NDS lancia il set-top-box P2P.

nds NDS è una società del gruppo News Corporation specializzata nella produzione e fornitura di diverse tecnologie per il broadcasting digitale: set-top-box, middleware, sistemi di accesso condizionato. Tra i suoi clienti, ovviamente, c’è il gruppo SKY. Il 29 gennaio NDS ha annunciato l’uscita sul mercato di una nuova soluzione per il mercato dei DVR (o PVR), ovvero per tutti i set-top-box con incorporato un video registratore digitale (grazie a Roberta per la segnalazione). In Italia, proprio SKY offre questa tipologia di servizio con la soluzione MySKY. Le interessantissime novità proposte sono due:

DVR Distribuito
Generalmente tutti i DVR soffrono del problema hard disk. In primis perché equipaggiare un set-top-box con un hard disk ne fa aumentare considerevolmente il costo. Poi, perché di solito il disco a disposizione in un DVR non basta mai. Ci sarebbe sempre bisogno di qualche gigabyte in più per conservare tutto quello che si è registrato senza stare ogni volta a cancellare i vecchi episodi. Queste due esigenze mal si sposano: aumentare il disco significherebbe aumentare ancor di più il costo dell’oggetto. NDS ha ben pensato di creare un set-top-box con il “DVR distribuito”: attraverso un software “Jugo Residential” (Jugo è una società del gruppo NDS) è possibile estendere la capacità del disco del proprio DVR con quella di qualsiasi hard disk presente nella propria rete domestica. In pratica se si ha un PC collegato in rete, sarà sufficiente installare il software Jugo per far si che il DVR veda l’hard disk del computer come parte della sua capacità d’archivio. Fine ai problemi di spazio. Per avere capacità di storage in più paga l’utente, ma lo fa semplicemente condividendo il proprio hard disk. Con questa soluzione, dice NDS, si potranno concepire DVR anche senza hard disk! Già perché basterà avere un PC a casa ed il problema è risolto. (E ritorniamo sempre sul tema dei sistemi a doppia interfaccia).

Share TV
Fatto 30 non si poteva che fare 31. La soluzione NDS prevede che tutti i programmi registrati con il proprio PVR, residenti nella propria rete domestica grazie al software “Jugo Residential” possano essere condivisi via Internet tra tutti gli utenti facenti parte del network. La condivisione dei file, naturalmente, avviene grazie al protocollo P2P. In pratica succede questo: se a casa con MySKY si registra ad esempio tutta la stagione di LOST automaticamente tutte le puntate vengono rese disponibili agli utenti SKY collegati ad Internet. Non c’è quindi più la limitazione di poter vedere con un DVR solo quello che si è registrato: si possono in questo modo vedere anche le registrazioni fatte da tutti gli altri utenti delle rete SKY. Il DRM (VideoGuard) di NDS provvede naturalmente a far si che alla visione dei vari programmi vengano autorizzati solo gli utenti abbonati.

Semplice ed incredibilmente potente. Come al solito NDS è 3 passi avanti a tutti.

Technorati , , , , , , ,

4 thoughts on “NDS lancia il set-top-box P2P.

  1. 3 passi mi sembrano pochi. Direi almeno 7. Certo il sistema è chiuso e hanno trovato il modo di fare VOD senza il "giogo" delle telco. L'altra cosa che hanno capito è che bisogna lavorare a facilitare l'interconnessione di più device dentro le case. Sul concetto delle interfacce è chiaro che pc e cellulari saranno sempre più "telecomandi intelligenti" e storage.

    Altra cosa: pensate a che macrocommunity stanno creando. Ne vedremo delle belle.

  2. Ma sembra che a livello finanziario le cose stiano ancora più avanti e che lo squalo Murdochi abbia intenzione di lanciare una rivoluzione p2p nella distribuzione senza rinunciare agli abbonati, questo articolo di cnn tech ci da l'aspetto e i rumours finanziari attorno a questa nuova strategia di NewsCorp. e la sua Nds( ricordo che Nds e parte del grande impero). Grazie Tommaso per la notizia che fa il paio con questo articolo.
    http://money.cnn.com/2007/02/02/news/companies/nd

  3. E sempre più centrale diventa il problema delle ADSL: tutte queste soluzioni (interessantissime!) funzionano a patto che:

    1. l'utente abbia una flat a banda larga (beh forse è un problema solo italiano 😉 )

    2. le connessioni abbiano anche una buona capacità di upload.

    Le ADSL sono sempre più sbilanciate verso il download: quante architetture p2p riusciranno a reggere?

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>