Ragionando sulla P2PTV.

Mi sono trovato a fare quattro chiacchiere su Joost, Babelgum ed il P2P con Pierluigi Mele di Coolstreaming. Lo spunto è molto tecnico, ma per chi è dentro queste problematiche credo sia interessante. Mele mi ha raccontato:

Ho provato joost… per ora nulla di che… ne sono usciti di p2p-tv simili . Il problema vero saranno i contenuti…per ora secondo me stanno trasmettendo in unicast. Se non fanno qualcosa che abbia un minimo di appeal o di differenziare l’offerta dubito che riescano a raggiungere quel che si sono prefissati. La coocorrenza e’ tanta… hanno il nome che li traina ma con quel prodotto dubito che riescano ad attirare l’utente medio se non dando qualcosa di particolare o canali “esclusivi”.

Io che sto usando ogni giorno per test sia Joost che Babelgum, li trovo buoni. Che siano UNICAST è altamente probabile. Per avviare una distribuzione a cascata in P2P servono almeno 1000 client serviti in UNICAST come prima linea. Almeno questo è quanto è emerso, da diversi fornitori, durante un ampio studio che ho fatto sul tema. Il vantaggio naturalmetne è che raggiunta quota 1000 il “broadcaster” non deve più scalare per aumentare il numero dei riceventi. A quel punto entrano in gioco i virtuosismi del P2P. L’UNICAST d’altra parte è lo stesso “trucco” che usa Microsoft per il suo “FAST CHANNEL SWITCHING” su Microsoft TV IPTV Edition. Per consentire un cambio canale rapido, uno dei problemi congeniti del IPTV e della P2PTV, servono in UNICAST ogni canale cosi da coprire i tempi di buffering.

P2P Trends

Il tema dei contenuti è centrale. Ma d’altra parte i broadcaster devono capire, qui da noi perché altrove lo hanno già fatto, che la produzione di contenuti originali e l’aggregazione di contenuti di qualità ottenuti anche grazie a coproduzioni mirate, è la strada. Offrire, come fanno Joost e Babelgum, una piattaforma per i broadcaster, che sono di fatto fuori del business IPTV (terreno delle telecom), è una strada molto interessante. Poter fare TV “non lineare” con palinsesti molto vasti a costi contenuti, è una prospettiva molto allettante.

Credo che chi fa P2P oggi debba orientarsi, come la gran parte del movimento 2.0, all’offerta di servizio. Il ruolo di aggregatore rimarrà, o diventerà, quello dei brodcaster, dei Network TV e dei nuovi Net TV Aggregator, veri e propri broadcaster nati dalla rete.

Technorati , , , , , , , , , ,

One thought on “Ragionando sulla P2PTV.

  1. 20/06/2007 | Sulla rete c'è più HTTP che P2P

    Grazie all'imporsi dei contenuti video, il consumo di banda sulla rete è ora attribuibile più all'HTTP che non al P2P…
    http://webnews.html.it/news/leggi/6246/sulla-rete

    così, di botto, si è ribaltata la situazione?? …mah, strano!

    ok, mi sembra plausibile un aumento del traffico http per causa delle persone che ultimamente usano molto di più YT & co., ma che addirittura si sia invertita la tendenza…??

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