2007


28
Dec 07

Il collasso della televisione generalista.

Io comprendo bene che chi fa televisione da sempre debba difendere il principio fondante del suo business, ma qui la situazione è decisamente grave. Mi riferisco in particolare a chi fa telvisione generalista, quella per il popolo, quella per la fascia socio economica cosiddetta BB (bassissima). Ripesando anche tutti i dati che arrivano, che vedono le generaliste primeggiare di gran lunga tra gli ascolti SKY, si ha un netto -600 e rotti mila spettatori di media per le prime serate 2007. Il tutto mentre si misura che, nel prime time, Internet viene sempre più preferita anche dagli over 55, fuori dal target commerciale è vero, ma pur sempre carne da brodo per le generaliste. E ancora con una SKY che fa il 28 dicembre 2007 quasi 9 milioni di spettatori unici su tutta la giornata.

Ora, di teorie e contro teorie ne abbiamo lette a profusione. Dalla supremazia delle generaliste perché unico collante sociale, all’ipotetico utilizzo della TV “classica” come menu di scelta per una visione multi genere demandata al digitale. Sta di fatto che nonostante lorsignori continuino a negarlo la tv per tutti sta perdendo colpi ad una velocità imbarazzante. Tiene ancora 1/3 della popolazione italiana, che tanto per ricordarlo per oltre il 60% ha al massimo la scuola media. Quindi tiene una fetta importante di popolazione, facilmente condizionabile e quindi molto importante (e qui non stiamo parlando di target commerciale). Ma, pur stando facendo di tutto per mantenere l’italica stirpe nella maggior ignoranza possibile anche alienandola coattamente dall’ingresso ai servizi della Rete, l’establishment deve prendere atto che un cambiamento radicale è in atto.

Allora, visto che chi in questa guerra senza volto sta nettamente vincendo è forza straniera approdata in patria per legittimo e benedetto diritto, varrebbe forse la pena fermarsi un attimo (siamo a fine anno è tempo di riflessioni e bilanci) e capire che è fondamentale aggiustare il tiro su almeno tre punti: tornare ad avere *subito* una TV di servizio pubblico che miri ad estendere la cultura nazionale (non pretendiamo un “livello Benigni”, è chiedere troppo), dare banda larga al maggior numero di famiglie (deve essere considerata un’emergenza), far convergere le attenzioni ed i finanziamenti nazionali verso lo sviluppo di nuove forme di comunicazione ed informazione online.

Se così non incominceremo a fare a partire dal 2008 la situazione degenererà rapidamente, perché ricordiamoci che la TV che ha fatto gli italiani non ha creato uno stato permanente. Perché la comunione d’interessi commerciali, unico vero collante che la TV commerciale ha saputo creare e che la TV di stato ha “voluto” imitare, è sempre meno vera in una nuova era dove i media stanno diventando conversazionali. Svegliamoci ora o taciamo per sempre.


28
Dec 07

Bu08n.

Auguri per un grande 2008 a tutti (anche a chi è appena arrivato: auguri Flaminia!).


21
Dec 07

Google diventa motore di ricerca video universale.

Signori siamo ad una svolta. Google, almeno nella versione inglese, ha smesso di perpetuare il suo più clamoroso errore ed ha aperto il suo motore video all’interno universo internet. Lo scorso anno andando su Google Video si potevano cercare solo i video uploadati per l’appunto sul servizio video di Google, poi dopo l’acquisizione la ricerca si è estesa anche ai video di YouTube. Oggi finalmente Google ha deciso di fare il motore di ricerca video universale.

google video

Guardate l’immagine qui sopra, è una ricerca dei video N3TV effettuata su “All Videos” tutti i video della rete, e non solo sui “video hosted by Google” che comunque rimane un’opzione. I risultati sono quelli attesi (anche se nell’immagine ho accorpato varie pagine di ricerca). Vengono elencati i video che N3TV ha uploadato su YouTube, Libero Video, Blip.tv, DailyMotion. E ci sono anche quelli su Revver, Metacafe, etc. In poche parole ci sono tutti. L’abbattimento del grande errore che Google si portava a presso da quando cominciò a trattare i video. Un’apertura tanto ovvia quanto intelligente e coraggiosa per un’azienda che continua a dimostrare tutto sommato una visione lucida del mercato.

Intelligente è anche come è stata risolta la questione dello sfruttamento dell’advertising. Nella maggior parte dei casi Google riporta nei risultati delle ricerche solo la preview del video, per vederlo si clicca sul titolo e si finisce sul sito destinazione (ad es. Blip.tv) con il solito layer di Google che rimane visibile sulla parte alta dello schermo (anche se si può eliminare con 1 click). Quindi in questi casi Google non fa altro che indicizzare il link al file video, così come indicizza i link alle pagine web. In alcuni casi però viene mostrata direttamente nei risultati di ricerca la possibilità di vedere il video (un piccolo segno [+] vicino al risultato). Se si tratta di video “hosted by Google”, quindi YouTube e Google Video, il filmato viene riprodotto direttamente in pagina. In altri casi (ex. i video di Metacafe) se si clicca il [+] si apre un’interessante preview del video composta da una sequenza di 15 fotogrammi. Guardate l’immagine che segue per avere un’idea.

google video silvia

Decisamente un’ottima soluzione che permette di capire in linea di massima di che tratta il video senza per questo incorporare pericolosamente un player altrui (il player è sacro nelle strategie NetTV). Ma non è l’ultima novità, perché sempre sulla “maschera di ricerca” del nuovo Google Video compaiono quattro “tab” chiamati “Most Blogged”, “Most Shared”,”Most Viewed” e “Movers & Shakers” che portano a rispettive viste, una sorta di classifica che è possibile navigare nel tempo, giorno per giorno.

google video day

L’unica lamentela che si legge nei forum rispetto alla versione precedente è sulla sparizione del comodo pop-up menu che permetteva di restringere la ricerca solo a certe categorie di video (ora è possibile farlo solo dalla ricerca avanzata). Poco male perché poter avere finalmente Google come motore di ricerca anche per il video aprirà nuove incredibili possibilità per i produttori e per i distributori. E c’è già chi sta cercando un SEO specializzato in Google Video. Olè!

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20
Dec 07

E’ possibile un Set-Top-Box Universale?

Google ha appena lanciato Android OS aperto per il Mobile. Voci di corridoio darebbero il gigante californiano al lavoro su un progetto simile anche per i STB televisivi. Quando diedi questa notizia qualche settimana fa fui contattato da Andrea Venturi del Cineca che mi ricordò che anche qui da noi in Italia un progetto simile era in corso da tempo. Ho voluto fare ad Andrea qualche domanda su queste tematiche.

Quali vantaggi avrebbe il mercato nel avere una base comune su cui sviluppare tutti i servizi per la TV Digitale?

bah. io approccerei il discorso da un punto di vista diverso.
secondo me, non e’ tanto importante avere una “base comune” se e’ controllata da google piuttosto che da altre aziende e consorzi [*], quanto di avere un modello di sviluppo che dia a tutti un controllo non esclusivo della piattaforma su cui sviluppano.
io personalmente sono convinto che se vogliamo che sulla tv si creino nuovi servizi di successo, dobbiamo copiare da internet solo una cosa: il modello di sviluppo

- basse barriere all’ingresso di nuovi entranti
- un modello di sviluppo basato ad es. sulla condivisione dei mattoncini di base come il software open source
- tanti che “ci provano” con tante applicazioni diverse
- qualcuno che ha successo perche’ “inzucca” il pentolone, il giusto mix di usabilita’ utilita’ divertimeno etc..

la chiave quindi e’ “nuovi entranti”, perche’ in un mercato bloccato non c’e’ spazio per l’innovazione (vedi innovator’s dilemma)
noi siamo nuovi entranti, la nostra proposta l’abbiamo fatta ed in modalita’ “free soft” appunto perche’ crediamo nella palla di neve che diventa valanga.
se google, che e’ un “800 pound gorilla”, proporra un’ambiente libero ed aperto, ovviamente saremo attenti a valutarne l’adozione sulla base del merito tecnologico e sulle prospettive, e cosi’ faranno tanti altri.

Quali caratteristiche di base dovrebbe avere un OS universale per un STB?

anche qui, mi riferisco ad una meta-caratteristica: un OS dovrebbe garantire il controllo e l’autonomia a tutti quelli che l’adottino.
tanto, da un punto di vista funzionale, tutti gli OS fanno le stesse cose da 40 anni almeno.
anzi un STB per certe sue caratteristiche attuali come la disponibilita’ di risorse limitate forse si troverebbe piu’ a suo agio con gli OS delle origini che dovevano “sfruttare” il poco che avevano con grande parsimonia.
gli OS di oggi tendono ad essere “bloated”, ad imporre molte funzioni che sono accessorie e creano problemi.
come diceva Ford: “meno pezzi ci sono, meno se ne rompono” e secondo me ha ragione.
d’altro canto, penso che il vero valore stia nell’uso di una virtual machine astratta dall’HW come la java virtual machine (JVM) con il suo linguaggio di programmazione che, da tantissimi anni, hanno dimostrato di lavorare bene negli ambienti a prestazioni ridotte.
per altro, sono rimasto perplesso dalla scelta di google, per android, di usare la sintassi del linguaggio java ma compilando codice per una macchina virtuale differente (dalvik).
in ogni caso, finche’ questi diversi approcci non imporranno lock-in sul cliente, dovranno virtuosamente rimanere efficienti visto il rischio di perdere il consenso del mercato.

Non potrebbero esserci problematiche riguardo alla sicurezza dei sistemi di accesso condizionato?

in sintesi, non credo che sia un problema tecnico, ma un problema commerciale. tecnicamente parlando, in effetti credo che controllare la diffusione di un “contenuto” quando e’ digitalizzabile e’ praticamente impossibile (e sempre piu’ costoso)
la cosa migliore sarebbe trovare il giusto livello di prezzo del bene per indurre il consumatore ad avere un comportamento onesto invece che intraprendere l’altra strada. secondo me, nel mondo digitale, se uno vuole massimizzare il suo “bene”, non puo’ fare un prezzo uguale per tutti, ma il prezzo deve essere lasciato volontariamente al cliente in base alle sue disponibilita’ ed alla sua percezione del valore del bene.

in questo senso, ho molto apprezzato l’esperimento dei radiohead con in-rainbows (io ho pagato 4 sterline + 45 cents di transazione; ovviamente posso mostrare la ricevuta!). in questo caso, mi piacerebbe sapere quali sono stati complessivamente i dati di vendita, se sono stati soddisfatti dell’andamento e cosa si aspettavano.

spesso mi domando quale e’ il vero obiettivo di certe tecnologie e, nel caso dell’accesso condizionato, mi chiedo:

1- quanto l’accesso condizionato pretende di dare strumenti operativi per controllare la distribuzione dei “beni digitali”
2- quanto invece rappresenta solo una forma di “assicurazione” dei distributori di contenuti che dicono ai detentori di diritti: “dateci il vostro prodotto cosi’ noi lo vendiamo,; di noi potete fidarvi perche’ abbiamo messo la tecnologia XYZ per proteggerlo dai non aventi diritto”

nel primo caso, direi che la tecnologia attuale dell’accesso condizionato non funziona in tanti casi:

- basta che uno faccia un dump anche via analogico di un contenuto, poi lo manda sul P2P ed e’ fatta.
- spesso queste tecnologie mettono in difficoltà gli utenti onesti (vedi caso dello skybox HD e di tanti televisori HDCP incompatibili..)
- il card sharing impazza

infatti la sicurezza e’ un processo e non un prodotto: e’ tanto “forte” quanto l’anello piu’ debole di tutta la catena; qui la catena e’ lunga lunga e quindi non c’e’ speranza di controllo.

la vera soluzione sarebbe tenere il contenuto nel cassetto, non farlo mai vedere e venderlo cosi’, ma quanti lo comprerebbero! :-)

nel secondo caso, vedo che come assicurazione funziona. perche’ i detentori di diritti si fidano a mandare i loro contenuti sui broadcaster, anche con tutto quello che succede dopo!

Cineca ha sviluppato JTVOS un progetto molto simile a quello attribuito a Google. Cosa è in breve JTVOS, quali le similitudini e quali le differenze dalla filosofia di base di Android?

JTVOS nasce come proposta Cineca per un middleware STB aperto a qualunque esperimento.
senza royalties ma anche senza commitment di servire (per terzi) ad alcunche’.
abbiamo cercato e cercheremo (perche’ ovviamente e’ un work in progress) di ricreare le stesse funzionalita’ e di usare gli stessi paradigmi di comunicazione con l’utente (telecomando e tv, senza mouse, finestre etc..)

noi l’abbiamo realizzato perche’ ci serviva per superare alcuni limiti che i nostro servizi per tv interattiva (come t-islessia, “giochi” per bambini con disturbi specifici di apprendimento) incontravano usando solo DTT ed MHP.

i limiti ad es. erano questi:

- era necessario avere un canale tv DTT su cui appoggiare l’applicazione MHP, ora non e’ piu’ necessario, l’applicazione puo’ arrivare da satellite (DVB-S) od anche da internet.
- il tipico decoder MHP aveva solo connessione bidirezionale PSTN: con JTVOS non piu’, si possono usare decoder ethernet (o wifi.. c’e’ linux dentro!)
- alcuni stack MHP avevamo comportamenti anomali e non supportavano certe funzionalita’ e noi a brancolare nel buio per capire meglio; con JTVOS non piu’, possiamo andare a studiare e aggiustare a tutti i livelli
- volevamo inserire alcune periferiche personalizzate, col decoder retail non e’ possibile, sono bloccati; con JTVOS ed un decoder con USB possiamo avere a basso costo qualunque funzionalita’ implementabile in software oppure con hardware economico esterno.

ad un certo punto ci siamo domandati se questo progetto avrebbe potuto interessare anche altri sperimentatori, ed abbiamo deciso di fare diventare anche questo un progetto open source, perche’ altri non dovessero creare da capo gli stessi mattoncini, e potessero spendere le loro risorse per creare valore invece che ri-inventare la ruota.

ognuno poi ne puo’ fare quello che vuole, nel rispetto della licenza GPL, pero’ contiamo di aggregare i contributi di terzi in un circuito virtuoso che aumenti di funzionalita’ anche la nostra versione, cumulando cosi’ anni-uomo di sviluppo che non ci saremmo potuti permettere col budget previsto!

d’altro canto, pensiamo che questo approccio bottom-up possa dare una scossa salutare al mondo della tv che non sta reagendo bene alle istanze di innovazione che sul personal computer (con internet) hanno trovato la loro espressione.
in tv, c’e’ molta stasi da rendita da posizione, ma sono sicuro che bisognera’ cominciare a correre presto ed allora vedremo fiorire un sacco di novita’. sta scritto sui libri di economia, mi pare! :-)
d’altro canto non saprei fare paragoni con google ed android. non ho studiato il loro progetto e la strategia, non lavoro nel campo del “mobail”, anche se ha ovviamente ricevuto grande attenzione dai media..
nel campo della tv, non so niente della loro proposizione, a me non m’hanno contattato (magari..). oramai, sono tipi da “big splash” e quindi l’annuncio sara’ quando hanno qualcosa di decente da presentare.
noi, qui a Bologna, per fortuna abbiamo un po’ piu’ di liberta’ di manovra e possiamo mandar fuori i progetti nel vero spirito della community: “release early, release often..”

Perché il mercato Italiano (e non) non ha recepito il vostro progetto? Problematiche tecniche o solite politiche protezioniste?

beh’, non sono molto convinto che il progetto non sia stato recepito.
rispetto all’investimento, in hardware e persone, direi che abbiamo fatto tanto e avuto tanti riscontri.
di certo, non abbiamo un piano industriale in cui e’ previsto che se non raggiungiamo in 5 anni una quota del 20% di un qualche mercato abbiamo fallito.. siamo pur sempre un consorzio inter-universitario e cerchiamo di fare in modo che i nostri risultati ricadano anche sul territorio.

certo ci deve essere un territorio sensibile a questi temi. l’emilia romagna e bologna lo sono, l’europa anche.. tra i due estremi c’e’ qualche inerzia, ma sicuramente superabile..

I lavori del DVB su standard “di sistema” come l’MHP non vanno esattamente in questa direzione?

premetto che non ho frequentato il DVB e quindi non so come lavorano i vari working group e quale e’ lo spirito che li anima.
penso che il problema non sia tanto di obiettivo tangibile, di risultato, ma di metodo e di efficienza nell’arrivarci.
oggi lo scenario della multimedialita’ digitale innova e si rinnova freneticamente passando per infiniti stati di discontinuita’ promossi dal basso (un terremoto!).

mentre un consorzio, come il DVB, fatto da aziende ha, nel bene e nel male, un altro passo.
non ne faccio neanche tanto una questione di interessi economici da tutelare che pur ci sono e frenano il cambiamento, quanto l’impossibilita’ di concepire l’efficacia di un modello di sviluppo a “bazaar” dove ognuno ci mette qualcosa e tutti si portano via quello che gli serve per i propri scopi e servizi.
sul pc e su internet, questo modello ha funzionato, anche perche’ sono piattaforme nate per essere plasmate come la “plastilina”.
in contesti piu’ “regolati” come la telefonia e le comunicazioni radio, le cose sono piu’ delicate, ma il cambiamento di “mentalita’” e’ inevitabile.

Per completare il discorso con Andrea Venturi guardate anche l’intervista sul tema fatta nell’ultima puntata di Juice che vi riporto di seguito.

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20
Dec 07

Banda Larga per tutti, fosse vero.

Io ancora non ho capito se la banda larga in Italia non viene sviluppata per un timore sulla diffusione di un mezzo che in qualche misura porta ad una democratizzazione dell’informazione in un pese fortemente stordito o perché di base siamo talmente ingobbiti su noi stessi che prevalgono ragionamenti legati a contrapposizioni interne. Sta di fatto che la banda larga in Italia non si fa. Son anni che si dice, tutti gli altri paesi a noi vicini (fisicamente e non) hanno progredito significativamente, noi siamo ancora fermi al palo. Governi chi governi. Parliamoci chiaro per diffondere la banda larga in questo paese basta farlo: si fanno tante operazioni anche più complesse in emergenza, questa che è di fatto una situazione di totale emergenza viene ignorata.

Anzi no.

“l Ministero delle Comunicazioni, Infratel e Telecom Italia hanno siglato – alla presenza del Ministro Paolo Gentiloni e dell’Amministratore Delegato di Telecom Italia, Franco Bernabè – un accordo finalizzato a ridurre, ed in prospettiva eliminare, il digital divide favorendo lo sviluppo d’infrastrutture in banda larga su tutto il territorio nazionale. [...] L’accordo prevede intanto la condivisione delle informazioni circa la pianificazione degli interventi nelle aree in digital divide tenendo conto dei programmi di infrastrutturazione assunti dal Ministero in accordo con le Regioni e dei programmi di investimento dell’azienda.” [via]

quindi per il momento condivideranno informazioni, dopodiché verrà preparato un piano d’azione per portare questo paese all’avanguardia. Non voglio fare polemica su iniziative positive, voglio solo segnarmi questa data (ed è questo il senso di questo post) che per comodità può anche essere il 1 gennaio 2008. Voglio vedere quanto ci metteremo a passare all’azione, e quanto servirà perché il tasso di penetrazione della banda larga in Italia si allinei con quello dei principali paesi dell’unione europea.

Negli USA, il 95% della popolazione è raggiunto dalla banda larga, una percentuale enorme che ha spinto l’associazione dei consumatori americana l’American Consumer Institute a stimare che con un utilizzo razionale di questa importante risorsa si potrebbero addirittura evitare 1 miliardo di tonnellate di emissioni nocive grazie principalmente all’e-commerce, il telelavoro, la teleconferenza e la digitalizzazione di molti beni di intrattenimento. Insomma spostando bit invece di atomi si risparmia tanta energia e tante sono le emissioni inquinanti in meno. Si dice da tempo ed è difficile da credere che si possa arrivare entro i prossimi 10 anni a sfruttare a pieno i vantaggi potenziali di un’intera popolazione interconnessa ad alta velocità, certo è che questa è una direzione verso la quale stiamo convergendo e saremo davvero felici di poterci porre il problema anche qui da noi. Nel mentre, per chi volesse contribuire a consumare meno risorse di questo pianeta, vi segnalo un’iniziativa interessante che sfrutta il principio per cui un sito internet in Nero consuma meno energia di un equivalente Bianco (lo schermo del nostro pc che visualizza una pagina bianca consuma infatti circa 74watt, contrariamente uno schermo che visualizza invece una pagina nera ne consuma solamente 50): un remake di Google in black, si perché un Google Nero potrebbe risparmiare 750 Megawatt/h all’anno.


15
Dec 07

Regali di Natale 2007.

Non avete idea di cosa regalare o regalarvi per Natale? Vi do un elenco degli oggetti che posseggo o che ho avuto modo di provare e che a mio modo di vedere valgono sicuramente l’acquisto. Ricevo di norma molte richieste di consiglio via email ma l’avvicinarsi del Natale ha fatto aumentare in maniera impressionante il loro numero, così ho pensato di condividere pubblicamente le scelte che ho fatto o che farei nelle varie categorie d’interesse (nessun brand di quelli citati mi ha contattato per questo post, sono sinceri consigli personali).

Televisore

bravia Serie X3500 dei Sony Bravia LCD, appena uscita sul mercato, presente in quattro varianti: 42, 46, 52 e 70 pollici. Naturalmente FULL HD, 3 HDMI, 3 Component, un contrasto di 1:16K, tuner DTT con supporto Common Interface (sono appena uscite le prime CA per Mediaset Premium) e H.264 (se mai riusciremo ad evolvere a questo standard). Gestione del colore garantita dalle ultime tecnologie Sony ed il meraviglioso supporto per la modalità 24p per i Movie così codificati. Al di la della resa FULL HD che è sorprendente, ciò che rende questa nuova serie fenomenale è la resa sulla Standard Definition: sparite le sciie, i bordi, gli aloni questo nuovo Bravia rende anche la TV “normale” una nuova esperienza. Alternativa? La nuova serie Full HD LCD di Sharp.

Consolle da Gioco

wii Qui la scelta è facile: Nintendo Wii, senza discussioni. Costa poco e regala divertimento assicurato a tutta la famiglia. Non dite che non ci sono giochi altri se non quelli per bambini perché non è vero anche se il massimo la Wii lo regala con i giochi che vengono proprio da Mamma Nintendo. Personalmente giocando al nuovo Super Mario Galaxy ho pensato: quante volte abbiamo abusato del termine “il migliore gioco di sempre”, tante, tanto che ormai non ci crede più nessuno. Ma la Wii + Super Mario Galaxy sono un’esperienza che di certo non avete mai provato. Proprio non ce la fate a prendere la Wii? Bene, l’alternativa certa è l’XBOX 360, sempre meno costosa sempre più solida per quanto riguarda la library di giochi a disposizione.

Player DVD ad Alta Definizione

bh200 Qui la domanda è sempre la stessa: Blu Ray o HD DVD. Bene se dovessi scegliere (non l’ho ancora fatto) sceglierei senza indugio Blu Ray, e come player prenderei l’economico oggetto nero chiamato PS3 (che è carissima come consolle da gioco, ma decisamente interessante come Player Blu Ray). Proprio la presenza del player integrato nella “Play Tre” sta facendo si che molti negozi di Home Video stiano cominciando ad affittare dischi proprio in questo formato: quindi sceglier il blu significa avere più scelta soprattutto per l’affitto. Detto questo, è doveroso specificare come potete acquistare anche il player HD DVD per XBOX 360 (compatibile anche su PC) a poco più di 150 euro, e come in definitva la scelta più lungimirante rimanga quella di un player multistandard come il recente LG BH200 che incorpora anche le ultime specifiche Blu Ray 1.1. L’unico difetto di quest’ultima soluzione è ancora il prezzo che rimane intorno ai 1000 euro.

Telefonini

n95 Qui la scelta è immensa ed il consiglio è di comprare quello che fa per voi: se dovete solo telefonare e nulla vi importa del resto, spendete il meno possibile punto e basta. Per tutti gli altri, per chi vuole usare il telefono come player multimediale, chi vuole vederci sopra dei video, navigare su Internet (o solo scaricare la mail) via WiFi e soprattutto girare video, consiglio il solidissimo Nokia N95 che, pur non avendolo ricevuto -come molti- in omaggio da Nokia, uso quotidianamente proprio per girare video per N3TV. E’ in definitiva un capolavoro di telefono ed un eccellente videocamera che produce video a qualità più che sufficiente per essere inseriti in una produzione ProAm. Alternative, ripeto, centinaia, di certo non l’iPhone che è sicuramente ancora super hype ma che come telefono non vale gli oggetti che abbiamo a disposizione per una cifra paragonabile (meglio N95 + iPod Touch). Mentre ho provato lo SKYPE Phone, quello dell’offerta di Tre: l’ho trovato un oggetto bellissimo da vedere e super funzionale. Fa quello che promette ad una cifra davvero interessante: per chi non vuole staccarsi mai da SKYPE ed abita in una grande città è un ottimo regalo di Natale.

Player Video

ipod touch
Qui parto dicendo: non comprate la Apple TV. Ho riflettuto lungamente su questo giocattolo di Apple (per stessa ammissione di Jobs) e sono arrivato alla conclusione che non vale la pena spendere tutti quei denari per avere un oggetto che è in definitiva un aggregatore di Podcast video (si pensava solo per noi poveri italiani ma anche gli utenti USA non è che abbiano poi tante altre scelte). Non che aggregare Podcast Video da vedere in TV non sia importante ma è un’operazione che è possibile fare in mille altri modi. Dalla vecchia XBOX opportunamente taroccata, ai prodotti D-LINK o Netgear di alternative più economiche e potenti ne esistono veramente tante. Le due più interessanti, soprattutto per chi ama la mela sono, un bel Mac Mini usato o il nuovo iPod Touch con cavo Component per la TV + Telecomando. Soprattutto quest’ultima soluzione risolve contemporaneamente il problema del player per il televisore di casa e di quello portatile per tutte le occasioni. L’iPod Touch dopo un paio di mesi di utilizzo intenso rimane per me un oggetto di rara bellezza ed efficacia.

Terminato l’elenco dei possibili regali super geek, che indiscutibilmente attirano tutti noi ma che fanno apire il portafoglio per oggetti non esattamente indispensabili, vi lascio con altri tre link di tre iniziative che personalmente supporto e che vi consiglierei di prendere in considerazione almeno per questo natale (ma varrebbe la pena farlo sempre): Action Aid (per adottare un bambino a distanza, io ho da anni adottato una splendida bimba), Amnesty International e SuperRegali.org. Se poi altre all’elettronica di consumo e alla benificenza vorrete regalare anche un po di sana alimentazione non dimenticatevi di fare un salto su Fattoria Italiana. Anche per oggi è tutto, alla prossima…


14
Dec 07

NextNewNetworks 100 milioni di views.

nnn

Considero NextNewsNetworks (NNN), assieme a ON Networks e Revision3, il modello più interessante di nuovo “Net Broadcaster” presente sul mercato USA: produzione di format originali con un modello misto di produzione interna e aggregazione di contenuti di valore. Sono gli esempi che faccio sempre quando parlo di N3TV che, con una serie di adattamenti forzati al modello italiano, sta seguendo quella strada. Bene, nel blog di NNN è di recente apparso un post che proclama il quasi raggiungimento dei 100 milioni di video visti nel periodo marzo-dicembre 2007 (ovvero il periodo d’esistenza di NNN). Dato ancor più interessante è quello sul trend, fornito in un grafico presente nello stesso post (che ho riportato qui sopra). Al di là dell’andamento diverso delle view nel mercato USA (assenza ad esempio dell’Italian Coma ad Agosto), è impressionante vedere come in circa 10 mesi NNN sia riuscita a passare da poco più di 4 milioni di view/mese per i video di tutte le produzioni del suo network ad oltre 20 milioni. Un dato che oltre a sottolineare l’eccellente lavoro svolto da chi cura il palinsesto e da chi produce i contenuti, mostra come stia accelerando il consumo di video online, soprattutto il consumo di video di qualità. Gli ultimi dati che sto analizzando questi giorni dicono che N3TV ha raggiunto i 300K view nei primi tre mesi, con un nuovo importante trend di crescita che la porterà a superare i 300k view/mese già dal prossimo gennaio (nb.le cifre che vi riporto sono delle stime su quello che viene fuori dall’analisi dI BlogMeter il tool che stiamo perfezionando per tracciare le view complessive dei contenuti distribuiti da N3TV in Rete, quindi di base sono numeri reali). Ed è solo l’inizio. Insomma, fatte le debite proporzioni, e considerando che NNN ha 16 prodotti a catalogo contro gli 8 di N3TV (ieri abbiamo aggiunto il genere food con CIBI ALTERATI), possiamo dire che anche qui in Italia stiamo misurando un reale interesse per questo tipo di prodotto, con un trend di crescita assolutamente in linea (se pur shiftato di 12/18 mesi) con quello USA.

— Il post su NNN.

Technorati


13
Dec 07

Tanti auguri di buon Natale dal presidente Bush, e pensate ai parchi (e ai cani).

E non mi dite che non è cambiato niente… guardatevi il video sottotitolato in italiano da Repubblica.

Technorati , ,


12
Dec 07

Coordinate cena N3TV.

Sabato 15 dicembre 2007, alle ore 21 ci vediamo a Roma, al ristorante pizzeria Cave Canem, Piazza S.Calisto 11, ci vedrete li davanti altrimenti chiedete di N3TV. Avremo un locale tutto per noi quindi mi raccomando se qualcuno vuole aggiungersi o se qualcuno cambia idea fatemelo sapere! (le adesioni lasciatele come commento a questo post), e ricordatevi che si paga alla romana.

a Sabato.


12
Dec 07

NetTV diffidate dalle imitazioni.

Lo scorso lunedì ho avuto il grande piacere di essere stato invitato come relatore a Torino alla conferenza del TOP-IX a parlare a chiusura della giornata dopo che si erano alternati nomi come Bruce Sterling, Zingaretti (CEO Babelgum) e Derrick De Kerckhove. La sessione dove ho partecipato è stata divertente, una boccata d’aria in una conferenza interessante ma popolata da troppe affermazioni che mi hanno fatto gelare il sangue. Sarà che avere Andrea Toso a fianco e poter parlare con il grande Umberto Luciani (ex MySpace ora in Mondadori/TV Sorrisi Web) non è cosa da tutti i giorni ma sentire a raffica frasi del tipo “La TV sta morendo, i giovani guardano la Televisione su Internet” mi ha veramente stordito. Attenzione perché non voglio venirvi a raccontare che sia io a poter affermare cosa è bene e cosa è male, cosa è autentico o cosa meno, ma ormai è talmente facile per me leggere negli occhi delle persone quando certe frasi si ripetono per convenienza senza una vera comprensione del problema che veramente non so cosa pensare e cosa fare se non alzare un forte segnale di allerta.

Attenzione che la NetTV, che fortunatamente chi ne è fuori anche se dichiara di esserne dentro continua a chiamare Web TV non avendo capito le differenze, sta per diventare di moda. Il mio amico Bruno Ciscato lo chiama a ragione il prossimo effetto “Second Life” e i segnali che arrivano sembrano dargli sempre più ragione. Per questo vi dico diffidate dalle imitazioni, ma soprattutto rimanete curiosi e fate domande. Quando vi si dice “I giovani non vedono più la TV su Internet perché guardano la Web TV” domandate: a si? perché?

E’ evidente, ed è da più parti misurato, che questa affermazione non è vera, mentre è vero che i giovani non guardano più la TV perché fanno altro, spesso sono online, e quando lo sono sempre più di frequente -ma comunque marginalmente- guardano video. Il Politecnico di Milano sta per uscire con i risultati di una ricerca su questi temi centrata proprio sulla popolazione italiana, nel mentre ho approfittato del evento PiùBlog svoltosi a Roma la scorsa settimana per chiedere ai nuovi esperti come secondo loro i giovani passano il tempo che evidentemente hanno sottratto alla televisione. Sentite cosa hanno risposto Diego Bianchi, Massimo Mantellini, Tony Siino, Enrico Marchetto, Antonio Sofi alla fine di questa nuova puntata di Juice (la più bella a mio modo di vedere).

E… mi raccomando non mancate di regalarvi Blade Runner Ultimate, sempre che lo conosciate!

Technorati , , , , , ,


8
Dec 07

Flash 9 H.264, ora cambia (quasi) tutto.

flash on Se ne parlava da tempo ora finalmente siamo arrivati ad avere sul mercato il più importante aggiornamento software per il mercato del video online. Sto naturalmente parlando dell’integrazione del supporto H.264 nella linea di prodotti Flash di Adobe. Flash come si sa è stato il vero accelerante nell’esplosione del video online: istallato in quasi il 99% dei browser (Win, Mac, Linux) ha permesso, da quando cominciò a supportare il video, di distribuire contenuti audiovisivi senza richiedere l’istallazione di plug-in da parte dell’utente. E’ grazie a questa caratteristica che hanno potuto nascere e svilupparsi così in fretta fenomeni come YouTube & Co. offrendo inoltre la “rivoluzionaria” funzionalità di embed, ovvero di copia & incolla di un semplice codicillo in grado di trasportare il contenuto su qualsiasi sito o blog. E’ sempre merito di Flash e della controparte server Flash Media Server se sono potuti nascere servizi come Mogulus, blogTV e uStream per lo streaming di flussi video online. Un’altra caratteristica delle ultime versioni del Player infatti fu quella di permettere l’invio di un flusso audio/video dal PC di un utente verso un apposito server in grado quindi di rilanciare il segnale virtualmente all’infinito verso qualsiasi client dotato per l’appunto di un player Flash.

Il limite più evidente di tutta questa architettura, che è cominciato ad emergere con il consolidarsi dei servizi per il web video, è sempre stato la qualità dell’audio e del video trasportati, in combinazione al fatto che per entrare nel circolo virtuoso Flash fosse necessario convertire il proprio materiale in un apposito formato. E’ l’operazione che per intenderci fa sistematicamente YouTube (o Blip.tv) quando carichiamo un nostro video: converte il materiale originale in formato flash generando un nuovo step di compressione che va sistematicamente a degradare la qualità del prodotto finale. Alternativamente è sempre stato possibile generare i Flash Video in autonomia, avendo l’apposito Encoder e dedicando quindi del tempo alla generazione di materiale in questo ennesimo, comunque non eccezionale, formato. Stesso discorso per le dirette video: quando con uStream & Co. andiamo a trasmettere il nostro segnale A/V il tutto viene compresso usando un “vecchio” codec presente nel Flash Player in grado di garantire una qualità del segnale video e, soprattutto, audio che decisamente non era più in linea con i tempi.

Il mercato nel mentre aveva già ampiamente preso una direzione condivisa su questo versante. La compressione Audio/Video è da tempo sinonimo di H.264. Dietro questa sigla si nasconde la più recente evoluzione del MPEG-4 chiamata anche AVC (Advanced Video Codec). L’H.264 si distingue per le grandi prestazioni nella compressione del segnale unite ad una qualità finale sorprendente e ad una grandissima “flessibilità” nello scaling dei formati. Con H.264 si trattano risoluzioni video dal “formato cellulare” alla Full HD senza colpo ferire, con un risultato finale che vede file molto compatti e dalla grandissima qualità. Come è noto è lo standard in uso in entrambe i formati DVD ad alta definizione, è la compressione del formato Podcast (nelle due estensioni MP4 e M4V) e nella sua componente Audio l’AAC è ormai lo standard più affermato per la compressione ad alta qualità (compresa quella multicanale).

In poche parole chi fa video da un paio di anni a questa parte lavora in H.264, e chi fa video online lavora prevalentemente in questo formato. L’incredibile versatilità e diffusione di Flash era quindi penalizzata dall’utilizzo di un suo formato proprietario e da algoritmi di compressione (Spark e VP6) non più all’altezza dei nuovi standard di mercato. Ora non è più così e tra qualche settimana non sarà più così neanche per quanto riguarda il live streaming. Oltre al Flash Player infatti è stata aggiornata la famiglia di prodotti server. Il Flash Media Server che adesso è più performante e costa ben il 90% in meno (!!!) apre anch’esso naturalmente le porte al H.264.

Stiamo per assistere quindi a molti cambiamenti per il video online. Non dovremo innanzi tutto più convertire i nostri file, ne attendere il processo di conversione online perché tutto “lavorerà” in H.264. Con questo formato migliorerà in maniera incredibile la qualità dell’audio e del video del materiale distribuito: sia per video in Alta Definizione (che sicuramente cominceremo a vedere sempre più di frequente) che per i materiali a risoluzione standard web. Con l’AVC vedremo e sentiremo tutto meglio senza per questo doverci aspettare file di dimensioni più ampie (anzi) e quindi tempi di caricamento o di risposta dilatati. Lo stesso varrà anche per il Live Streaming, finalmente potremmo avere con la stessa occupazione di banda (o quasi) una qualità audio e video degna di una trasmissione di qualità, usando a questo punto una qualsiasi sorgente che riesca a streammare A/V in formato H.264 (purtroppo per il momento non è stato upgradato il codec di Live Streaming sul Flash Player per cui non si può streammare in H.264 dal client flash, ma si potrà cominciare ad usare un Flash Player per ricevere segnali in streaming H.264). Il tutto, ciliegina sulla torta, corredato da altre importanti novità presenti nel player una su tutte il supporto del Full Screen in modalità hardware-nativa: vedremo e sentiremo molto meglio e a finalmente con un vero Full Screen.

Insomma un passaggio epocale per Flash che lo pone per il momento a riparo dalla possibile avanzata del neonato rivale di casa Microsoft Silverlight che tra i suoi punti di forza aveva proprio tutte le caratteristiche che l’ultima versione dei prodotti Flash ora supportano. Rimane ora forse solo un solo grande passo che Adobe deve compiere per portare i suoi prodotti ad essere competivi in tutti i segmenti del mercato (IPTV inclusa): un Flash Media Server che supporti finalmente il Multicast. Ma, per il nostro settore, per il video su web e per l’industria nascente della NetTV non c’è dubbio che questo sia il passaggio chiave, quello che da tempo stavamo sperando. Olè!

— La DEMO delle nuove funzionalità del Player Flash 9
— Gallery di video in formato H.264 ad Alta Definizione
— Le Caratteristiche dei nuovi Flash Media Server 3

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Dec 07

C6.tv – Riprendiamo Milano.

c6.tv Lo scorso lunedi 26 novembre è nata C6.tv una Net Television fortemente voluta e quindi fondata da Marco Di Gregorio assieme ad altri partner tecnologici finanziari. C6.tv ha come slogan “Riprendiamo Milano” sintesi piuttosto azzeccata di quello che il centro delle sue trasmissioni. Sempre in diretta, 24 ore al giorno, visibile solo su Internet C6 è il primo progetto editoriale di questo tipo costruito in Italia ed uno dei primi al mondo. L’idea è molto semplice, una redazione di una 30 di persone, prevalentemente giovani e giovanissimi, macina costantemente informazioni ed approfondimenti il tutto in diretta NetTV. Lo spazio dove si trova la redazione infatti è un unico grande set, una gigantesca vetrina su strada dove 5 telecamere grandangolari riprendono dal soffitto tutto quello che avviene. In un angolo è stato “appoggiato” un divano che serve per i momenti d’approfondimento o per le interviste che vengono fatte durante alcune trasmissioni. Ma la parte “in studio” è una porzione che diventerà sempre più marginale nel palinsesto di C6 che vuole essere prevalentemente costituito da contributi della gente, presi dalla strada, dalle macchine, dalle case dei singoli abitanti della città.

Già oggi, oltre a numerosi collegamenti via SKYPE di utenti spettatori che molto di frequente “entrano in diretta”, ci sono le dirette di un gruppo di tassisti milanesi super tecnologici che si collegano dalla loro macchina dopo aver scaricato un cliente per raccontare in diretta le storie che hanno raccolto nel loro quotidiano e per aggiornare gli spettatori sulla situazione del traffico. Tante sono le tematiche per questa NetTV generalista always live (ma presto arriverà anche l’on-demand delle trasmissioni) dalla cronaca alla tecnologia passando per gli spettacoli e per lo sport. Il modello di business è naturalmente basato sulla pubblicità e sulle sponsorizzazioni che, nell’idea di C6, potranno riguardare soprattutto eventi live. Ad oggi la macchina è ancora in fase di rodaggio, i tempi sono ancora da fasare cosi come alcuni incastri tecnologici ma complessivamente il progetto si riesce a percepire in tutta la sua interezza. Reggerà una conduzione cosi giovane? Risulteranno poi cosi interessanti tutti questi contributi user generated dalla strada? Per il momento non è dato sapere, di certo il progetto è di grande interesse e vale la pena seguirlo con attenzione. Per saperne di più siamo andati a Milano su invito di Marco Di Gregorio e abbiamo realizzato un servizio ed un’intervista che vi faranno capire meglio qual’è la filosofia e lo spirito di C6.tv. Li trovate nell’ultima puntata di Juice che vi riporto di seguito.

(guarda l’intervista a C6 nell’ultima puntata di Juice)

— Il sito di C6.tv.
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5
Dec 07

Prossimi Appuntamenti: Piùblog a Roma e TOP-IX a Torino.

Signori un post di servizio su due eventi ai quali parteciperò nei prossimi giorni.

Il 7 dicembre sarò al Palacongressi di Roma per partecipare a Piùblog 2007, alle 14.30 sul tema BLOG 3, conduce:Antonio Sofi, docente Sociologia della Comunicazione Uni Firenze; Oltre me ci saranno: Diego Bianchi, Excite; Tiziano Caviglia, Socialdust; Massimo Mantellini, Punto informatico; Sergio
Maistrello, Apogeo; Tony Siino, BlogItalia; Stefano Vitta, BlogDrops.

Il 10 dicembre sarò a Torino per la conferenza La Frammentazione della rete: target di nicchia per Mercati Globali” organizzata dal TOP-IX. Il mio intervento avverrà intorno alle ore 16 all’interno della tavola rotonda “Molti pochi fanno tanti: business model di nicchia”. Parlerò del caso pratico N3TV assieme al grande Andrea Toso.

Approfitto per ricordarvi la cena di N3TV a Roma il 15 dicembre prossimo. E’ aperta a tutti, per aderire lasciate un commento qui (fatelo! moltissimi mi hanno scritto personalmente o chiamato, bene, ma così perdiamo il conto!)


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Dec 07

“Ask a Ninja” uno show da 1 milione di dollari.

Dina Kaplan co-fondatrice di Blip.tv in una recente intervista su TV Guide dichiara che per pensare di fare soldi con produzioni NetTV bisogna arrivare a fare circa 500 mila views ogni mese. Chi ne fa di meno dovrebbe impiegare tempo ad aumentare la propria audience piuttosto che cercare sponsor. Testuali parole. Eppure negli USA c’è chi con 100 mila view al mese riesce a guadagnare egregiamente. E’ il caso ad esempio di Bee TV che con i suoi servizi super settoriali (proprio sul mondo del web video) con circa 100K view al mese riesce a portare a casa un guadagno di $15.000. Sono prevalentemente sponsor, e non puro advertising. La sponsorship paga di più ed più indicata a valorizzare contenuti di nicchia dove la famosa regola dei pochi ma buoni vale più che mai.

Ad ogni modo chi vuole far soldi con la pubblicità deve considerare che i CPM medi variano dai $15 ai $20. In Italia possiamo parlare di una forbice che può andare dai 4 ai 70 euro a seconda della tipologia di contenuto (generico -> di settore), con un valore medio intorno ai 10/15 euro. Questo sempre che ci sia qualcuno sul mercato veramente capace di valorizzare questi nuovi prodotti e di raccogliere di conseguenza pubblicità. Quindi con un numero di view intorno alle 100 mila mese, regime attuale ad esempio di N3TV, si avrebbe un ritorno potenziale dai 1000 ai 1500 euro. Con 500K di view le revenue aumenterebbero più che proporzionalmente perché il CPM salirebbe probabilmente fino a 20/25 euro. A questi denari vanno sommate le sonsorship ed anche qui più view si fanno più possono essere valorizzate le sponsorizzazioni, ed il cosiddetto Content Providing (ConPro) ovvero la vendita degli stessi contenuti per piattaforme altre rispetto al web. Insomma effettivamente la Kaplan non va tanto lontana dal vero: con 500k view/mese la formula ADV+Sponsor+ConPro comincia a funzionare decisamente bene. Sempre che si sia messo in piedi un modello aziendale ed un processo produttivo tarato per la NetTV, che non è esattamente semplice.

Comunque, queste sono le cifre di oggi. Il mercato come sappiamo è appena partito e pesanti saranno le evoluzioni nei prossimi anni. Per capire come si può crescere e dove si può arrivare emblematico è il caso di Mr. Nichols e Mr. Sarine, il duo di “Ask a Ninja”. Partiti due anni fa con l’ormai celebre show settimanale agli esordi non ebbero bisogno di più di 60 mila dollari racimolati tra amici e parenti. Dall’ora il loro show ha generato più di 70 milioni di view su YouTube & Co. Un anno fa decisero di focalizzare tutto il loro tempo nel fare soldi con il loro show, decidendo di distribuirlo su Reever che all’epoca era l’unico sito che divideva al 50% gli introiti pubblicitari. Guadagnarono circa $50K in otto mesi, quindi decisero di firmare un accordo con FederateMedia per la raccolta pubblicitaria e di recente sono passati a distribuire i loro podcast con Castfire che consente loro una pianificazione dell’ADV sull’intera library. I viewers di “Ask a Ninja” sono passati nell’ultimo anno da 2 milioni a 2.7 milioni al mese ed i profitti per il magico duo sono arrivati a 100 mila dollari al mese. “I pubblicitari ora hanno una via credibile per raggiungere il target dei giovani e giovanissimi che sta abbandonando la TV e noi stiamo fornendo loro una via molto concreta per raggiungre i loro cervelli”. Queste le parole di Mr. Nichols. Che dire: chapeau!


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Dec 07

La TV Digitale Terrestre.

la tv digitale terrestre Arrivano nuovi dati sulla diffusione del Digitale Terrestre in Europa per opera del e-Media Institute: che attesta il DTT come seconda piattaforma televisiva europea. 25 milioni sono infatti le famiglie che in Europa ricevono il segnale televisivo grazie al DVB-T, contro i 37 milioni del satellite, i 13 milioni della TV via cavo e i soli 4 milioni abbonati complessivamente ad offerte IPTV. Insomma l’azione fortemente voluta dalla Commissione Europea per svecchiare e rinnovare il sistema televisivo del vecchio continente sta dando i suoi frutti.

E la diffusione del DTT vuol dire molto, soprattutto in termini di uso più efficiente delle scarsissime frequenze al di sotto di 1 GHz (tanto importanti ad esempio per il WiMax). Il DTT sta significando come sperato anche maggior numero di canali, migliore qualità del segnale A/V, avvio di nuove tipologie d’offerta come ad esempio il pay-per-view e canali ad Alta Definizione. Proprio sull’Alta definizione importanti sono gli annunci che si sono susseguiti nelle scorse settimane: in Inghilterra BBC, ITV, Channel 4 e Five hanno firmato un protocollo d’intesa che porterà i primi canali HD sulla piattaforma DTT Freeview entro il 2009, in Francia TF1, France 2 e M6 attiveranno un’offerta HD entro la metà del 2008.

E in Italia? La stato dell’arte ci arriva dalla Terza Conferenza Nazionale sul Digitale Terrestre svoltasi a Torino dal 30 novembre al 1 dicembre. Un report sui punti più interessanti di quanto discusso mi è arrivato via mail (grazie a Christian Chieregati).

I rappresentanti della Rai hanno rivelato il piano industriale dell’ emittente: a quanto pare sul digitale, presumibilmente soltanto quello terrestre, entro il 2010 vi saranno in totale 9 canali Rai. Nel 2008 dovrebbe vedere la luce Rai 4, seguito a stretto giro da un altro canale (Rai 5). Nel 2009, finalmente, e se tutto andrà bene, nasceranno due canali ad alta definizione. Uno dei motivi della scelta del 2009 per il lancio di canali HD (oltre al tempo necessario per costruire un palinsesto completo in Alta Definizione), dovrebbe essere la prima disponibilità sul mercato di decoders compatibili con il nuovissimo standard trasmissivo DVB-T 2, che come unica novità porterà il data-rate per multiplex dai circa 24 Mbit/s attuali a 34 Mbit/s (ottimo passo avanti, anche il vero passaggio essenziale dovrà essere l’adozione del H264 per la compressione A/V del segnale, standard che purtroppo non è supportato dalla maggior parte dei decoder e dei TV Set DTT Ready commercializzati fino ad oggi). Per quanto riguarda Mediaset, secondo le dichiarazioni dei vertici dell’azienda e del presidente del DGTVi Piero De Chiara, sta andando molto bene la distribuzione di Rete 4 HD l’unico canale HD disponibile (anche se in realtà il canale non ha sorgenti HD ma è “solo” un upscaled del canale SD a risoluzione 720p).

Anche in Italia quindi la situazione è più attiva che mai. L’unico vero errore? sembra essere stato l’interattività, cosi afferma Ambrogetti: “si è sbagliato quando per eccesso di entusiasmo si è ad esempio pensato all’interattività come traino principale del DTT. Ma ora, con oltre 5 milioni di decoder interattivi già distribuiti, abbiamo un’occasione irripetibile per portare nelle case degli italiani servizi per un utente consapevole e informato.”. E’ vero anche se io sono ormai convinto che non ci sia più molto da fare. Internet è l’unico canale interattivo usato dalle masse e sarà sempre più così. Gli ultimi dati del EIAA ci dicono che ormai anche gli over 55 (soprattutto le donne) stanno passando sempre più tempo in Rete, questo grazie ad un minor costo, ad aumentata facilità d’accesso e ad una progressiva presa di coscienza delle potenzialità del mezzo da parte di tutti. Vogliamo rivolgere l’interattività a chi non è raggiunto da Internet per diminuire il digital divide? Non credo che un modem 56K ed un box pensato per fare tutt’altro siano la soluzione, varrebbe piuttosto la pena di spingere per l’espansione della banda larga, del WiFi e per una corretta regolamentazione delle frequenze WiMax cosi che questo divario possa veramente colmarsi. Comunque, tant’è. L’MHP lo abbiamo in 5 milioni di decoder e se non fosse stato, tra l’altro, azzoppato dai gravissimi problemi di trasparenza nelle politiche di licensing probabilmente ci avremmo fatto di più, se non altro un eccellente televideo e un EPG di sistema, ma ci arriveremo (è notizia di questi giorni che il DVB sta rivedendo le patent policy dopo lo scandaloso caso capitato proprio con l’MHP, era ora).

Il Digitale Terrestre è quindi fortunatamente una realtà che si sta affermando e che porterà anche qui in Italia un sostanziale progresso nell’offerta televisiva. A tutti coloro volessero approfondire il tema, capirci di più, avere un quadro storico di questa evoluzione del sistema televisivo europeo consiglio di leggere un libro intitolato proprio “La TV Digitale Terrestre – Manuale per il professionista della Televisione” che ho con me da qualche settimana. Confesso che subito dopo averlo ricevuto dai due autori Davide Turi e Roberto Borroni, due colleghi con cui ho avuto il piacere di lavorare in Mediaset e conoscere le competenze e la professionalità, l’ho colpevolmente dimenticato sulla mia scrivania lasciandolo sommergere dalla consueta pila di carte. Ritrovato di recente sono stato tentato di fargli solo una segnalazione per tutti gli addetti ai lavori, ma poi ho cominciato a leggerlo. E leggendolo ho continuato a leggerlo, fin quando non mi sono trovato praticamente ad averlo finito tutto quasi senza accorgermene. E’ un libro pensato sia per chi vuole entrare da zero nel mondo DTT, sia per chi già c’è dentro, come compendio quotidiano per termini o concetti particolarmente ostici. E’ stato concepito con la formula Domande & Risposte, cento domande con cento risposte molto ben fatte. A tratti, purtroppo, si nota come probabilmente per vincoli temporali e di spazio alcuni concetti siano stati solo accennati ma complessivamente il testo è di grande valore. Un pezzo importante di letteratura del settore del quale si sentiva veramente bisogno. Quando l’ho chiuso il pensiero è stato: ci fosse stato 4 anni fa! Io credo che tutti gli operatori del settore dovrebbero regalarsi per 18 euro questo piccolo libro per il prossimo Natale, forse prenderemo tutti delle scelte un po più consapevoli.

— La scheda del libro “TV Digitale Terrestre“.
— I punti salienti dell’ultimo convegno del DGTVi.