NetFlix Watch Now.

Finalmente NetFlix si è decisa. Il servizio più importante negli USA di affitto DVD a domicilio attiverà a breve un servizio chiamato Watch Now, che permetterà agli abbonati di vedere in streaming sul loro PC circa 1000 tra film e serie TV a catalogo (le case che hanno aderito sono NBC Universal, Sony Pictures, MGM, 20th Century Fox, Paramount Pictures, Warner Brothers, Lion’s Gate e New Line Cinema).

Il tutto senza nessun costo aggiuntivo. Per quanto riguarda i titoli incatalogo: non sarà possibile ne scaricarli ne, tanto meno, masterizzarli. Quindi NetFlix di fatto punta sull’estensione del suo servizio online con la stessa formula dell’off-line: solo affitti, su un catalogo molto vasto, solo ad abbonamento.

Il modello è da mettere a punto, soprattutto va integrato all’interno di qualche box Net TV che consenta di vedere lo streaming direttamente in TV. In ogni caso, cosi fatto, è un rivale molto pericoloso per servizi come iTunes, Amazon, Live!, MovieLink, CinemaNow. La formula dell’affitto, con un abbonamento mensile, è infatti terribilmente competitiva: solo $17.99 per 3 film da possedere fisicamente a casa in DVD + 18 ore di visione online. Se un utente comincia la visione di un film e la interrompe verrà addebitato solo per i minuti reali di visione (il cosiddetto PayPerTime). Peccato per la scelta tecnologica caduta su Microsoft: non tanto per la bontà dei sotware di streaming e DRM della casa di Redmond, quanto per il non aver scelto una piattaforma distributiva P2P. Netflix, infatti, ha fatto la sua fortuna proprio grazie alla efficientissima rete di distribuzione nel mondo fisico: in poche ore, negli USA, si riesce ad avere i DVD richiesti direttamente a casa. Ma nel mondo online questo vantaggio compettitivo svanisce, e non adottando il P2P come tecnologia si rischia di far impennare troppo i costi, soprattutto se si deciderà in futuro di cominciare ad affittare film anche in alta definizione.

In ogni caso: in Italia servizi come NetFlix praticamente non esistono. Pochi casi isolati, di piccola portata. Si dice, giustamente, che qui da noi una distribuzione cosi capillare ed efficace è praticamente impossibile e che quindi “la gente” avrebbe sempre e comunque preferito andare ad affitare i film a negozio. Ma, ora che Gentiloni ci ha rassicurato che il digital divide in 5 anni sarà sparito, non varrebbe la pena provare ad incrociare quattro numeri per verificare se un servizio di video rental, solo streaming, solo ad abbonamento, non abbia senso già oggi anche qui da noi?

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