Stravolto il contratto di servizio RAI.

Avente presente la RAI? Il nuovo governo, il nuovo ministro delle telecomunicazioni Gentiloni, aveva promesso un cambio di rotta. Innovazione, ammodernamento, svecchiamento, apertura, tecnologia. Queste erano le parole chiave con cui era stato presentato al popolo italico il nuovo contratto di servizio, che obbligava di fatto l’azienda pubblica ad impegnarsi attivamente investendo nel cambiamento. Il testo del nuovo contratto di servizio era stato reso pubblico sui siti del Governo e, pur avendo suscitato come sempre perplessità, critiche e richieste di modifica, era sembrato comunque un enorme passo avanti nella direzione sperata. Tanto da giustificare effettivamente l’ennesimo aumento del canone. Improvvisamente, da qualche giorno, il testo è sparito: non è più reperibile online. Perché? Semplice: rispetto alla prima bozza presentata alla Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai e pubblicata su web, sono state apportate delle “piccole” modifiche. Non c’è stata naturalmente nessuna discussione in merito, ne una motivazione sul perché il testo sia sparito, riapparendo sostanzialmente modificato solo sui tavoli istituzionali. La spiegazione è come al solito molto semplice ed è contenuta nelle modifiche inserite nel nuovo testo. Una RAI rinnovata, con BBC come modello, evidentemente, dava fastidio. Il governo, il Ministro, sono retrocessi sulle loro posizioni, spinti dalle solite forze antiriformatrici che inesorabilmente travolgono anche chi si professa progressista. L’Adiconsum (Associazione italiana difesa consumatori), tanto per cambiare, ha fatto le pulci al nuovo testo del contratto di servizio RAI, evidenziando tutte le modifiche apportare rispetto al precedente. Vi riporto integralmente ciò che viene evidenziato nel comunicato che mi ha inviato Adiconsum, sperando vi vada di leggerlo tutto, nonostante la lunghezza. Ne vale la pena, perché vale la pena rimanere consapevoli di quello che sta accadendo, di quello che l’informazione “mainstream” tende troppo spesso a far finta non esista. E, forse, vale la pena cominciare a far sentire quali sono i nostri pensieri in merito. Oppure, se proprio vogliono fare come credono, che almeno non ci obblighino più a pagare il canone.

1. Satellite
E’ noto che una parte del paese ha nel satellite l’unico modo per ricevere i programmi Rai. La criptazione di alcune trasmissioni, specie in prima serata, spesso però vanifica questa scelta tecnologica a meno che non ci si abboni a Sky. La prima stesura, correttamente, obbligava la Rai a trasmettere in chiaro tutte le trasmissioni trasmesse dalle reti generaliste (Raiuno, Raidue, Raitre): “La RAI assicura gli utenti (…) l’accesso all’intera programmazione RAI (…) in forma non codificata. Nel nuovo testo diventa “La Rai si impegna a verificare ….”. Di fatto la garanzia è sparita. Per i prossimi tre anni quindi, il servizio universale sul satellite sarà assicurato da Sky. Murdock ringrazia.


2. Handicap
Nel precedente testo vi erano precisi vincoli per garantire con puntualità monitorabile le trasmissioni rivolte a queste fasce di utenti, sia sulle reti generaliste, sia sul web. Sul nuovo testo tutto si annacqua o sparisce: “La Rai si impegna a trasmettere ogni giorno una edizione del Tg condotta nella lingua de segni” viene posticipata di 18 mesi (su un contratto triennale) e scompare la dicitura “ogni giorno” e limitatre l’offerta alle reti “terrestri”. Le offerte specifiche per i disabili vedono passare l’incremento del volume dal 20% al 10%. i programmi di audiodescrizione l’audiodescrizione (programmi radio per non vedenti) vengono relagati alle onde medie. Soprattutto, sparisce l’obbligo di “adattare il proprio portale internet ai parametri di accessibilità indicati dalla legge 9 gennaio 2004, n. 4 e successive integrazioni”.

3. Qualità
Il comitato di controllo sulla qualità dei programmi attuati dalla Rai, vede passare la rappresentanza della stessa Rai dal 40% (3 su 7) al 50% (3 su 6). Di fatto è la Rai che controlla se stessa.


4. Offerta multimediale e Rete
Le significative innovazioni sull’offerta multimediale vengono semplicemente dissolte:
a. Sparisce il vincolo a produrre contenuti specifici per la rete, divenuti “personalizzati”;
b. Sparisce “l’impegno a rispettare i criteri di accessibilità ed usabilita, secondo i criteri coerenti con quanto specificato dal consorzio W3C”, l’unico vero standard internazionale riconosciuto il cui logo fa bella mostra proprio sul sito del Governo
c. sparisce “rendere disponibile sui siti Rai “tutti” i contenuti radiotelevisivi trasmessi nell’ambito dell’offerta radiotelevisiva”, “ridotti a una “adeguata selezione”;
d. sparisce l’obbligo della messa in rete “non appena terminata la trasmissione di tali contenuti”, annacquata in un generico “successivamente;
e. eliminato l’offrire all’utenza “nell’ambito della licenza Creative Commons”, la possibilità di scaricare tutti i contenuti prodotti dalla Rai, cosa che avrebbe portato l’azienda a seguire le orme della BBC, e viene introdotto “l’uso delle più opportune tecnologie al fine di evitare indebiti utilizzi da parte degli utenti”. Di fatto: il DRM;
f. sostituito “sviluppare interfacce tecnologiche per la diffusione dei contenuti del portale RAI” con “analizare lo sviluppo di interfacce…” ed è stato abolito qualsiasi riferimento ai supporti diversi dal PC come PDA, Telefonini, Console etc.
g. Eliminato il comma che prevedeva di “offrire a tutti i siti web, che si impegnino a rispettare l’integrità dei contenuti e la restrizione dell’accesso a tali contenuti nell’ambito del territorio nazionale, la possibilità di distribuire tutti i contenuti presenti sul portale RAI.IT”


L’unico impegno vincolante rimane quello dell’informazione parlamentare. In questo caso la Rai “diffonde”, e non “si impegna a diffondere”, le trasmissioni della rete parlamentare via internet e via satellite.

5. Radio
a. è nota a tutti la difficoltà nel ricevere i canali radio, disturbati o coperti da radio private. Nella prima stesura vi era l’obbligo di garantire la copertura del segnale. Nella nuova l’impegno viene annullato da un “salvo implicazioni di interferenzialità”;
b. Il passaggio al digitale passa da una “si impegna ad accelerare lo sviluppo della diffusione radiofonica in tecnica digitale ad “è tenuta a verificare”. Di fatto, nessun obbligo.

6. Offerta televisiva
I vincoli sull’offerta televisiva, prima coinvolgenti tutte le piattaforme analogiche e digitali, dal satellite alla Rete, sono state ristrette alle sole reti generaliste terrestri.


7. Minori
La tutela dei minori viene garantita solo sulle reti generaliste terrestri, il controllo viene affidato ad un comitato composto in maggioranza da i rappresentanti delle Reti (Pubbliche e private), mentre i rappresentanti dei genitori e dell’untenza in generale, sono in forte minoranza. Anche qui, il controllato diventa il controllore di se stesso.

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One thought on “Stravolto il contratto di servizio RAI.

  1. Caro Tommaso, ribadisco quanto avevo anticipato commentando il tuo post su rai.tv. :

    per cambiare le cose in Rai occorre un reset generale, credo che nel vertice dell'Unione a Caserta abbiano deciso di cambiare il cda, penso che entro fine gennaio avremo importanti novità. Visto che nè il contratto di servizio, nè tantomeno Rainet cambieranno le cose, ho deciso di lanciare una provocazione autoprodotta, vediamo cosa succede, tanto per far capire che fuori dalla Rai c'è tutto un mondo da esplorare. A giorni ne parlerò al vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, Giorgio Merlo e spero anche al ministro Gentiloni, vediamo se qualcosa cambia. O se tutto cambia per non cambiare. Un salutone ci vediamo al Barcamp e magari anche alla spaghettata.

    Carlo

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