QOOB TV

QOOB TV

Telecom Italia Media lancia la terza fase del suo progetto di Net TV fatta anche grazie ai User Generated Content. In questo nuovo stadio la TV sperimentale nata all’interno di MTV apre le porte anche al DVB-H. Alcuni dati che QOOB TV eredita da Flux (lo stadio precedente del progetto TI Media) 151.000 utenti unici, 20.000 utenti registrati, 2 milioni di pagine viste. Per quanto riguarda i contributi ricevuti dagli utenti, in prevalenza da animatori, aspiranti registi o studenti delle scuole d’arte, si sono avuti durante tutta la fase sperimentale 9.000 upload e 1.200.000 streaming del segnale TV di Flux. Dei 9mila contenuti presenti su QOOB 6.000 sono audio e 3.000 video. Tra i video solo poco più del 16% è prodotto da QOOB, il resto è UCG. Numeri ancor più interessanti di quelli di Current TV che dichiara un 30% del palinsesto UGC. La QOOB Foundation (la fondazione Telecom dietro questo progetto) è a caccia di nuovi talenti in rete e conta nei prossimi mesi di incrementare ancor di più il numero dei contenuti UGC. Ultima nota sulle dichiarazioni di Antonio Campo Dall’Orto che senza mezzi termini fissa la quota di 1.000.000 di utenti/spettatori come l’obiettivo del progetto. Sotto quella soglia, dice, non si è interessanti al livello pubblicitari.

E qui viene da chiederci: ma TI Media ha compreso veramente le potenzialità di questo nuovo mezzo? O questo è un progetto d’avanguardia, nato da qualche mente illuminata, e finito poi all’interno delle vecchie logiche televisive, dove quello che conta è raggiungere il maggior numero di spettatori possibile? La Net TV non ha problemi di palinsesto, e non deve quindi per forza trovare nel mass market il razionale per la sua esistenza. Le nicchie, se ben coltivate ed aggregate, hanno un valore comparabile se non superiore. Questo è stato il limite di FLUX e rischia di essere il limite di QOOB: avere un piede nella Net TV rimanendo con l’altro impantanata nella vecchia televisione.

Segue il comunicato stampa ufficiale di TI Media.

Parte oggi QOOB TV la nuova piattaforma multimediale che propone su televisione, Internet e telefonia mobile il meglio dell’animazione, del cinema e del graphic design e della musica attraverso la quale gli spettatori vivono attivamente la tv offrendo i loro contributi ed esprimendo le loro preferenze.

QOOB TV rappresenta l’evoluzione naturale dell’esperienza maturata nel 2005 con YOS (Your Open Source), un canale di musica alternativa arricchito da elementi di grafica e cortometraggi cutting-edge, confluito ad aprile 2006 in FLUX, progetto multimediale interattivo, realizzato da TI Media Broadcasting con la collaborazione di MTV Italia.

QOOB segna ora il terzo stadio evolutivo, caratterizzato da una trasmissione multi piattaforma – dal Dtt al simulcast online, dall’IPTV al DVBH – da una nuova grafica essenziale al servizio della funzionalità e da un arricchimento di contenuti esclusivi attraverso il finanziamento di nuove produzioni scelte tra le idee più innovative degli utenti-spettatori.

Sul sito web (www.qoob.tv) potranno essere inseriti contributi nelle sezioni AUDIO e VIDEO, e nella nuova sezione PICT, spazio per fotografi e designers che fanno dell’immagine statica la loro espressione artistica d’elezione. Il pubblico, navigando su www.qoob.tv, potrà guardare le immagini in modalità trasversale e personalizzata attraverso i sei canali proposti dalla redazione – animation, fun, reality, shorts, music, art – oppure creandone di nuovi.

Sul canale televisivo vengono trasmessi un compendio dei migliori contenuti creati dagli utenti sul web insieme ai lavori di artisti già consacrati. Su QOOB tv i filmati, della lunghezza massima di cinque sei minuti, si susseguono in modo scorrevole e diverso rispetto agli schemi della tradizione televisiva.

L’accesso a QOOB attraverso il telefono cellulare (wap.qoob.tv) dà all’utente un’esperienza arricchita da informazioni in tempo reale sui contenuti on air e l’opportunità di interagire con le altre piattaforme.

Technorati , , , , , , , , , , , ,

2 thoughts on “QOOB TV

  1. L'adozione del termine Net TV evidentemente porta fuori strada gli operatori dell'attuale settore televisivo. Chi ha una visione chiara, o quantomeno nuova, della Net TV riesce a NON confondere le logiche di questo Internet-tool con le "vecchie logiche televisive". Probabilmente è "colpa nostra" attribuire "TV" a questo nuovo modo di usare un canale multimediale.

    Esiste quindi la possibilità che ancora una volta qualcosa di nuovo e ancora non compreso appieno soffra inizialmente di qualche contaminazione "retrò".

    Fortunatamente Internet stupisce… quindi "peggio per loro".

  2. Pingback: La Zarina presents: The Gaia Bracco’s Black Pope (and something about this). | Where there's a will, there's a way.

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