Ragionando sul futuro della TV.

Il post “Bill Gates: la TV è morta” ha generato una serie di commenti che ho trovato molto interessanti, tanto che ho voluto rispondere con un post. E’ fantastico poter discutere assieme su questi argomenti, non abbiate mai timore di dire la vostra.

Finalmente l’ha detto qualcuno che conta!
[Antonio]

E’ tristemente vero. Ha fatto più questa frase di Gates che milardi di parole spese tra blog, giornali, riviste e libri. Non c’è dubbio però che i segnali che arrivano sono talmente forti da riuscire ad essere percepiti persino qui in Italia. Io credo che la presenza di Internet, questa volta, stia aiutando a capire per tempo cosa inevitabilmente accadrà anche qui da noi.

Oddio, non oso immaginre la confusione e l’ansia che tutte queste dichiarazioni stanno generando presso chi lavora nelle vecchie TV generaliste di flusso. […] Per i più sadici il parossismo della soddisfazione si consumerà quando il crollo sarà percepito e i balletti della domenica si trasformeranno in trincee in cui consumare il canto del cigno delle più note mummie autoreferenziali.
[Marco Camisani Calzolari]

In Italia i dati di ascolto reggono senza grossi problemi. Gli unici dati preoccupanti riguardano il prime time, che è in netta flessione. E non è poco. La causa già oggi è da attribuirsi prevalentemente alla frammentazione dell’offerta. E la Net TV non è ancora arrivata.

Attenzione però perché bisogna sempre tenere in mente che la Net TV non andrà a sostituire la TV “classica”. Almeno fino a quando le infrastrutture di rete ed il consolidamento del P2P per il Live Streaming non saranno realtà. Per il P2P ci siamo, sull’infrastruttura un po meno. Sta di fatto che la Net TV, secondo me, per diversi anni sarà un arricchimento dell’esperienza TV tradizionale. In particolare prenderà tutta la fetta degli utenti che vorranno vedere la televisione in maniera “non lineare”. Per il “flusso” rimarremo dove siamo.

Ma per dire come cambierà dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per televisione:
l’editore
– seleziona (acquista i diritti)/produce contenuti complessi dal punto di vista produttivo (costosi). I contenuti sono “esclusivi” ossia: sono autoprodotti dall’editore o se sono acquistati -in una data finestra temporale- non sono offerti da altri editori
– compone la sua offerta per una fruizione lineare all’interno di un canale il cui brand è tanto più forte quanto più riconoscibile è la sua identità editoriale
[Roberta]

E qui si entra nel discorso dei contenuti e degli editori. La programmazione di una TV di flusso è profondamente differente dal programmare la TV non lineare. Fondamentalmente per un motivo: con il flusso si è imprigionati in un contesto molto limitato, una giornata non dura più di 24 ore, e poco meno di 12 sono le ore “buone” per programmare contenuti TV. Quindi le scelte editoriali sono mirate esclusivamente all’ottimizzazione dello scarso tempo a disposizione. Questo il motivo per cui si cercano sempre programmi “generalisti” in grado di catturare il maggior numero di spettatori possibile. La TV tradizionale è soggetta a questi vincoli, compresa la TV via satellite. In questo caso, è vero, si hanno molte più risorse, tanto che si possono dedicare interi canali ad argomenti molto specifici (vela, caccia & pesca) o addirittura per il “near video on demand”, che tanto “near” non è, ovvero la programmazione multi start dei film. Ciò nonostante, anche in questo caso, si è schiavi del palinsesto.

La Net TV sarà prevalentemente non lineare e distribuita via Internet. Quindi per “magia” le costrizioni del palinsesto svaniscono, e si aprono le meraviglie della lunga coda. Palinsesti virtualmente infiniti, con una capacità trasmissiva senza limiti. Ecco allora che le scelte editoriali per la produzione o selezione dei contenuti devono cambiare. Non si è più costretti ad essere nazional popolari, si possono aggredire le nicchie. L’offerta dei contenuti aumenterà, anche grazie a produzioni “ProAm”. In alcuni casi la qualità scenderà, ma complessivamente il pubblico della Net TV sarà più numeroso di quello che la TV generalista riesce a catturare. Progressivamente, quindi, andremo verso un modello unico di distribuzione. Ma il passaggio sarà graduale.

5 Anni?… Noi gli diamo un 2 anni ancora, ma crediamo che gia’ nel 2008 l’utente sia abbastanza smaliziato da usare e crearsi autonomamente una tv online .
[CoolStreaming]

I continuo a credere che non basteranno 5 anni in Italia perché questa trasformazione risulti evidente. Sono d’accordo che già da quest’anno un primo significativo “movimento” di persone comincerà a marciare deciso verso questa direzione. Ma perché la Net TV possa realmente accadere, abbiamo bisogno di tecnologie invisibili, e di molti contenuti di qualità.

Technorati , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

14 thoughts on “Ragionando sul futuro della TV.

  1. Pingback: AlBlog : Alberto Blog! Connettività, VoIP, P2P e...

  2. Tommaso condivido in parte quel che tu dici, ma per noi le cose stanno diversamente. So che tu ragioni in modo diverso dal nostro per l'elevato know-how che possiedi sul broadcastig tradizionale… ma la spinta della net-tv è stata fondamentale per far comprendere la "rivoluzione" in atto. Un giorno mediaset e rai si dovranno confrontare con piccole realta' che ruberrano di giorno in giorno share. Rimane la questione della qualita' e dell'offerta, ti faccio un esempio:

    Riceviamo molte di queste email…

    "da quando vi conosco seguo solo la tv su coolstreaming."… Coolstreaming e' un mix tra la tv lineare e la tv podcast… Un semplice canale "amatoriale" di nicchia dedicato alla musica dance è stato visto circa 400.000 volte in poco meno di 2 mesi, la qualita' e' senza dubbio buona è quello che offre attira gran parte di utenti che cercano una tv del genere, le alternative cominciano a crescere e questo fara' bene anche alla pubblicita'…

    Per l'IPTV vorrei invitarti a leggere quel che sta combinando telecom, qui si discute ma altre persone fanno un po' come vogliono…

    "Fin dall'annuncio di Alice 20 mb, Anti Digital Divide aveva fatto notare le violazioni ed i rischi che tale offerta comportava scrivendo ad AGCOM. Riassumendo: non vi era una offerta all'ingrosso per gli operatori concorrenti basata sul cost plus, che avrebbe consentito un abbattimento delle tariffe per gli utenti, nonostante la delibera 34/06 AGCOM imponesse questa a Telecom Italia; non vi era garanzia della qualità effettiva di alice 20 MB; l'offerta non rispettava i principi di neutralità della rete. Agcom purtroppo ha ignorato sia la nostra lettera sia le osservazioni dei provider. AIIP ha quindi inoltrato un ricorso al TAR.

    In seguito il TAR ha emesso la sentenza che stabilisce, come ci ricorda Stefano Quintarelli sul suo blog:

    "Il TAR ha annullato l'autorizzazione alla TV via cavo IP di Telecom Italia, in quanto la autorizzazione a suo tempo fornita da AGCOM era illecita, in quanto in quanto non replicabile, in quanto non esiste una offerta all'ingrosso adeguata, in quanto AGCOM a distanza di qualche mese ha disatteso una norma che si era data.

    E questo perche' ? Perche' l'arbitro del mercato aveva dato questa autorizzazione ?

    Perché senno' la piu' forte squadra del campionato, la Telecom, rischiava di perdere qualche partita, rischiava di perdere quote di mercato. Dice il TAR."

    La sentenza del TAR esprime una grave constatazione, cioè AGCOM invece di prendere decisioni che permettano una maggiore apertura del mercato va nella direzione opposta favorendo il monopolio di Telecom Italia, cosa che ADD afferma da tempo.

    Sembra assurdo ma la sentenza del TAR è stata ignorata e l'IPTV, così come è accaduto per la telefonia e l'adsl, sarà monopolizzata da Telecom Italia con grave danno per la concorrenza e per la neutralità della rete.

    Telecom Italia infatti può produrre sulla rete i contenuti delle sue TV, LA7 quindi digitale terrestre, di MTV, ha raggiunto un accordo con Mediaset prima per i diritti del campionato di calcio italiano poi per diversi contenuti ed è notizia di queste ore che ha stretto un accordo anche con SKY, accordo che consentirà la visione dei canali dell’offerta Premium di Sky su Alice Home Tv. L’intesa riguarda 8 nuovi canali dedicati allo sport, 15 sul calcio e altri sei canali opzionali… Dopo questo accordo, la programmazione della tv via Internet di Telecom Italia sale complessivamente a 53 canali.

    Va da se che nessun altro potrà competere su questo mercato con TI e quindi non potrà svilupparsi alcuna concorrenza.

    Questo è solo l'ultimo esempio di come le autorità di controllo non svolgano le funzioni di garanzia del mercato per gli utenti, è quindi ormai inevitabile cambiare la legge sull'elezione delle autorità in modo che siano i consumatori a scegliere e non i politici.

    L'Italia è l'unico paese in cui nell'autorità sono presenti politici invece di tecnici e questi sono i risultati del desolante primato.

    "

  3. Il post di Tommaso ha fatto molto gioco sul modello di tv non lineare che sembra essere un po' la prerogativa della netTV.

    Ecco, la mia domanda assurda è questa:

    è verosimile l'idea che modelli di tv a fruizione lineare possano trovar vita in futuro su internet?

  4. Condivido appieno l'osservazione sulle tecnologie invisibili, che si ricongiungono alla famosa "prova salotto" che la TV deve affrontare. Credo che al momento la maggior parte degli utenti di net-tv siano persone di elevata cultura, molto vicine al mondo dell'informatica. Inoltre, molto spesso la fruizione di contenuti video via internet è legata a cose già viste in tv (l'esempio delle serie-tv è sempre calzante).

    Mi stupisce, però, l'approccio di Microsoft: da un lato vanno sulla strada giusta (secondo me) con l'XBox, mentre dall'altro lato presentano dispositivi come i media center che sono inutilmente complessi, costosi, invasivi, antiestetici e che si rivolgono all'utente informatico, non a quello domestico. Come aveva detto Steve Jobs qualche tempo fa, guardate come è fatto un telecomando di un media center: 45-50 tasti. Chi lo vuole usare?

    La semplicità e l'immediatezza dovranno essere per forza dei driver per le future piattaforme hardware di net-tv. Personalmente, guardo molti più video sul computer da quando ho comprato l'imac, che mi mette a disposizione uno schermo da 20", un telecomando semplicissimo ed un'interfaccia pratica e gradevole…

  5. Anche secondo me è ottima l’osservazione sulle “tecnologie invisibili”. E’ indispensabile rendere la fruizione della NetTV trasparente come un normale e semplice telecomando da TV per poter raggiungere il grande pubblico.

    Non è l’unico punto fondamentale: c’è anche da considerare che la sorgente della NetTV è la connessione internet domestica e quindi anche questa deve essere facile e sempre presente.

    Ad oggi per avere una connessione con la banda garantita realmente devi essere seduto sul MIX (o poco meno) o essere realmente fortunato e avere una buona linea in Fibra Ottica, un ottima linea in ULL oppure essere super fortunato e avere una ADSL Wholesale che funzioni!

  6. Io non credo che la TV lineare distribuita su Internet possa avere una applicaizione a breve. E' più efficiente il brodcast. E sarà cosi ancora per anni. Questo non significa che non abbiamo già oggi e non avremo sempre più in futuro servizi di live streaming (P2P) over Internet. Ma gli sforzi maggiori, ed il maggior successo di pubblico ci saranno sulla Net TV non lineare. Video Podcast distribuiti in RSS.

    Sul tema di come è percepita l'urgenza della Net TV, una recente dichiarazione di Paolo Agostinelli, capo dei Media and IPTV business di Fastweb (che broadcaster non è ma che ha interessi convergenti sul tema):

    "what people really want out of IPTV is to watch that episode they missed yesterday, or to control what their kids watch, and how long they watch it.

    “The kids [VOD] thing solves the problem of wondering how much time your children are spending in front of the screen,” Agostinelli said. “This way, the parents can control what kids see at what times.” (Who could have guessed that technology could let parents be better nannies than the FCC?)

    The catch-up service — which lets viewers watch regular-broadcast programs up to three days after their airing — has already accounted for more than 1 million VOD sessions since launching this past Fall, Agostinelli said. And even though Fastweb’s VOD library has thousands of offerings from which to choose, Agostinelli said “the long tail stuff is not necessarily so successful.” And what about the idea of bringing Internet content to the big screen?

    “We’re not concerned” about being behind in that market, he said. “It’s not really something urgent [to deliver].”

  7. Oggi e' uscito un articolo su Affari & Finanza di Repubblica…

    L'articolista spiega che la maggior parte delle tv lineari si vedono male… questo non e' del tutto vero.. Si vede male su un pc!… ma da nostre prove passando il tutto su un nomale televisiore la qualita' a 300kb e' accettabile. Tra l'altro molte tv hanno elevati bitrate… Anche su un lcd a 40 pollici se mi avvicino allo schermo si vede pixellato!…

    Tornando a te Tommaso.. e' vero.. l'utente di domani sara' molto piu' smaliziato… tornera' a casa accendera' il video e aggiornera' gli utlimi feed per poi rivederli con tutta calma. La questione dei salotti… mi lascia perplesso… Credete veramente che la tv verra' vista esclusivamente in quell'ambiente?. So di alcune famiglie che si riuniscono davanti al pc e vedono tutto li…

  8. Mi sembra abbastanza trito il tema della “morte della TV”.
    Ricorda, in ambito massmediologico, il tema parallelo della morte del rock di cui si disquisisce in ambito musicale dagli anni 70.

    Ad oggi, come già fatto notare da altri, la televisione classica, generalista e imperniata su 6/7 canali di larghi ascolti è certamente sotto assedio.
    Lo dicono i dati di ascolto innanzitutto, ma c’è anche da chiedersi se il consumo contemporaneo e sovrapposto di più mezzi di comunicazione non renda i numeri attuali dei ratings addirittura ottimistici.
    Nelle famiglie italiane si possono osservare sempre di più fenomeni di consumo “parallelo” di molti diversi media fruiti contemporaneamente.
    Il tempo consumato navigando su Internet è molto cresciuto ultimamente e questo sia perché Internet ha saputo ritagliarsi spazio in orari di fruizione non domestica (ufficio) sia perché è sempre più frequente il fenomeno di persone che, con la TV accesa, fanno anche altre cose con altri mezzi di comunicazione di cui Internet è uno dei protagonisti (anche in virtù della crescita con il broadband di forme di connessione con abbonamento flat).

    Detto questo, sono d’accordo a metà col Mister Gates, che da volpone quale è ovviamente fa dichiarazioni atte a portare acqua al suo mulino e stock value alle sue azioni in vista dei vari lanci e rilanci di Microsoft TV, ecc.

    Ci sono una serie di considerazioni tecniche sulla “qualità” delle connessioni di accesso a contenuti video sulla rete che lascio ai più esperti.

    Facciamo finta che problemi tecnici non ce ne siano, come probabile sarà nel giro di relativamente poco tempo.

    A quel punto la net TV entra nella competizione con una quantità virtualmente infinita di contenuti di qualità anche accettabile.

    Dobbiamo innanzitutto distinguere se i contenuti proposti dalla Net TV sono lineari o non lineari e dobbiamo altrettanto distinguere fra quanti di questi contenuti sono in “simulcast” con altre forme di distribuzione del contenuto e quanti sono invece del tutto originali ed esclusivi della distribuzione via Internet.

    Se parliamo di canali televisivi a fruizione lineare e tendenzialmente passiva, è vero che la net TV potrà portare migliaia di canali ai telespettatori, ma è anche vero che non è corretto paragonare le magnifiche sorti e progressive della net TV con la attuale TV analogica. Col passaggio al digitale delle trasmissioni televisive (vedi SKY o in futuro il DTT) si espanderà di almeno un ordine di grandezza il numero di canali ricevibili attraverso antenna TV. Chi ha la parabola e paga un abbonamento già lo sa. E anche chi non lo paga e conosce un po’ di lingue col Sat ha un bel po’ di scelta in più rispetto all’attuale analogico.
    Diciamo che al peggio con la tv digitale si passa dagli attuali 8 canali importanti a 80 canali lineari fruibili sul televisore di casa col solito, vecchio e amato telecomando.
    Prendendo questo termine di paragone, direi che il “gap” percepito fra TV tradizionale e Net TV comincia a scendere.
    Il punto è: esiste davvero il bisogno di 7000 canali (di cui 6000 almeno non in italiano) o alla fine ne possono bastare una 30ina di cui 10 generalisti e 20 di tipo più tematico?
    Gli studi attuali sulla multicanalità, a quanto so, indicano non più di 25 canali guardati quotidianamente con una certa intensità da chi ha TV digitale con bouquet da 200 o 300 canali (vedi TV via cavo americana).
    Questo semplicemente perché l’attività di visione della TV assolve sostanzialmente alla necessità di relax ed evasione. Avere un bouquet di 7000 canali implica un’attività costante di scelta e selezione che rappresenta quasi un lavoro, più che un divertimento.
    Non solo. La TV tradizionale multicanale si sta adeguando agli spettatori più esigenti ed evoluti con PVR che consentono di andare a registrare e selezionare con notevole semplcita i contenuti preferiti all’interno dei vari palinsesti lineari, facendo quindi venir meno il vincolo del palinsesto per coloro i quali (e sono relativamente pochi) lo ritengono effettivamente un problema.

    Gli “integrati” della net TV,ma in generale del VOD per passare alle forme di fruizione non lineare, a mio giudizio sottovalutano nettamente l’aspetto più problematico della fruizione di contenuti audiovisivi: ossia l’impegno cognitivo nell’identificare che cosa interessa e selezionarlo.
    Per questo esistono i broadcaster. E sono sempre esistiti. Nel senso che esistevano le Major della radiofonia, quelle della carta stampata, ecc…

    I broadcaster oggi sono semplicemente impacchettatori di contenuti che veicolano attraverso canali televisivi.
    In futuro saranno magari anche indicizzatori e impacchettatori di contenuti in diverse forme e su diversi mezzi. Ma il rapporto di fiducia e il valore attribuito ai broadcaster e alla “vecchia TV” dai telespettatori e utenti è proprio quello di saper indicizzare e dare rilievo alle cose “davvero importanti”. Che questa fiducia sia ben riposta è tutto da vedere, ma tant’é.

    Sia la fruizione lineare sia quella non lineare (eventualmente supportata dal P2P come forma di distribuzione del contenuto), non può non fare i conti con quello che esiste già oggi e soprattutto con i trend di evoluzione dell’offerta televisiva attuale.

    Certamente la Net TV nelle sue varie forme assumerà un’importanza sempre maggiore nel tempo.
    Ma questo non credo minerà in modo drastico e definitivo il ruolo dei broadcaster.
    Sarà semplicemente necessario che questi si attrezzino come stanno facendo negli USA molto più che in Europa a “cavalcare l’onda”.

    Nel momento in cui i rating delle trasmissioni fruite su teleschermo saranno sommati a quelli fruiti via PC o tramite connessione a internet, i broacaster potranno sviluppare politiche editoriali multimediali e trarre anzi vantaggio dalla politica della “lunga coda”, visto loro più di chiunque altro ha interesse a sfruttare al 1000% i contenuti di cui detengono onerosi contratti ed esclusive e che continueranno a controllare fino a quando il ruolo della TV tradizionale rimarrà preminente in termini di ascolti.

    Il mio punto di vista, da vecchio conservatore mi rendo conto, è che il peso relativo dei canali generalisti televisivi andrà scendendo nei prossimi 5/10 anni ma manterrà uno zoccolo duro di ascolto difficilmente erodibile oltre il 60%.
    Parte degli ascolti persi dai generalisti verranno intercettati da una 20 di nuovi canali tematici trasmessi sia su piattaforme di TV digitale sia, eventualmente, anche su Internet (30%?).
    Il resto dell’ascolto (10%?) si distribuirà su una infinità di micro nicchie per le quali la net TV probabilmente meglio di ogni altro mezzo sarà in grado di offrire valide scelte e alternative.

    Se vogliamo tirare i dadi, quindi, così come la TV alla fine non ha ucciso la Radio e come la Radio non ha ucciso i giornali e così via, credo che anche Internet non ucciderà le “Video stars”, ma si ritaglierà uno spazio certamente più importante di quello attuale senza però arrivare a soppiantare ciò che esiste.

    L’assioma è semplice: più sono i contenuti, più è difficile trovarli e sceglierli, quindi per renderli visibili e identificabili e dargli uno spazio sul mercato è necessario renderli fortemente targettizzati. Ma più i contenuti sono di nicchia (per avere ascoltatori fedeli), più essi attengono ad un consumo residuale a causa della difficoltà non di accesso e fruizione, ma di discernimento e selezione.
    Di 6000 canali in teoria ricevibili, credo che 5900 saranno simili a “Caccia e Pesca” anzi saranno magari dedicati alla pesca con Mosca. 100 saranno i canali “main” di cui 10/20 (a seconda delle dimensioni dei mercati pubblicitari) saranno generalisti, 30/50 saranno tematici e i restanti 60/50 saranno tematici più a target (e tipicamente a pagamento).

    Per quanto concerne la fruizione non lineare, beh… basti dire che il 90% dei ricavi dei video noleggi li fanno 40 titoli all’anno (porno escluso). I restanti 1000 o 2000 titoli si contendono faticosamente il restante 10% dei consumi.
    Anche qui è utile cercare di capire quale sia il vero e assoluto valore della scelta e, altro elemento non indifferente, quanto tale scelta infinita potrà essere “a gratis” piuttosto che a pagamento.

    Nella fruizione non lineare, viene completamente a mancare il ruolo di intermediazione di “chi sceglie che cosa è bello e vale la pena di essere visto”. Esistono sistemi di indicizzazione “dal basso” alla Amazon del tipo “che cosa consiglia che ha i miei stessi gusti”, ma sostanzialmente l’approccio al contenuto è estremamente più attivo, attento: da esploratore.
    E l’esploratore deve darsi tanto di più da fare quanto più ampio è la giungla nella quale deve trovare quello che gli interessa.

    Ebbene, quando la sera arrivo a casa dopo magari 10 o 12 ore di sbattimento al lavoro, con tutta la buona volontà e nonostante il Mulo, mi rendo conto che fatte due chiacchiere con la mia signora e dopo aver messo a nanna il pupetto, non ho mica più tanta voglia di smanettare come un ossesso. Magari do grande valore alla fruizione “non lineare” che non mi dà vincoli di tempo, ma alla fine e se sono dell’umore mi guardo un DVD o un film che ho registrato sul PVR… però lo confesso… il più delle volte mi stendo davanti alla solita, orrenda e odiata vecchia TV.

  9. pultroppo anch'io credo che passerà qualche anno prima che la NetTV diventi "cosa di massa" e un fattore determinante sarà l'effettiva diffusione di una connettività seria, non le odierne linee con rapporto qualità/prezzo allucinante!

    cosa desidero dalla tv del futuro?

    1) poter vedere esattamente quello che voglio vedere! Ovvero organizzare la mia playlist e poter dunque segliere di gustarmi l'evento X (in diretta o meno) indipendentemente da chi lo trasmette, da chi ne detiene i diritti, da dove esso accade (italia, canada, australia) e dal device che ho disponibile in quel momento.

    …in realta lo sto gia facendo ma vorrei che la cosa diventi "normale"!

    2) vorrei che il fascino delle dirette rimanga inalterato.

    PS: Il primo commento di Coolstreaming mi fa deprimere perchè non riesco ancora a capacitarmi difronte a tutte le oscenità che succedono in italia costantemente e con tale indifferenza. E' sconcertante come possano succedere certe cose con tanta naturalezza.

  10. @tinho – in realtà stai forse descrivendo come sarà la fruizione mediatica non tra 5 ma tra 20 anni, quando le nostre vite saranno così compresse che il momento della fruizione mediatica sarà non più "residuale del tempo libero" (tu che ti stravacchi sul divano a vedere l'orrenda e odiata tv, quasi come consolazione del fatto che la vita mediatica è persino peggiore della vita reale) ma "sostitutiva del tempo morto", e cioè svolta mentre facciamo altro (l'audio che ascoltiamo mentre guidiamo, camminiamo, facciamo jogging, in palestra, prendiamo il sole sulla spiaggia, etc) o mentre stiamo "on hold" e non abbiamo altro da fare (il video che vediamo sull'Ipod in treno, mentre aspettiamo l'autobus, etc.). E questo perchè non permetteremo alla nostra vita mediatica "non sociale" (non-blog, non e-mail, non-skype, non-twitter o quello che ci sarà) di sostituire la nostra vita reale, cosa che invece ancora tolleriamo anche se in misura sempre minore (il grande fratello o in generale la passione per il gossip è per molti una forma di surrogazione della vita reale). Tra l'altro quello del 2027 che sto provocatoriamente delineando (ok, c'è qualche esagerazione, ma è un'iperbole per dare l'idea) è uno scenario dove paradossalmente il solo audio ha molte più applicazioni del video.

    a

  11. Ci sono due elementi su cui credo valga la pena di puntualizzare in una bella discussione come questa.

    Il primo è che credo sia necessario fare un piccolo sforzo, ed abituarci a non usare più la parola rivoluzione ed i suoi derivati in una discussione sui nuovi media. 'Rivoluzione' è un po' come il sesso, non c'è dubbio che aiuti a vendere così come lo fanno le dichiarazioni ad effetto, i trionfali annunci della morte della tv, del cinema, della radio e del robot frullatutto. Crea indubbiamente hype (o cyberhype, per dirla con Wark McKenzie), utile a riempire i padiglioni di una fiera o le corsie di un ipermercato, ma non a discutere in maniera ragionata di ciò che sta accadadendo. Guardare sempre e solamente troppo oltre ci chiede di accettare di distaccarci completamente dalla realtà, di distorcere il nostro punto di vista ed implicitamente di accettare di ritrattare le nostre entusiastiche dichiarazioni alla prossima (ed imminente) rivoluzione in atto.

    Il secondo è che non sono molto convinto che la televisione sia solo una, e che sia così già da un bel pò di tempo. Tinho nel suo commento ce lo ricorda quando dice di tornare a casa e di accendere la vecchia e orrenda tv, il dvd od il pvr. Credere che una piattaforma vincerà sulle altre è riduttivo della complessità di un mezzo che sta delineandosi come luogo di manifestazione delle scelte dell'individuo. Le piattaforme che già oggi costituiscono la televisione hanno ed avranno caratteristiche diverse, peculiari e nettamente delineate dalle caratteristiche tecniche (e dai loro limiti); ognuna di queste presuppone una fruizione di tipo diverso ed è proprio in ragione di questo che alla lunga ogni piattaforma dovrà necessariamente trovare una netta caratterizzazione rispetto alle altre per sopravvivere. A quel punto sarà l'utente a scegliere quale adottare ed in quale momento farlo, in funzione del tempo che ha a disposizione, di quanto ha bisogno di spengere il cervello, di quanta voglia ha di esprimere la propria creatività.

    Perchè non riconoscere al sistema che si sta delineando una fruizione complessa almeno quanto la sua configurazione?

  12. Concordo con Tinho (ci sto prendendo gusto, a scrivere qui :-) )

    Credo che un po' di sano broadcast di contenuti scelti da altri ci sarà sempre. E sarà sempre utile per staccare il cervello. Magari in futuro arriverà su IP, ma credo di non sbagliare dicendo che la tv via etere (o sat) vivrà ancora a lungo.

    Penso, invece, che i primi a conquistare i salotti non saranno i cosiddetti UGC, ancora troppo amatoriali, di bassa qualità e breve durata, bensì i metodi per la fruizione non lineare. Ho molti amici che sfruttano fastweb e adunanza come videoregistratore: mi perdo una puntata di Lost? Beh vado on line e la scarico. Tempo mezz'ora e mi vedo il Lost che mi ero perso. O anche: in Italia devo aspettare il 2010 per veder finire OC? E io mi prendo le puntate in inglese. Ok, non è legale. Ma lo sarà, perchè è nell'interesse di chi produce e acquista telefilm fornire la possibilità di vedere la puntata persa (e qualcuno ci ha già pensato). Un altro ambito è quello sportivo: spesso mi capita di non riuscire a vedere i gol della domenica. Allora ho due possibilità: il "tasto verde" di sky oppure youtube. Al lunedì mattina i video dei gol sono già disponibili. Anche qui, non è legale, ma lo sarà. E la cosa bella è che non guardo i gol su youtube per vederli "a scrocco": se non ci fosse youtube, probabilmente non li guarderei e basta!

    Forse un modello tipo "paghi per vedere per primo, non paghi/paghi meno per vedere dopo" potrebbe essere verosimile…

    Tornando agli UGC, probabilmente il loro successo sarà legato a qualche "contenitore" che risulterà vincente (Joost o chi per lui), anche se mi pare di notare che tutti questi contenitori cerchino di ricalcare il modello della tv classica, creando un palinsesto e dei "canali". Siamo sicuri che sia quello che ci serve?

    Ciao

  13. il futuro è già presente mi sembra che il ragionamento di tommaso sia del tutto logico, ma il punto è che bisognerà pensare ad un mesh tra net-tv e broadcasting tradizionale, segnalo in proposito un brevetto sul quale stanno lavorando in Sardegna, Regione che per prima punta allo switch off, a partire da un canale trasmesso in dtt( digitale terrestre) si allaccia un canale di ritorno via wi-fi o wi-max per dare l'interattività al digitale terrestre e creare un ritorno wireless anche per gli ugc, il tutto senza complicazioni ma usando l'attuale antenna di casa lungo la quale passa anche il segnale wireless, in questo modo si sfrutta la banda larghissima del broadcasting per ottimizzare il canle video ma con un canale di ritorno che sfrutta solo in parte e solo quando serve questa banda. Così c'è un canale lineare broadcasting e uno non lineare internet. Il tutto utilizzando un set-top-box, che come dice anche il guru marc cuban non è altro che un server, quindi vale anche il processo all'inverso. ecco il link sull'articolo di marc cuban
    http://www.blogmaverick.com/2007/01/19/computer-t
    ciao a tutto carlo alberto

    p.s. tommaso è il nostro piccolo guru italiano

    ,-)

  14. Pero'… ci sarebbe molto da parlare, discutere su tutte le vostre considerazioni che in parte dal nostro punto di vista stridono. Sulla necessita' di avere 7000 canali tv lineari e non, e' un fatto di scelta da parte dell'utente… Avere la completa disponibilita' , avere a portata di click la conoscenza di altre culture e'affascinante.

    Vi possiamo anticipare che siamo in contatto con una societa' per trasformare con una "scatoletta" il segnale delle web-tv e p2p-tv e portarle su televisore domestico. Sappiamo tutti i limiti che esistono , banda,qualita' ecc… ma per noi e' essenziale raggiungere piu' utenti possibili sia su internet che non.

    D'altronde noi capiamo tutte le vostre domande e saremmo felici di parlarne con voi , purtroppo siete gli unici che ci ascoltate e ci fa enorme dispiacere che a interessarsi di questa tecnologia siamo cosi' pochi…

Leave a Reply to daturi Cancel reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>