Multi Touch Interface.

Sono rimasto molto contento nel vedere che il post “User Interface 3.0” sia stato uno dei più letti negli ultimi mesi. Ogni tanto mi vado a rivedere il video in quel post e penso: “Allora è vero, ci siamo!”. Con l’interfaccia multi touch si riesce ad eliminare in un sol colpo monitor, mouse e tastiera.

multi touch

Qualche settimana dopo la Apple presentò l’iPhone, ed il multi touch è diventato realtà. Ma non solo sui telefonini, a breve molto probabilmente anche sui personal computer. Si perché iPhone gira con il MacOSX e allora pensare di portare quel tipo d’interfaccia anche su un sistema “desktop” non è poi un azzardo. Apple, d’altra parte, acquisì l’anno scorso FingerWorks con i suoi due fondatori, i professori Elias e Westerman della Universtità del Delaware, incorporando un “know how” unico su questi temi.

Ho voluto approfondire l’argomento, cominciando a studiare la tecnologia messa a punto da Jeff Han, ormai assurto a mito. Per rinfrescarvi le idee, o per capire di cosa sto parlando, riporto di seguito un nuovo video che ho trovato. E’ la presentazione della tecnologia Multi Touch fatta direttamente da Jeff Han al TED 2006.

(chi non riesce a vederla: merita un vostro passaggio su web)

Quello che impressione di questa tecnologia è quanto semplice sembri trasformare il rapporto uomo-macchina. Di fatto si arriva sempre ad avere l’interfaccia più adatta per ogni esperienza. Quando non c’è più bisogno di operare nel mondo degli atomi, è possibile disegnare un’interfaccia specializzata per ogni necessità. E’ esattamente quello che è oggi l’iPhone: privo di tastiera di plastica, dei tasti per i “Play” della musica e dei video, del joystick per navigare, e via discorrendo. Non c’è nulla di fisico perché tutto è “disegnabile” sullo schermo. Quindi in realtà quello che si ottiene è un numero virtualmente infinito di interfacce dedicate. Ma ciò che è veramente incredibile nella tecnologia messa a punto dal team di Jeff Han è il modo in cui è stata implementata. Ho visto in questi giorni altre tecnologie multi touch. Una messa a punto da Microsoft, chiamata Touchlight. Caso molto interessante, peccato che per realizzare il complesso sitema “olografico” sia necessario uno schermo traslucido e 3 retro proiettori. Fantastico l’effetto, un po scomodo da implementare nel breve in un oggetto “domestico”. Un altra è stata realizzata dal Politecnico di Milano e si chiama Tai-Chi (Tangible Acoustic Interfaces for Computer-Human Interaction), decisamente la soluzione meno all’avanguardia tra quelle analizzate.

Multi-Touch invece si basa su un monitor costruito da una tecnologia chiamata FTIR (Frustrated Total Internal Reflection).

Jhan Ftirsense Ftirschematic

Lo schermo (anche in questo caso è retroilluminato) misura 36″x27″ ed ha una risoluzione superiore a 0.1″ a 50Hz. Per comunicare le informazioni di “tocco” dallo schermo al PC viene utilizzato il protocollo OpenSound Control via UDP. Il video che segue mostra con estrema chiarezza che tipo di risoluzione si riesce ad ottenere con una semplice “Matrice di LED”.

A detta dello stesso Han, il team sta già lavorando per applicare questa tecnologia ad oggeti “più grandi” e “più piccoli”. Ad intendere che la gamma “desktop, tablet, telefonino” è tutta compresa nei futuri piani di sviluppo.

Durante la conferenza al BarCamp di Roma, parlando di “sistemi a doppia interfaccia” qualcuno è rimasto perplesso. Perché devo sempre e comunque avere un PC dentro casa per gestire Audio, Video, TV, Foto etc. Non è possibile integrare tutto in una unica interfaccia così ci liberiamo finalmente della schiavitù del PC? Non ultimo per il fatto che il PC è accessibile ancora solo a pochi (questa la promessa della TV interattiva: aprire l’accesso a chiunque ai servizi digitali).

La mia convinzione è che non sia cosi. Che continueremo ad avere interfacce separate per ogni specifica esperienza. Il PC, rimarrà quella con cui sceglire, comprare, catalogare, etc. la nostra library di contenuti. Certo è che se il PC sarà piccolo, trasportabile e gestibile esclusivamente sfiorando con le mani lo schermo, ecco che avremo comunque aperto a tutti le porte dell’interattività. Pensate all’iPhone come un micro computer multi touch, e pensatelo come “telecomando” per la Net TV. Rimarranno sempre due interfacce, ma senza più nessuna barriera d’ingresso.

Questa almeno è la mia visione, sono veramente curioso di sapere cosa ne pensate.

Technorati , , , , , , , , , , ,

3 thoughts on “Multi Touch Interface.

  1. Anche secondo me il PC non può inglobare/sostituire tutto il resto.

    Il PC non è fatto per eseguire compiti specifici nel modo più facile, usabile e intuitivo ma è fatto per poter eseguire un infinità di compiti e li eseguirà tutti discretamente bene ma non certo in modo facile ed intuitivo!

    Chi è esperto di computer può anche farci tutto e buttare tutti gli altri apparecchi ma la stragrande maggioranza delle persone continuerà ad avere tanti oggetti che svolgono bene ciascuno la sua funzione.

  2. In casa avremo 5 o 6 pc ma non sapremo di averli ( o meglio la massa non saprà di averli). Da una parte la tecnologia, il ferro, converge verso una piattaforma simile se non unica (se ci pensate i vostri smartphone hanno un processore arm e il software è un SO in miniatura) quindi l'evoluzione sarà per forza verso la specializzazione dei device. Magari lo schermo al plasma avrà un HD e farà da media hub e collegato al wii 2 ti farà navigare su internet magari usando un'iPhone 2 come sistema di input. Insomma non parlo del frigorifero che ti fa la spesa (classico esempio di domotica) ma di pezzi di ferro simili mascherati da oggetti in grado di parlarsi tra loro.

  3. verso il famoso "computer invisibile" di norman.

    concordo anche io, oggi ancora siamo abituati ad associare differenti interfacce a differenti device, il passo successivo (questione di decine di mesi immagino) sarà associare ancora differenti interfacce specializzate a poche device "intelligenti" (iPhone per telefono, telecomando, palmare ecc. e chissà una tv multi-touch…) e in questo l'interfaccia multi-touch è sicuramente la chiave.

    subito dopo probabilmente non avrà più molto senso fare differenza tra device, tra pc o telefono o tv ma solo tra interfacce.

    però bisogna fare attenzione a cosa immaginare: secondo me, una volta liberati dall'ergonomia fatta di atomi, le distanze tra uomo e macchina non saranno quasi azzerate (ed entrerà comunque in gioco una "ergonomia" differente) ma soprattutto non ci saranno più ostacoli tecnici al superamento delle "vecchie" interfacce a favore di modelli più naturali, intuitivi, emotivi.

    e allora la situazione potrà essere molto differente da come la immaginiamo adesso…

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