La TV sarà sempre più non lineare.

CBS Marketing director [itvt] in una lunga ed interessantissima intervista a George Schweitzer, President of Marketing, del network americano CBS riesce a darci un quadro molto preciso di come si stiano orientando le strategie dell’industria televisiva intorno al tema della Net TV. Gli scenari che emergono dall’intervista sono assolutamente in linea con quanto ipotiziamo da tempo: il focus che i brodcaster devono mettere sulla produzione propria di contenuti, l’importanza dei contenuti generati dagli utenti, ed il fatto che la TV in un prossimo futuro diventerà in prevalenza “non lineare“. Per chi non vuole leggersi tutta l’intervista abbiamo estrapolato alcuni passaggi particolarmente significativi per il nostro discorso.

Innanzi tutto una interessante precisazione su ciò che gli spettatori cercano in via preferenziale:

Because what we’re finding is that, in a world of choice, people want stuff that they’re familiar with–in other words, they want the branded stuff. They’re going to ask for or seek out things they know, before they explore things they’re not familiar with. So that’s a benefit that the multiplatform universe provides us with.

In un contesto multi-piattaforma dove gli stessi contenuti vengono distribuiti sia in TV, che su Web e mobile, “la gente” tenderà sempre come prima scelta a preferire i programmi noti, quelli che già sa essere di proprio gradimento. Ma le nuove forme di distribuzione dei contenuti TV pongono ai brodcaster una nuova importante sfida:

Of course, it also provides us with a challenge, in that we’re no longer in control of the schedule. We’re no longer in a world where we have the viewers watch this show at eight, that show at nine and the next show at ten. The experience of watching TV is becoming increasingly non-linear, because DVR’s are becoming so widespread. You don’t have to be home when a show is broadcast, in order to watch it. You don’t have to watch it according to our schedule. And you can watch something on another network while recording something on our network.

Progressivamente vedremo la TV in modalità sempre più “non lineare“. Grazie ad apparecchi com TiVo, Sling Box, XBOX, iTV o più semplicemente ai PVR stile MySKY, accederemo sempre di più a library di contenuti registrate in automatico o scaricate direttamente dalla rete. I network televisivi aumenteranno in questo modo le “finestre d’esposizione” per i loro contenuti. Non ci sarà più bisogno di essere presenti nel momento in cui uno show viene mandato in onda per vederlo. Un grande opportunità che però fa perdere ai network il controllo del palinsesto. Ecco perché è necessario ancor di più puntare sui brand:

So I would say that our brands are our programs, not our companies, and that’s especially true in the multiplatform universe. We have 22 hours of primetime programming alone every week, and we also have daytime, late-night, sports and news programming, and each of those programs is a distinct brand.

Più che il network la gente si affeziona ai programmi TV, che diventeranno sempre più gli unici veri asset da valorizzare. Una apertura importante CBS la sta facendo verso gli User Generated Content:

We’re just beginning to do that now, though it’s mostly connected to projects we’re doing with advertisers who want to solicit original video material. And we’re talking to various companies and Web sites that are in the user-generated video space.

Obviously, YouTube is one of those companies. But there are some other companies out there in the developmental stages that have brought us some interesting ideas for using user-generated video in an advertiser-related way, so to speak. This, obviously, is of great interest to us, because advertising is the largest part of our income. We don’t charge subscriptions to CBS. We sell advertising.

I fenomeni i Brand Generated Content e ancora quello dello User Generated Avertising stanno cambiando radicalmente il modo di concepire e realizzare la pubblicità. Portare direttamente i brand dentro i contenuti della gente, o generare dal basso l’advertising per i brand sono le due strade maestre da percorrere per raggiungere quello che è l’obiettivo principale del advertising moderno: il targeting. Un ultimo commento sul portale video di CBS, Innertube:

[Innertube] It’s about reaching enthusiastic TV viewers and building a one-to-one relationship with them. It’s about setting up what you might call a transactional relationship with those viewers: having a back-and-forth with them and setting up communities where they can talk about programming. We can learn from these communities and respond to what the viewers are saying they want–and we do.

Avere un rapporto diretto con i propri telespettatori tramite il web non solo aumenta il livello di fidelizzazione ma aumenta la conoscenza che il network ha dei suoi “clienti“. Informazione oggi sempre più preziosa proprio in chiave pubblicitaria.

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