December, 2006


31
Dec 06

2007 l’anno che verrà.

Per me questi sono giorni di riposo, dove finalmente riesco a trovare il tempo per poter fare tutto il resto. Il vero problema è che “tutto il resto” accumulato durante l’anno diventa talmente tanta roba che si finisce per saltare da un micro momento di piacere ad un altro. Sto leggendo molti blogger, e molto sui blog. E’ da un anno che questo blog è aperto e sono arrivato ancora a delle conclusioni molto parziali su cosa sia questo fenomeno. Quello che credo è che la nascita di piattaforme free & open per “fare Internet” sia stato il vero motivo della rinascita 2.0. Solo che le piattaforme hanno il brutto difetto di appiattire tutto quello che ci viene messo sopra. I blog di blogger & Co. o quelli fatti con WordPress e fratelli sono tutti molto simili. Questa caratteristica, invece di togliere interesse, lo ha magicamente creato: se ogni blog è esteticamente uguale ad un altro ecco che quel che conta sono solo i contenuti. Una perfetta armonia tra obiettivi e tecnologia. E’ proprio sui contenuti e sulla “forma espositiva” che sono ancora alla ricerca di una teoria unica. Per me i blog sono incredibilmente simili alla radio, con infinite varianti per contenuti ed approfondimento, ma tutti profondamente diretti e colloquiali. Questo mix è uno dei miei obiettivi per il 2007. Oltre a ciò ho in programma l’uscita di un libro, l’avvio di una serie di podcast video, la realizzazione di alcune interviste importanti, alcune conferenze, delle lezioni, e spero l’avvio di almeno uno dei due progettoni importanti che sto seguendo/realizzando. Sarà tanto per cambiare un anno impegnativo, ma si preannuncia straordinario anche per la ripresa del mercato high tech, se nessun fattore esterno ne turberà la crescita. In piena tradizione ecco l’ultimo giorno dell’anno alcune “previsioni” su ciò che è probabile che il 2007 ci regali:

Sony
La Sony avrà una pessima annata. Dopo il disastro delle batterie incendiarie che ha demolito i conti dal colosso giapponese a fine 2006 un altro grave scivolone: la PS3 ha perso i tempi, almeno qui da noi. Costa troppo. Non verrà mai sfruttata a pieno, questo se lo dicono da soli. Ha sposato una tecnologia (Blu Ray) che è destinata a soffrire.

Microsoft
Finalmente se ne andrà a casa Bill Gates. Erano anni che sognavo questo momento e questo sarà nel 2007 (ho una bottiglia in frigo per l’evento). Microsoft da questo accadimento, per lei epocale, sembra uscirne più pimpante che mai. Anzi forse più tonica, orientata ed anche un pizzico più simpatica. Vista porterà nuova verve a tutto il settore costringendo le masse a cambiare PC per avere le stesse identiche funzionalità di sempre con un interfaccia Apple ormai Old Style. Fortunatamente i giochi di Vista saranno finalmente diversi da quelli di Win 3.11, e questo già da solo vale l’acquisto. Spettacolare l’ XBOX 360, vero gioiello del mercato games e TV box. Si vede che è stato fatto da un distaccamento di Redmond. Zune non avrà nessuna possibilità ma se MS imparerà come ha fatto per l’XBOX il “rischio” è che Zune 360 sarà un vero rivale dell’iPod.

Apple
Sarà l’anno più entusiamante per Apple dopo il 1984, cosi dice Jobs. Sono in programma iPod TV (iTV) e iPod Phone (iPhone), oltre che Leopard (MacOSX 1.5), nuova linea Mac Pro a 8 core (2×4), un nuovo 12″ ultra slim e probabilmente un tablet. Io continuo a vedere altamente probabile un accordo tra Apple e Google entro il Q1 del 2007, per creare assieme un offerta senza precedenti di contenuti d’intrattenimento digitale.

Google
Per Google sarà un brutto anno. Stanno perdendo smalto. Usciranno almeno altri 2 motori di ricerca innovativi che sposteranno alcune attenzioni. Il problema gMail esploderà in tutta la sua potenza: ormai le mail da @gmail.com sono bannate dai server mail di tutte le principali corporate del mondo. Con questi presupposti la suite Office come servizio web per i professional non potrà decollare. Le uniche due note positive in vista sono AdSense per i Podcast, che potrebbe veramente spopolare, e accordi strategici per il video selling (Apple?).

Alta Definizione
Sarà Boom. La tecnologia a livello di schermi è arrivata a maturazione. I costi sono crollati. Nel 2007 avremo un fiorire di contenuti HD dalla rete, da un offerta SKY più ampia, e dai nuovi DVD. Il formato HD-DVD sarà nettamente in vantaggio rispetto al rivale Blu Ray alla fine del 2007. Ma le soluzioni che faranno decollare i DVD ad alta definizione saranno quelle a doppio standard.

Net TV
Sarà l’anno della guerra al televisore con il boom di Net TV box: dal iPod TV (iTV) di Apple a Vista, sempre più persone avranno Internet come antenna dei loro televisori. Avremo almeno 10 produzioni di qualità di contenuti Net TV in Italia. YouTube si aprirà al Podcasting. Sarà l’anno, anche in Italia, della nascita ufficiale della P2PTV.

Mobile
Aspettiamo con trepidazione l’offerta X-Series di 3, entro il Q1. Avere Internet in mobilità via UMTS con una flat fee, sarà l’offerta “premium” più richiesta del prossimo anno. Il DVB-H comincerà a dover ridiscutere i suoi modelli di business, pensando ad un utilizzo della banda più intelligente.

Games
Il 2007 sarà ancora l’anno del XBOX 360. HALO 3 il titolo di punta. Resistance: Fall of Man, annunciato come il salvatore dei titoli lancio PS3 ha già incassato un 7 scarso su EDGE. Non ci sono altri titoli per il gioiello Sony che ad oggi sembrano valere da soli l’acquisto della console. La PS3 verrà lanciata ad un prezzo ridotto, ma 360 e Wii avranno per quest’anno ancora il predominio assoluto. Menzione d’onore al Nintendo DS: il più bel gioco del 2006 per quanto mi riguarda è stato Mario Kart DS, ad inizio 2007 un titolo che da solo promette di rendere la stagione del DS entusiasmante: Hotel Dusk: Room 215.

Buon Anno a tutti!

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27
Dec 06

Ofcom: ICM 2006 SINTESI (3 di 3)

Uno sguardo più di dettaglio sul nostro paese, con dei dati che si fermano al 2005. Per quanto riguarda le telecom abbiamo un netto predominio di Telecom Italia sui tre settori: fisso, mobile e broadband. Interessante notare come sul fisso Tele 2 sia al secondo posto per utenti complessivi.

Questi dati ci danno una misura dell’andamento dei settori delle telecomunicazioni legati alla telefonia fissa, mobile e broadband. Mentre il fisso perde punti su tutti i fronti – ricavi, utenti e penetrazione – il broadband ma, soprattutto, il mobile continuano la loro marcia trionfale. La penetrazione delle linee a banda larga è passata dal 5% del 2002 al 30% del 2005.

I principali canali TV sono RAI1 e Canale 5, entrambe intorno al 22% di share media. Segue a grande distanza Italia 1. Grande tenuta della Rai per quanto riguarda la Radio.

Sale il mercato della televisione digitale, sia in Pay per View che ad abbonamento. Il Digitale Terrestre ha portato un grande contribuito a questo incremento. Da notare che se pur in quota minima, aumentano il numero di televisori nelle case degli italiani che da 21.2 milioni nel 2002 passano a 21.4 milioni nel 2005.

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23
Dec 06

Buon Natale.


(il video in testa, per chi lo vede, è stato girato in Iraq da militari USA)

Buon Natale!

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21
Dec 06

Vodafone SKY TV, niente calcio l’anno prossimo?

vodafone sky cell Pronti per il grande schermo? Si, allora restate attaccati al vostro televisore in salotto, il telefono che propone Vodafone nella sua ultima offerta TV è piccolo come al solito. Per carità un apparecchio eccezionale che riceve in maniera impeccabile il segnale DVB-H (dove presente). La qualità delle immagini è fantastica e molto interessante è ciò che Vodafone propone alla sua clientale. A differenza di di TIM e 3 l’offerta Vodafone è totalmente SKY, con delle chicche niente male tipo FOX, FX e Disney Channel.

Ma la maggiore attrattiva come al solito la hanno le partite di calcio. L’offerta prevede gran parte della serie A: Lazio, Milan, Inter, Roma, Livorno, Udinese, Chievo, Empoli, Ascoli, Reggina, Siena, tutti I campi di Serie B ad esclusione delle gare in casa del Napoli FC e del Genoa, oltre naturalmente alla Juventus. Peccato che l’offerta Vodafone abbia un enorme incognita proprio per gli appassionati di calcio. Stanti cosi le cose, infatti, i felici abbonati al Vodafone SKY TV avranno a fine stagione una brutta sorpresa: per mancanza di diritti Vodafone non potrà includere le partite di calcio del prossimo campionato nell’offerta DVB-H. Ed è molto probabile che le cose restino cosi. Se il motivo del vostro acquisto è questo, informatevi bene prima.

Per chi non ama il calcio e trova irrinunciabile la TV anche in mobilità segue l’offerta Vodafone SKY TV.
offerta sky tv vodafone

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21
Dec 06

Ofcom: ICM 2006 SINTESI (2 di 3)

Come viene speso il budget pubblicitario? In Italia la TV la fa da padrona con il 54%, seguono i quotidiani con il 29% e le riviste con il 16%. Internet è relegata all’ultimo posto con un misero 2% la più bassa delle percentuali tra tutti i paesi presi in esame, assieme alla Spagna. Attenzione perché altrove questa percentuale ha raggiunto anche il 10% (UK), ed il trend è destinato a varcare anche i confini del nostro territorio. In generale il paese più equilibrato sembra essere proprio l’Inghilterra, dove la distribuzione degli investimenti è ben bilanciata e segue le abitudini reali della gente.

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Questo dato l’ho voluto includere nella sintesi per sottolineare lo stato del nostro bel paese riguardo la televisione: a fronte di 1692 ore di programmi TV importati ne abbiamo solo 191 di programmi esportati. Qui paghiamo la lingua, non c’è dubbio, basta guardare UK e USA. Abbiamo però dei valori decisamente più bassi rispetto ad altri paesi come Olanda e Svezia, che danno però un’idea di quanto per noi sia più semplice importare che produrre.

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Che proporzione c’è tra TV libera (Free To Air o FTA) e quella a pagamento (PayTV). In Italia l’81% della televisione è costituita dai canali pubblici, gratuiti. Solo il 19% è televisione a pagamento. E’ interessante confrontare il nostro dato con quello Inglese, Francese, Tedesco dove la proporzione tra Free e Pay è in grande equilibrio. Questo generalmente è un bene: dà agli utenti più scelta su canali a pagamento, lasciando la TV FTA libera da troppi condizionamenti commerciali, e quindi i grado di svolgere realmente un servizio pubblico. Da leggere con attenzione il dato USA dove il 91% della TV è a pagamento. L’immensità degli Stati Uniti d’America e la difficile conformazione del territorio hanno storicamente fatto preferire offerte “localizzate” a pagamento ad una unica TV nazionale.

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Quando guardiamo la TV? E quindi: quali sono le ore più significative per l’Advertising? In Italia, come era prevedibile, preferiamo vedere la TV la sera, quindi il pomeriggio e, molto poco, la mattina. Altrove, come si evince dai numeri, c’è chi invece oltre alla sera non ha nessuna altro momento dedicato alla televisione.

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20
Dec 06

N93, riprova sarai più fortunato.

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Ho provato per una settimana l’N93, l’ultimo gioiellino Nokia. Il mio approccio è stato fedele con la linea con cui Nokia presenta il prodotto: una Videocamera tascabile che produce filmati in qualità “near DVD” e che, quasi casualmente, ha dentro anche un telefono. Quindi l’N93 non è un telefono gigante, ma una videocamera in miniatura. Ok, per oltre 700 euro andiamo a vedere cosa ci “regala” Nokia:

PRO

  • Schermo brillante ed orientabile
  • WiFi, fantastico da avere e da usare (abbiamo provato la soluzione ORB, dedicheremo un post alla prova)
  • Ottima qualità di ripresa all’esterno, con la luce solare.
  • Utilizzo orizzontale per i giochi, veramente molto comodo.
  • Si attacca alla TV, direttamente con un cavetto, per vedere foto e video.
  • Ottime ottiche
  • Molto piccolo per essere una Videocamera

CONTRO

  • Troppo grande per essere un telefono
  • Costo elevato
  • Pessima qualità dell’immagine con luci artificiali o al chiuso. Per intederci: la resa dei colori è pessima ed il nero è pixelato anche a qualità massima.
  • Insopportabile rumore delle ottiche durante ogni zoomata.

Sono questi ultimi due particolari che a mio giudizio fanno fallire il progetto. Non si può avere una telecamera che nelle riprese in interno va completamente in bambola ma, soprattutto, è ridicolo il rumore delle ottiche che viene registrato durante ogni zoomata.

Ma qualcuno alla Nokia non si è accorto di questo macro difetto?

Per questo motivo i video con l’N93 sono impresentabili, a meno che si eviti di zoomare, o si elimini in postproduzione l’audio sostituendolo con altra colonna sonora. L’alternativa è presentare i video come super-low-fi, ma a questo punto a che serviva spendere oltre 700 euro? La direzione è quella giusta, bisognerà però aspettare almeno la prossima generazione.

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20
Dec 06

Ofcom: ICM 2006 SINTESI (1 di 3)

L’Ofcom, l’ente regolartore delle comunicazioni in UK, ha pubblicato qualche settimana fa una completa ricerca intitolata “The International Communications Market 2006 ” sullo stato delle comunicazioni: Internet, Telecoms, Television, Mobile, che prende in esame i principali paesi europei, Italia inclusa, gli USA ed il Giappone. La ricerca, che è scaricabile gratuitamente, è molto lunga ed interamente in lingua inglese. Per queste ragioni ho pensato di farne una sintesi, prevalentemente illustrata, che evidenzi i passaggi più interessanti per i nostri ragionamenti riguardo la Net TV, Television, Web e Mobile. Essendo venuta anche la sintesi piuttosto lunga, ho diviso il post in tre parti, che posterò nei prossimi giorni.

Quanta televisione si vede dopo che si è passati ad usare internet? In Italia il 41% del campione dichiara di guardare meno televisione. La percentuale più alta di tutti i paesi presi in esame. Interessante notare che Internet non è solo un minus per la TV, ma le da un 11% di telespettatori più affezionati.

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Avete mai scaricato brevi clip o interi programmi TV da Internet usando il vostro PC? In Italia il 37% del campione lo ha fatto. Il dato più significativo è che nella fascia d’età tra i 18 ed i 24 anni questo fenomeno ha toccato oltre il 50% del campione. I più attivi in questa attività sono i Cinesi.

Avete mai guardato o scaricato dal web video fatti da altra gente? La buzzword del momento non tradisce le attese: in Italia il 41% del campione ha guardato UCG almeno 1 volta nell’ultimo mese. I giovanissimi si attestano quasi al 70%.

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Che tipo di contenuti i giovani tra i 18 e i 24 anni amano più scaricare dalla rete? in Italia c’è quasi un testa a testa tra Video Musicali con il 71% e gli UCG con il 67%. Programmi TV e news interessano meno, ma comunque a più del 50% del campione.

L’Italia primeggia in Europa per l’uso del protocollo P2P. Il 43% del campione utilizza software P2P per accedere ai network dai quali scaricare (e uploadare) contenuti. Incredibile quanto questa pratica sia diffusa su tutte le fasce d’età prese in esame, compresa la 45-64 dove si continua ad avere un altissimo 28%.

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19
Dec 06

Digg Video & Podcasting.

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Digg uno dei più noti servizi di “social news” apre le porte al Video e ai Podcasting. Il meccanismo è lo stesso usato da digg per le notizie testuali. Qualsiasi utente registrato può segnalare un Video o un Podcast. E’ la comunità poi a decidere l’interesse per ogni singolo contenuto inserito: con un semplice click sul bottone “digg it” si può infatti esprimere il proprio gradimento su tutte le notizie presenti. Le notizie più “diggate” ogni giorno, sono quelle che emergono dal marasma di news, risultando come “le più interessanti” per la comunità.

Per il Podcasting digg ha esteso ulteriormente il meccanismo permettendo dagli utenti di “diggare” sia l’intero Podcast che, molto più interessante, i singoli episodi. Un player interno al servizio, infatti, permette agli utenti di vedere e votare ogni episodio senza abbandonare il servizio. Questa evoluzione di digg darà senza dubbio un ulteriore spinta al fenomeno. Da provare.


19
Dec 06

La Net TV ruba ascolti alla TV?

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Vi segnalo un interessante post su sul blog di Caccio intitolato “Internet Killed the video star!” che mette alla prova il nuovo servizio online Swivel, la cosiddetta YouTube dei dati, incrociando i dati d’ascolto di alcuni network USA con quelli sulla diffusione di Internet:

Nel grafico sono riportate le variazioni percentuali, rispetto ai loro massimi, delle tre misure prese in considerazione. Dalla loro comparazione appare evidente che i trend dell’audience di entrambi i programmi televisivi hanno un andamento analogo e in controtendenza rispetto a quello dell’utilizzo di Internet: gli ascolti televisivi sono in calo quasi-costante (negli ultimi 12 anni entrambi i programmi hanno perso circa il 40% dei loro telespettatori) mentre la diffusione di Internet cresce con un tasso medio del 5,5%.

Sarebbe molto interessante poter avere dei dati relativi al nostro bel paese, dove in realtà il fenomeno del decremento degli ascolti TV si sta misurando molto meno, e dove abbiamo una percentuale di penetrazione del broadband decisamente più modesta.

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19
Dec 06

IPTV Guide.

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Informit e Lovelace Consulting hanno prodotto una interessante guida alla IPTV con un taglio fortemente orientato agli executives. Una quick guide sul mondo del broadcasting, della IPTV e delle principali tecnologie correlate compresa una semplice spiegazione del unicast, multicast e P2P. Nelle 60 pagine del PDF che si può scaricare gratuitamente trova un ampio risalto il fenomeno della Net TV alla quale viene dedicato un intero capitolo chiamato “Broadband”. Nelle implicazioni che la contaminazione del web con la TV sta portando viene evidenziato l’effetto lunga coda che si sta producento, con una progressione inesorabile.

Pur sembrando più una striminzita tesi di laurea che una vera e propria ricerca, vale comunque il download.

  • Il PDF di “IPTV Guide: delivery audio and video over broadband”.

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18
Dec 06

Cos’è la Net TV.

Sta per finire questo anno, che senza dubbio è stato caratterizzato da un rinnovato entusiasmo verso la tecnologia ed il web in particolare. Ci sbilanceremo nelle prossime settimane in una serie di “previsioni” su cosa è più probabile che accada nel corso del 2007, ma per il momento riteniamo più importante fare due passi indietro per cercare di fissare quei concetti che ci aiuteranno a capire meglio quella che sarà la realtà del prossimo futuro.

L’abbiamo già detto: Internet sta cambiando la TV, e lo sta facendo in un modo irreversibile. Ogni settimana un nuovo studio, una nuova ricerca, sottolineano quanto questa rivoluzione sia già evidente nei numeri che si misurano. Le nuove generazione stanno progressivamente perdendo il contatto con la televisione, a favore di Internet e videogiochi. La televisione sta perdendo audience da tempo, sicuramente per colpa delle nuove forme d’intrattenimento che abbondano nel nostro mondo modero, e di un’offerta molto ampia che tende a frammentare il pubblico esistente. Ma sta perdendo spettatori anche per le tipologie di contenuti che propone, troppo ristrette, e la modalità di fruizione che generalmente viene imposta. Molto semplicemente usando la rete come antenna, accendendo la nostra Net TV, abbiamo già oggi una quantità di contenuti tale da poter soddisfare i gusti anche delle più piccole nicchie di spettatori (anche in Italia una minima offerta si sta formando). E con un PC on box dedicato, possiamo goderci la visione dei nostri contenuti preferiti quando vogliamo. Tutto questo sta avvenendo al di fuori delle logiche conservatrici dei telecom operator, che continuano a spacciare per Internet Television, quelle che in realtà sono offerte chiuse all’interno di reti private, dove lo spettatore continua ad essere costretto a sottostare ad un palinsesto ristretto scelto da altri.

Riassumendo schematicamente, i pilastri su cui si fonda la Net TV sono 3:

  1. È aperta, ed ha Internet come antenna. l’IPTV no.
  2. È ricca di contenuti generati da produzioni indipendenti, capaci di soddisfare i gusti anche di nicchie molto piccole. La TV “classica” è di solito generalista, spara quindi sul mucchio cercando di proporre contenuti che vadano bene al maggior numero di telespettatori possibile.
  3. E’ prevalentemente non lineare, ovvero non in diretta. I contenuti vengono di norma selezionati e scaricati usando un PC, per poi essere visti dove e quando si vuole.

Se si comincia a ragionare in questi termini, si potrà vedere come l’industria televisiva ed il mondo del web siano già perfettamente consapevoli che su questi tre punti dovrà essere fondata la strategia del prossimo futuro. Le televisioni devono evolvere, se non vogliono estinguersi, e per far questo devono innanzi tutto capire i temi del cambiamento, farli propri, e costruire un offerta credibile di conseguenza. Questa consapevolezza traspare da 3 interviste che ho avuto il piacere di leggere nelle ultime settimane e della quali riporto di seguito alcuni estratti, per capire con quanta lucidità si stia affrontando il tema. Questo almeno negli USA ed Inghilterra dove l’evoluzione del mercato televisivo e di quello del web, sono evidentemente meno soggetti alle pressioni industrial/politiche che il nostro paese impone.

La prima intervista interessante da analizzare è quella a George Schweitzer, President of Marketing, del network americano CBS:

Quello che stiamo capendo è che la gente, in un mondo di scelte, vuole cose con le quali ha già familiarità, in altre parole la gente vuole ciò che è già un brand. Andranno sempre a cercare prima quello che conoscono, prima di esplorare cose nuove. Questi sono i benefici che un universo multipiattaforma ci dà.

Anderson nel suo The Long Tail, ha sottolineato più e più volte quanto la lunga coda non significhi affatto la morte delle hit. Un successo rimane un successo anche in un economia allargata qual è quella del web. Il traino che viene dato dalle produzioni “di successo” è in ogni caso fondamentale per garantire una base solida a qualsiasi iniziativa di distribuzione digitale. iTunes senza U2, Madonna e Coldplay non sarebbe diventato un caso di successo generando poi quella caccia ai contenuti di nicchia che è stata misurata e che continua ad espandersi.

Certamente tutto ciò ci pone dentro una sfida, dove noi non abbiamo più il controllo del palinsesto. Non siamo più in un mondo dove abbiamo gli spettatori che guardano un determinato show alle otto, un altro alle nove ed il prossimo alle dieci. L’esperienza di visione della TV sta diventando progressivamente “non lineare” a causa delle diffusione dei DVR. Non si ha la necessità di essere a casa quando uno show viene trasmesso, per riuscire comunque a vederlo. Non si è più obbligati a vederlo seguendo il nostro palinsesto. Ed è possibile vedere qualcosa su un altro netwrok mentre si sta registrando qualcos’altro sul nostro.

Recenti studi dimostrano che chi ha un registratore digitale, chiamatelo PVR, DVR o come volete, spende oltre il 40% del suo tempo televisivo guardando contenuti registrati. Oggi la scarsa diffusione dei PVR, qui da noi, è prevalentemente causata dall’alto costo che questi apparecchi hanno, e dall’assenza di una Guida Elettronica ai Programmi (EPG) di “sistema” capace di dare ai PVR la base su cui lavorare. In ogni caso la non linearità della fruizione televisiva è un fatto: chi può farlo tende a farlo. E con il web questa sarà la modalità prevalente.

La seconda intervista è a Mr. Van Toffler, MTV President MTV, che per il prossimo anno ha annunciato una serie importante di investimenti mirati a rivoluzionare la presenza online del network preferito dalla giovani generazioni. Alcuni siti di MTV rimarranno strettamente legati alle tramissioni di successo altri verranno invece concepiti ad hoc per catturare nuovi interessi.

La bellezza del web è che ci sono delle barriere minime d’ingresso. Non costa poi cosi tanto attivare dei siti. I quali possono vivere per tutto il tempo che si vuole e tu puoi costantemente aggiornarli, che sia una riproposizione dei contenuti TV, video, o testi verso i quali la nostra audience abbia espresso interesse, interesse che non sempre riusciamo a soddisfare in TV. Potrei non essere in grado di trattare la spiritualità su VH1 o MTV, ma abbiamo un modo per far si che persone con interessi simili possano connettersi gli uni con gli altri a creare le loro micro comunità.

La televisione “classica” vive in un contesto di risorse scarse. Le frequenze sono poche, molto care e fortemente contese. Di fatto non molti canali possono permettersi di trasmettere su scala nazionale. Ma soprattutto le nostre giornate non contano più di ventiquattro ore, delle quali solo 4/5 sono particolarmente significative per una TV. Questo significa che i palinsesti, anche quelli satellitari, non possono che essere concepiti intorno alla necessità di sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione, proponendo contenuti che possano piacere alla “maggior parte” delle persone.

C’è una grande quantità di siti dedicati alle nicchie sul web. Non se ne parla perché ci sono siti come YouTube e MySpace che hanno decine di milioni di utenti unici. Ma se si aggrega un numero consistente di piccoli siti, focalizzati su interessi “speciali”, intorno agli interessi della nostra audience, come ad esempio la culture dello skating, del tuning delle macchine…

Ecco allora che la scarsità di risorse del “mondo reale”, quello fatto di atomi, magicamente svaniscono entrando nel mondo dei bit. La rete permette alla TV di avere un palinsesto virtualmente infinito dove ogni nicchia può avere un suo spazio. E, come Anderson ha mostrato nel migliore dei modi, è l’aggregazione a fare la forza.

L’ultima intervista è quella a Steve Olechowski uno dei fondatori di Feedburner, che notoriamente è il servizio online più utilizzato per la distribuzione di feed RSS. Sappiamo che il Podcasting è di fatto un feed RSS, che porta a corredo degli “allegati multimediali” come file Audio o Video. Parlare di Podcasting Video significa riferirsi a quello che ad oggi sembra essere lo standard per eccellenza per la distribuzione di contenuti video per la Net TV.

Certamente penso che ciò che abbiamo visto con iTunes, Yahoo e con altri grandi motori di Podcasting è che stanno cominciando a fare affari con alcune della grandi Media Companies per distribuire show televisivi usando l’RSS, e certamente prevedo che questo accadrà molto presto, che ci saranno dei feed di show TV ai quali la gente potrà “sottoscriversi” invece di essere obbligata a stare di fronte alla TV alle 9 di sera del giovedì, la gente dirà “datemi un feed, mi aspetto una nuova puntata alle 9 di sera del giovedì, ma se avrò altro da fare lo potrò sempre vedere dopo”.

Uno dei passaggi fondamentali, che vedremo nel 2007, sarà portare il Podcasting direttamente all’interno dei nostri televisori, cosi che l’esperienza dello spettatore possa essere praticamente identica a quella che si ha con un PVR. Ma questo significa che oggetti come il TiVo sono destinati a morire?

No, il TiVo non è obsoleto: TiVo è alimentato da un feed, che non è nel formato RSS, ma in futuro non sarei sorpreso se lo fosse, e che questo diventi il modo con cui i content provider distribuiranno i loro contenuti alla gente, al posto di utilizzare il “cavo”.

Queste le tre testimonianze autorevoli che confortano a pieno il nostro punto di vista su cosa la Net TV sarà. E’ interessante vedere come i grandi attori americani ed inglesi siano già da tempo a lavoro su queste tematiche, nella consapevolezza che questo futuro non può più essere ignorato. Qui da noi, gli unici tentativi di ibridazione tra TV e web che abbiamo potuto vedere, sono degli abomini senza ne capo ne coda, che tentano di conservare le vecchie logiche televisive anche sul web. Tutto il resto è fumo negli occhi, IPTV in testa. Varrebbe forse la pena prendere un po più sul serio questo fenomeno e cominciare a dedicare un lavoro concreto sul tema, favorendo il più possibile la sperimentazione. Sarebbe bello, in tutto ciò, che anche “dal basso” cominciassero ad emergere delle iniziative soprattutto per quanto riguarda la produzione di contenuti Net TV in lingua italiana. I primi tentativi che si vedono sulla rete sono fiacchi, privi di un vero spirito innovativo e, molto spesso, lontani da una vera idea propositiva. Scimmiottare quello che accade in altre nazioni non è una buona idea. Se è pur vero che viviamo in un epoca di “format globali” è altrettanto vero che ogni nazione, ogni popolo, fa storia a se. Ed essendo la Net TV prevalentemente la TV delle nicchie sarebbe importante cominciare a capire come i nostri produttori indipendenti, ed i “ProAm”, voglio coinvolgerci all’interno di questo nuovo mondo. C’è tanto da fare, interessanti opportunità si stanno aprendo, forza e coraggio.

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17
Dec 06

Person of Year: You.

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Un computer con uno specchio in un player YouTube, con la scritta “La persona dell’anno: Tu“!

La celebre copertina che ogni anno il TIME dedica alla “persona più influente” quest’anno è dedicata a tutto il popolo del web ed alla rivoluzione degli User Generate Content. L’invenzione dell’anno è YouTube è per il TIME non c’è dubbio: siamo di fronte ad una rivoluzione.

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16
Dec 06

Stumble Video

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La quantità di contenuti video disponibili sulla rete è in continuo aumento. I motori di ricerca tradizionali non hanno una grande efficacia nell’aiutare “la gente” a trovare quello che è di suo gradimento, soprattutto perché questi servizi sono fortemente spersonalizzati. Avere dei filtri, che sappiano scremare le informazioni disponibili in fuzione dei nostri interessi personali del periodo, è una necessità che sempre più comincia ad avvertirsi. Abbiamo già parlato di News At Seven del InfoLab della Northwest Univesity. Un aggregatore di Podcast Video, che capendo i gusti del singolo spettatore riesce a distillare solo le news di suo interesse. Le news selezionate vengono processate in automatico da un “motore” software che riesce ad animare un conduttore virtuale in 3D. Il conduttore ci presenterà, cosi come siamo abituati, il nostro personale TG, con il montaggio del nostro distillato.

Altro progetto interessante, appena nato, è Stumble Video, fortemente orientato alle dinamiche sociali legate al filtraggio di informazioni. Stumble nasce come “toolbar” per i principali Browser Internet sul mercato. Un estensione che si scarica dalla rete e che si installa in pochi attimi, manifestandosi in una nuova barra che appare nel Browser (sotto la barra dell’indirizzo). L’utilizzo è piuttosto intuitivo: se, quando si naviga, si trova una informazione interessante, si comunica il proprio gradimento a Stumble ciccando su di un’apposita icona. Ogni utente Stumble è registrato e, mano a mano che raccoglie gradimenti, le sue informazioni vengono incrociate con quelle di tutti gli altri utenti del sistema. Questo fa si che Stumble sia in grado, progressivamente, di consigliare ad ogni utente un elenco di siti di possibile interesse, correlati al sito che si sta visitando. Se ad esempio siamo presi nella lettura di un Blog politico che ci è piaciuto particolarmente e vogliamo scoprire cosa di simile la rete ci propone, basterà cliccare sulla barra di Stumble per avere un elenco di “destinazioni affini”. Un principio semplice, ma molto efficace. Stumble Video funziona con le stesse logiche ma è esclusivamente dedicato al mondo dei video. Un portale permette agli utenti Stumble di vedere in sequenza dei contributi video presi dalla rete (Google Video, YouTube, etc.) relativi a determinate categorie d’interesse che l’utente deve dichiarare nel momento della registrazione. Per ogni video che viene mostrato l’utente è chiamato ad esprimere un giudizio di gradimento. In questo modo Stumble può continuare a proporre video affini, mostrando al contempo un elenco di utenti che condividono gli stessi interessi. Convincente.

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15
Dec 06

Watch Net TV, have fun!

Come creare un’alternativa vera a YouTube? La risposta sembra essere: verticalizzando. YouTube è un portale generalista, per dirla alla 1.0, dove chiunque può postare quasi qualsiasi tipo di video. Il che lo rende un eccellente luogo di incontro, di scambio e condivisione, ma un pessimo esempio di Net TV. Almeno l’80% dei contenuti presenti su YouTube sono da considerarsi sharing di file video, e non contenuti Net TV. Verticalizzando la musica cambia: si crea un tema, uno stile, e subito il livello sale trasformando il servizio in una sorta di canale tematico. Stanno fiorendo tantissimi casi di questo tipo (YouTube stessa sta organizzando diverse verticalizzazioni) che seguiremo puntualmente. Ecco alcune novità.

dare junkies Darejunkies.com è un sito dove è possibile lanciare delle “sfide impossibili” ai propri amici, tipo attraversa il principale incrocio della propria città nudi con un cartello in mano, cantare a squarciagola dentro un autobus, o vendere noccioline di fronte ad una stazione di polizia.

Vince chi di mostra di aver superato la sfida, postando il Video della prova. Un format simile al tanto famoso MTV The Jackass, ma molto più divertente perché fatto interamente dagli utenti.

 

jib jab Altro sito molto divertente è jibjab.com che dal 2000 produce dei corti d’animazione di qualità. Prevalentemente parodie politiche con un montaggio stile South Park.

Il tutto contornato da una miriade di contenuti generati ed uploadati dagli utenti, tutti con taglio satirico.

 

will it blend Willitblend.com presenta un format specifico molto divertente: in un fantomatico laboratorio vengono fatti degli esperimenti per verificare cosa in natura è possibile “miscelare”. Uno “scienziato pazzo”, con tanto di camice bianco, ha con se un set di frullatori ed in ogni puntata prova a frullare oggetti diversi: iPod, lattine di coca&cola, palle da golf, polli, pesci, etc. Il risultato è molto divertente, con un avvertenza esplicitata in maniera molto netta nel sito: alcuni “esperimenti” sono assolutamente da non imitare.

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14
Dec 06

Amanda debutta su ABC News.

amanda abc

Amanda Congdon, la più celebre video blogger d’america entra a pieno titolo nel mainstream. Dopo aver consegnato alla storia del web due successi come “Rocketboom” e “AmandaAcrossAmerica” ha cominciato ieri il suo nuovo Video Blog all’interno del sito ABC News. La prima puntata su WII e Javascript, come al solito divertente ed interessante. L’inarrestabile Amanda sta dimostrando come dal web possano nascere delle star di grande livello.

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