Chiudiamo tutto.

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Avrete sicuramente letto la notizia del video del bambino down picchiato da un gruppo di coetanei. Forse avrete visto anche il video. E della reazione della giustizia italiana che ha indagato Google Italia, minacciando il blocco dei server. Sapete che Google Video, come anche YouTube e tanti altri, è un servizio web dove chiunque può inviare i propri video. Basta avere un PC e una connessione Internet per diffondere in tutto il mondo ciò che si è “girato”. Oggi d’altra parte tutti i telefonini moderni hanno una video camera, con cui è veramente facile riprendere in qualsiasi momento quello che ci sta accadendo. E poi un PC, Internet e boom! siamo in “onda” in tutto il mondo. E Google Video che fa? Accetta praticamente tutto. Filtra fuori solo i contenuti osceni, dai nudi alla pedofilia. Per il resto: tutto è dentro, perché non si possono guardare tutti i video inviati. Sono troppi. C’è troppa gente che gira video con i telefonini e li pubblica. E poi come si fà a decidere cosa pubblicare e cosa no. Google non è un giornale o un telegiornale. Google Video è un servizio libero, aperto, gratuito. Non ha un editore, un controllore, un censore.

E allora è giusto: chiudiamo Google Video! Impediamo che certe scene circolino libere per la rete, preda di chiunque voglia vederle. Però a ben pensarci chiudere solo Google Video non basta. Ci sono tanti servizi simili. E poi comunque la rete è troppo grande ed è troppo facile condividere informazioni (pensate ai blog!!). Allora facciamo così: chiudiamo anche la Rete! Non pensiamoci più e risolviamo finalmente questo gravoso problema. Certo è che però rimarrebbero sempre questi maledetti cellulari. Messaggi segreti via SMS, canzoni e foto scambiate direttamente da un telefono all’altro. E poi sempre quelle maledette video camere incorporate. Si, dovremmo andare fino in fondo: chiudiamo i Cellulari! Indaghiamo NOKIA, MOTOROLA, SONY, … blocchiamo le loro produzioni. Non possiamo tollerare più tutto questo. Attenzione però: non dimentichiamoci che “i giovani” possono sempre infilarsi nel tunnel dei video giochi violenti. Orrore e raccapriccio. Anzi, visto che ci siamo, grazie PANORAMA per aver dedicato una intera storia di copertina due settimane fa al gioco “dove si deve seppellire una bambina viva”. E già, dobbiamo andare fino in fondo: chiudiamo i Videogiochi! Sequestriamo le consolle, bruciamo i game boy.

E se qualcuno si azzardasse a guardare la TV che facciamo? Vogliamo rischiare che “i giovani” vedano MTV o qualche altro canale alternativo? Direi di no: chiudiamo la TV! Sequestriamo i broadcaster. Mi direte: qualcuno, molto pochi, potrebbe ancora voler leggere un libro. Quei contenitori trasportabili di storie perverse ed oscene, che mettono in testa strane idee: chiudiamo i Libri! A già! i film! C’eravamo dimenticati dei film: pornografia autorizzata, istigazione a delinquere, violenza e sesso. Non c’è dubbio: chiudiamo i Film! Radiamo al suolo Hollywood e “Cinecittà”. E per finire in bellezza: chiudiamo le Radio! Non le vogliamo più sentire tutte quelle canzonette oscene, tutti qui commenti di comici ed opinionisti. Basta!

Ma si basta! chiudiamo veramente tutto.

Spegniamo il mondo, con le sue sovrastrutture ed i suoi eccessi e lasciamo finalmente i genitori davanti ai loro figli. Facciamoli guardare gli uni negli occhi degli altri, creiamogli il silenzio ed aspettiamo. Osserviamo i genitori cosa faranno quando soli, senza più scuse e finti perbenismi, dovranno spiegare il senso di tutto questo. Quando dovranno riempire le giornate dei loro figli senza più rincoglionirli davanti alla playstation o ipnotizzarli davanti alla TV.

Chiudiamo tutto ed aspettiamo, in silenzio.

Technorati ,

2 thoughts on “Chiudiamo tutto.

  1. Tu stai paragonando GoogleVideo ad una piazza di una citta', nella quale la gente deve essere libera di muoversi, parlare, incontrare.

    Anche in quella piazza ci puo' essere l'intervento (a fatti avvenuti) della censura (forze dell'ordine).

    Ma se su quella piazza si affaccia un locale pubblico (un bar, una libreria) questo non e' autorizzato a lasciar esposto cio' che i passanti affiggono all'interno della sua vetrina , perche ne è e deve essere responsabile, anche se l'affisasione e' libera e gratuita.

    (Il proprietario del palazzo, invece non ha responsabilità.)

    Ecco: internet e' la piazza, GoogleVideo e' il negozio, i responsabili di GoogleVideo sono il responsabile del negozio, i navigatori sono i clienti del locale, il prpprietario del palazzo e' il fornitore di l'hosting)

    I Video (come i post o i commmenti nei blog) sono volutamente inseriti all'interno di una struttura editoriale privata, con tanto di proprietario e responsabile.

    Sostenere che GoogleVideo offre un servizio gratuito e libero non giustifica cio' che viene inserito.

    Il fatto che GoogleVideo sia o non sia una testata registrata e quindi sia o non sia editore secondo i sacri crismi non esonera dal controllo sul pubblicato.

  2. Marco, non c'è dubbio che Google Video o altri servizi di questo tipo non possono essere tirati fuori dal problema. E' fondamentale ricordare sempre che il confine tra regolamentazione sana e condivisa e censura è molto sottile.

    Il mio post era una provocazione mirata essenzialmente a tutti quei genitori, e ce ne sono tanti, che "abbandonano" i loro figli sin dalla prima infanzia alle "distrazioni tecnologiche", per poi prendersela con il mondo intero se, una volta cresciuti, i loro stessi figli li rinnegano o, peggio, si ribellallano più o meno violentemente. E' un pensiero che mi è venuto più come padre che come osservatore e blogger. Vedendo quanto sia facile parcheggiare mio figlio davanti alla TV, anche se molto piccolo. E' comodo, soprattutto se si è stanchi, si deve lavorare, etc. Sono questi gli atteggiamenti che, portati all'estremo, conducono ad una totale dissociazione tra padri e figli che pregiudica totalmente l'educazione.

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