi industriali tipici del settore IT. Con grande gioia per i produttori, la disperazione dei broadcaster, e un falso senso di potere da parte dei consumatori.

    Sull'HD ed il satellite, parli di RAI? Certo il satellite è sempre un'alternativa. Ma io piuttosto proverei a distribuire dei contenuti HD via Internet, naturalmente in modalità non lineare.

  6. Ciao a tutti,

    un sistema Tessa-friendly :) come quello auspicato esiste; lo potete vedere a Milano o a Catania: tutto made in Italy.

    Video comunicazione via IP su televisore, VOD, PVR, web browser AJAX, applicativi Java, directory services, community manager, online software update, Linux-based, CPU MIPS, codec hardware MPEG2/4, box progettata apposta con una grande azienda taiwanese. Non abbiamo ancora Flash nè H.264 (per ora). Stiamo inserendo DVB-T, BitTorrent e photo manager.

    E' la webbizazione del televisore: ognuno può fare un sito web con layout televisivo (come si fa già per i telefoni cellulari) e servire contenuti video, lezioni, training, servizi per gli anziani, aggregazione di programmi per bambini, pesca a mosca, parapendio…

    Il team (a Milano, Catania e Belluno) ha lavorato tanto e adesso c'è la piattaforma software, la set-top box e tutto il resto.

    Invito gli interessati a farsi avanti, abbiamo un grande bisogno di commenti, critiche, suggerimenti (e programmatori) per l'evoluzione della roadmap e delle priorità del mercato. Tommaso, anche tu sei il benvenuto.

    Saluti,

    Pancrazio

  7. Pancrazio, quanto costa blobtv? Il software è aperto (disponibilità del codice e licenza approvata OSI)? Ci sono brevetti software che gravano sulla piattaforma?

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