Bill Gates: la Televisione è morta.

“Sono stupefatto di come ci sia chi non capisca ancora che, cinque anni da adesso, la gente riderà pensando alla televisione che era solita guardare”

Questo Bill Gates il 27 gennaio 2007 al World Economic Forum, a Davos in Svizzera. Non amo Bill Gates, non manco mai di ripeterlo. Certo è che questa frase così categorica detta da lui fa comunque riflettere. Da noi in Italia gli anni saranno 8/10 non 5, ma una cosa è certa: la rivoluzione è inarrestabile! Come si dice in questi casi: uomo avvisato mezzo salvato.

Mi chiedo: qualcuno ha ancora dei dubbi?

Durante il forum Hurley ha dichiarato che nei prossimi mesi anche YouTube comincerà a dividere i ricavi pubblicitari con i produttori dei video. Ok, ma quali ricavi? Revver, Blip, Gumba & Co. hanno tutti un modello di raccolta di advertising noto: auto-gestito o appoggiato all’esterno (es. BrightRoll). YouTube di certo si poggerà su AdSense. Quindi la vera notizia l’avremo quando conosceremo i particolari di come AdSense evolverà per il video (per chi non le ha lette, alcune anticipazioni qui “Google AdSense lancia i Canali Video Pubblicitari” e “Google TV AdSense“).

Durante il World Economic Forum molti gli interventi interessanti, una selezione su tecnologie ed ambiente:

Technorati , , , , , , , , , ,

5 thoughts on “Bill Gates: la Televisione è morta.

  1. Oddio, non oso immaginre la confusione e l'ansia che tutte queste dichiarazioni stanno generando presso chi lavora nelle vecchie TV generaliste di flusso.

    E' fantastico, quasi un viaggio nel tempo, quando mi trovo a parlare con chi non ha la più pallida idea di cosa stia succedendo nel resto del mondo. E' fantastico e anacronistico contenporaneamente. Il futuro della TV su cui noi scommetteremmo i 'gioielli' più cari, per alcuni sono previsioni catastrofistiche senza fondamento.

    Per i più sadici il parossismo della soddisfazione si consumerà quando il crollo sarà percepito e i balletti della domenica si trasformeranno in trincee in cui consumare il canto del cigno delle più note mummie autoreferenziali.

  2. Direi: la televisione per come è concepita oggi non ha più di 8-10 anni (in Italia). Ma per dire come cambierà dobbiamo intenderci su cosa intendiamo per televisione:

    l'editore

    – seleziona (acquista i diritti)/produce contenuti complessi dal punto di vista produttivo (costosi). I contenuti sono "esclusivi" ossia: sono autoprodotti dall'editore o se sono acquistati -in una data finestra temporale- non sono offerti da altri editori

    – compone la sua offerta per una fruizione lineare all'interno di un canale il cui brand è tanto più forte quanto più riconoscibile è la sua identità editoriale

    – quando adotta un modello pay si basa su 3 presupposti: contenuti premium (sport e cinema), multicanalità e fruizione lineare. Gli attuali modelli IPTV li lascerei da parte per adesso (sulla IPTV la penso come te), dietro non ci sono editori ma telco, quale che siano le nuove televisioni non saranno le telco a farle ma degli editori.

    il telespettatore

    – Oggi la stragrande maggioranza fruisce in modo lineare dei contenuti televisivi, tende quindi a fidelizzarsi ad un canale se si riconosce nella sua offerta.

    – Non è facile per il telespettatore conoscere l'intera offerta in un dato momento per la mancanza di un sistema epg completo, aggiornato e facile da usare. Del resto i canali televisivi non sono interessati a questi sistemi di informazione ma preferiscono di gran lunga promuovere il canale attraverso spot autopromozionali (abbastanza rari anche spot cross canale all'interno di uno stesso editore).

    – in Italia non sono stati introdotti decoder con vpr (fino ad oggi) perchè questo mette in crisi il modello free to air ed anche quello pay (problemi diritti major). Ma gli unici contenuti che realmente hanno bisogno di fruizione lineare (in diretta) sono l'informazione e lo sport. Dimenticavo: per i patiti dei reality la diretta può essere interessante tanto che alcuni sono disposti a pagare per poter "entrare" nel reality a qualunque ora del giorno e della notte!!

    Per ragionare di come sarà la nuova televisione, o meglio le nuove televisioni, occorrerà capire se editori e elettronica di consumo riusciranno a soddisfare i bisogni primari del pubblico che sono:

    – liberta di fruire di contenuti anche in modo non lineare

    – su device diversi ma interoperabili

    – la fruizione non significherà solo "vedere" e "ascoltare" ma anche interloquire con gli editori e con le community virtuali che costituiranno i nuovi salotti. E interloquire non vorrà solo dire parlare o scrivere ma anche "girare" e proporre un nuovo modo di raccontare le cose.

    I televisionari avranno davanti un mondo complesso, un pubblico esigente. Vinceranno solo i veri creativi che sapranno abbandonare la loro autoreferenzialità e sapranno "mettersi in ascolto".

    Ci sarà da divertirsi.

    Roberta

  3. 5 Anni?… Noi gli diamo un 2 anni ancora, ma crediamo che gia' nel 2008 l'utente sia abbastanza smaliziato da usare e crearsi autonomamente una tv online . Molti utenti gia' lo fanno in via sperimentale , certo i piu' tecnologici ma stiamo sviluppando un tools per la pubbliciazione in feeds , unicast ,p2p tv dei propri video o una tv

  4. Complimenti per il blog e per il post,abbiamo spunti comuni. Già oggi l'ascesa dell'on-demand con le Tv satellitari è un sintomo di una certa decadenza dei contenuti. Non mi convince comunque il business model di Youtube.

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