November, 2006


30
Nov 06

Xbox 360 High Definition (Precisazioni)

xbox 360

Il 22 durante il Tokio Game show, Microsoft ha annunciato entro fine anno un update del firmware del XBOX 360 che aprirà le porte al “Full HD“. Un nuovo accessorio, un lettore HD DVD, completerà l’opera consentendo a tutti i possessori della console Microsoft di vedere film anache in modalità 1080p.

Nel l’articolo che ho scritto su Punto-Informatico pubblicato oggi (e che verrà pubblicato su questo blog nei prossimi giorni) questo “particolare” era omesso. Ho ricevuto veramente tante segnalazioni in merito! In una di queste, arrivatami via mail da Fabrizio DeVincenzi, ho trovato un punto di vista interessante proprio sulle ultime mosse di Microsfot legate al suo XBOX 360. Ve la riporto di seguito.

[...] la mossa che ha fatto ms è stata furba :
è uscita prima con una console dove tutti i pezzi di silicio erano al loro posto
e poi progressivamente sta aggiornando il software per aprire nuove posiibilità

due esempi:
1) il 1080p come uscita video: si sapeva già da prima che la scheda video supportava questa risoluzione che hanno abilitato con una patch software

2) hd-dvd : secondo me neanche loro sapevano che cosa supportare (br / hd-dvd) quando hanno deciso hanno fatto il lettore esterno e scritto qualcosa cone 4,7 milioni di righe di codice per far eseguire alla console la decodifica software

ecco quindi che due cavalli di battaglia di sony gli si sono ritorti contro :

sbandierano al mondo la risoluzione 1080p e trac : problemi di compatibilità con i televisori

sbandierano al mondo il blue ray e trac : gli fa perdere tempo e soldi perchè il lettore br della play3 è difficile e costoso da produrre

questa volta ms è davvero avanti e bisogna riconoscergli di aver azzeccato tutti i passi, vedi anche il live marketplace: server bloccati il primo giorno per i troppi accessi!! (accessi tutti paganti tra l’altro!)

pensa che tanti in usa si comprano xbox360 più il lettore hd-dvd perchè di lettori hd-dvd se ne trovano pochi e costano almeno il doppio!

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30
Nov 06

Sling Media Company.

slinbox

Anche Sling Media entra nel business della distribuzione di contenuti digitali. L’esperimento già tentato con successo da TiVo ha evidentemente tolto ogni dubbio alle strategie della società americana specializzata nella produzione si set-top-box in grado di ritrasmettere il segnale video in modalità wirelless e di essere controllati remotamente anche via Internet. Di recente Sling Media è entrata a far parte del pool di aziende i cui servizi saranno inclusi nell’offerta mobile X-Series di 3. Con lo Sling box sarà possibile trasmettere contenuti in wireless direttamente sui cellulari dotati di connessione WiFi. Ma Sling vuole sfruttare evidentemente il vantaggio di essere già presente con i suoi box accanto alle TV di milioni di americani per entrare dentro il promettente business della vendita di contenuti. Un concorrente pericoloso per i contendenti di questa battaglia: XBOX, iTV e TiVo in prima linea.

Per assicurare un futuro alle proprie strategie Sling Media ha di recente assoldato Jason Hirschhorn (che prima era Chief Digital Officer at MTV Networks) and Benjamin White. La dichiarazione del CEO Blake Krikorian è stata molto chiara: Sling Media dovrà creare una “digital entertainment experiences for and beyond the Slingbox community”. Sling ha trovato in Liberty Media e EchoStar due partner finanziari importanti per il progetto, che hanno apportato complessivamente $60 milioni alla causa.

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30
Nov 06

Verizon: User Generated Content anche da Revver.

revver

E’ notizia di questi giorni dell’accordo tra Verizon Wireless (operatore mobile USA) e YouTube per la distribuzione periodica di una selezione di video YouTube a disposizione degli utenti mobili. E’ di ieri la notizia che Verizon non si è fermata a YouTube ma ha stretto un accordo anche con Revver, una delle principali piattaforme per la distribuzione video su web.

Sono interessanti i termini dell’accordo soprattutto per quanto riguarda gli utenti. Chi distribuisce video con Revver può decidere di aprire le proprie produzioni anche al mobile, “sottoscrivendo” esplicitamente una clausola online. Ogni settimana Revver selezionerà 10 video, scelti tra quelli che rispettano certi criteri di formato, durata e tema del contenuto. I video verranno resi disponibili per gli utenti Verizon che potranno vederli direttamente sui loro cellulari. Gli autori dei video distribuiti in mobilità avranno lo stesso trattamento che Revver riserva agli autori che pubblicano solo in modalità web/poddcasting: i ricavi pubblicitari che verranno a generarsi da spot in pre o post roll sui filmati verranno divisi 50/50 tra Revver ed il produttore.

Tanto semplice quanto interessante: dovremo pur cominciare a pagare questi produttori indipendenti perché aumentino la qualità delle loro produzioni. Ed il mercato mobile, che da più parti viene annunciato come la prossima grande “cash cow”, può essere un canale aggiuntivo veramente interessante.

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30
Nov 06

This Box was made for walking.

nokia mobiel study

Nokia ha presentato il 10 novembre scorso uno studio commissionato alla London School of Economics.

Secondo lo studio, l’attuale tendenza che vede gli utenti attivi nella produzione di contenuti, come dimostrato dalla crescita del fenomeno YouTube, sarà un fattore chiave per la mobile TV. Come effetto del crescente utilizzo da parte dei consumatori dei loro cellulari come strumenti per creare contenuti video, emergerà l’esigenza di nuove piattaforme per distribuire questi contenuti. Il canale televisivo Statunitense Cuttent TV, è un buon esempio di questo futuro con il suo 30% di programmazione rappresentata da contenuti auto generati dagli utenti.

Attraverso la mobile TV, i pubblicitari saranno in grado di veicolare i propri messaggi sulla base di livelli di targetizzazione impensabili con la TV tradizionale e con un ritorno anche superiore a quelli veicolati tramite Internet. Lo studio evidenzia inoltre che i pubblicitari stanno attualmente sperimentando spot della lunghezza di 5″-7″ per meglio integrarli nella “snacking culture” della visione della mobile TV.
[via]

Lo studio rappresenta una eccellente sintesi delle tendenze attuali nel mondo della mobile TV e vale la pena di essere lette integralmente, anche perché è molto corto e ben sintetizzato.

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29
Nov 06

BitTorrent & Wall-Mart vendono Film & Serie TV.

200611291322

BitTorren il più diffuso software P2P al mondo, cerca di cambiare pelle. Almeno nella sua versione commerciale. Il popolare client P2P infatti rimane gratuito, aperto e preda di qualsiasi utilizzo. Mentre il portale bittorrent.com dopo aver ricevuto un finanziamenti di circa $25 mlioni di dollari, cambia marcia e annuncia la distribuzione legale di film e serie TV. Gli accordi presi coninvolgono i seguenti nomi: 20th Century Fox, Paramount Pictures, Kadokawa Pictures USA, Lions Gate Entertainment, Starz Media, MTV Networks, Warner Bros.

bittorrent prices

La formula scelta in questo caso è quella dell’abbonamento. Pagando una fee su base annua si possono scaricare tutti i film che si desiderano. Per il download è necessario naturalmente il client BitTorrent, mentre per la visione dei contenuti si deve avere installato Windows Media Player, poiché i contenuti sono protetti con il DRM Microsoft.

200611291339 Altra notizia riguarda la catena di supermercati americana Wal-Mart che per cercare di salvarsi dal crollo delle vendite di CD e DVD ha annunciato che dal prossimo anno avvierà un servizio di Audio/Movie download dal suo sito. Attualmente il servizio è in beta accessibile solo ad un pubblico USA. Wal-mart taglia fuori dalla sua offerta l’iPod proponendo contenuti che “suonano” solo sulla tecnologia Microsoft Play4Sure: quindi sui PC con XP e Vista. Anche lo Zune per il momento rimane tagliato fuori. L’unica vera novità dell’offerta Wal-mart è l’opzione combinata con l’acquisto di un bene fisico: pagando un addizionale di $1.97 sul prezzo di un DVD si ottiene il diritto di scaricare la versione digitale del film per dispositivi mobili, con $2.97 si ottiene l’accesso ad una copia digitale ad alta qualità per il PC, mentre con $3.97 in più si hanno tutte le opzioni.

Non c’è che dire un terreno di battaglia che comincia ad essere particolarmente affollato.

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29
Nov 06

4oD

4oD

Nascerà il prossimo 6 dicembre e si chiamerà 4oD ovvero Channel 4 on Demand. Il primo vero servizio on demand di un Broadcaster. Le dichiarazioni dell’executive Andy Duncan sono senza dubbio quelle di una persona “illuminata”:

“The launch of 4oD positions Channel 4 at the global cutting edge of the convergence of television and the web–this is the first time a major broadcaster has made all its commissioned content available on demand”

Channel 4 ha messo in piedi il primo vero servizio on-demand dove gli utenti potranno scaricare i contenuti per vederli non solo quando ma, finalmente, anche dove vorranno. Un bel passo in avanti proprio nella direzione giusta. Il servizio 4oD sembra infatti particolarmente vicino alle logiche del Podcasting, che sarà a nostro giudizio la vera rivoluzione: il punto di contatto tra il web e la TV. Che si stia andando verso una fruizione “non lineare” dei contenuti TV è una convinzione che sta prendendo piede anche nell’industria televisiva. Proprio Andy Duncan durante il lancio di 4oD ha affermato che a suo giudizione nei prossimi cinque anni oltre la metà dei contenuti TV verranno fruiti in modalità “time shifted” e ha continuato:

“This demonstrates our absolute conviction about the need to make our distinctive, high-quality content available to our audience wherever, whenever and on whatever device they want to watch it.”

Channel 4 con questo nuovo servizio spera di uscire dai confini distributivi legati alla scarsa distribuzione della sua rete in UK, allargando la sua audience a tutto il pubblico mondiale di lingua Inglese. D’altra parte Channel 4 se lo può permettere, producendo prevalentemente in casa i suoi contenuti e non avendo quindi grandi problemi di diritti. Per incrementare il palinsesto è stata già prevista la digitalizzazione di tutte le produzioni degli ultimi 24 anni. La scommessa per i network televisivi si gioca proprio su questi due elementi: produzione propria di contenuti di qualità ed apertura alla distribuzione su web in modalità Podcasting.

Channel 4 da piccola emittente “locale”, potrebbe trasformarsi a breve in uno dei primi e più grandi casi di successo di Net TV a livello planetario. I prezzi del servizio saranno nella media:

per i programmi TV si pagherà 99 pence per “l’affitto“, ovvero una visione per un massimo di 2 giorni, oppure £1.99 per l’acquisto. I film costeranno £1.99 per ogni singola visione. E’ prevista in seguito anche una formula “ad abbonamento” particolarmente interessante: si potranno pagare solo £3.99 al mese per vedere tutti i programmi (in affitto), £4.99 al mese per i film, oppure £5.99 per entrambe i pacchetti. Il DRM a protezione dei contenuti sarà il solito Microsoft, ormai gettonatissimo.

Dulcis in fundo Channel 4 sta ragionando su una formula “only advertising” dove gli utenti che vorranno accedere ai contenuti senza pagare dovranno a quel punto accettare della pubblicità dentro i video scaricati.

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28
Nov 06

Net TV Advertising Spending.

 Images Chart Gifs 078001-079000 078123

Lo studio ICM per BBC ha dimostrato come il target degli utenti che stanno progressivamente passando all’uso della Net TV sia esattamente quello più interessante per gli investitori pubblicitari televisivi (16-40 anni). Un nuovo studio della eMarketer conferma i dati della ICM ed in più propone una previsione di crescita degli investimenti pubblicitari per la Net TV. Il ragionamento è molto semplice: se la fascia di pubblico più interessante si sposterà dalla TV tradizionale alla Net TV ecco che gli investitori pubblicitari faranno altrettanto.

Visto il valore complessivo della pubblicità TV solo negli USA (oltre $60 billion), si può comprendere come forse l’acquisto di YouTube da parte di Google non sia stato poi tanto sprovveduto.

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28
Nov 06

IPTV: BT Vision.

bt vision

Lunedì 4 dicembre 2006 verrà lanciato il tanto atteso servizio IPTV di British Telecom. Tanto per cambiare una IPTV che viene da un telecom operator. Gli utenti che vorranno accedere al servizio dovranno acquistare per £139 uno “speciale” set-top-box che verrà connesso alla linea broadband di BT. Il box fungerà da hotspot WiFi per la connettività domestica e sarà dotato di hard disk per consentire registrazione locale dei programmi. Non ci sarà invece un abbonamento specifico i servizi IPTV: gli utenti pagheranno solo i contenuti proposti per l’appunto in formula PayPerView. Tutto il resto è compreso nell’abbonamento a BT.

Nonostante gli annunci però BT Vision, questo il nome del servizio, partirà senza il servizio “catch-up” dei contenuti della BBC. Un segnale veramente molto forte da parte della BBC che evidentemente ha voluto per il momento tenere per se questa opzione non “regalandola” ad un’altra telco (il servizio è già disponibile su NTL e HomeChoice). L’unico broadcaster che in UK offre il servizio di “catch-up” TV è Channel 4.

L’offerta di BT Vision prevederà l’accesso a tutti i canali Freeview, senza costi extra, più l’accesso ad una library (ancora non specificata) di Film, contenuti per Bambini, Sport e Serie TV. 20 saranno i canali per l’ascolto della musica digitale.

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28
Nov 06

NetTV Democracy (Intevista)

democracy testata

La Net TV ha bisogno di progetti concreti per diventare una realtà e diffondersi. Progetti che abbiamo come missione quella di facilitare l’accesso ai contenuti video per gli utenti della rete così come di rendere semplice il compito di chi voglia pubblicare contenuti e farli conoscere. E’ importante che questa rivoluzione cresca dalla base, fuori dai circuiti mainstream, per dare a questo movimento delle solide radici fondate sulla cooperazione e la diffusione gratuita delle idee. Progetti commerciali come iTunes e Windows Live, o servizi IPTV come quelli di Tiscali, Fastweb o Telecom sono fondamentali per trascinare -nel bene o nel male- l’industria dell’intrattenimento all’interno dei nuovi scenari digitali. Ma la Net TV è fatta dalla gente nel senso più ampio del termine. E’ la gente che cerca, aggrega e filtra. Ma è la stessa gente che crea, pubblica e condivide. La Net TV è contemporaneamente globale e fortemente personale, ad alta definizione e mobile, “di flusso” e on-demand. E’ la democratizzazione dei mezzi di produzione e distribuzione che stanno rendendo possibile tutto questo. Per confrontare le nostre idee sullo sviluppo della Net TV abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Nicholas Reville della Participatory Culture Foundation, creatore del Democracy Player, il più interessante player non mainstream per la Net TV oggi sulla rete.

Democracy è gratuito, voi siete una organizzazione
no profit. Qual’è il vostro “business model”?
Per il momento, siamo finanziati da donazioni fatte da singoli individui o da fondazioni. Queste organizzazioni ci supportano perché credono nella nostra missione. Alla fine vorremmo muoverci verso un modello simile a quello della Mozilla Foundation. Mozilla ha saputo trovare delle partnership in grado di supportare i propri utenti e al contempo di generare revenue per la fondazione. Al di la di tutto, la nostra missione e i nostri utenti vengono prima di ogni altra cosa.

Avete in programma di integrare il vostro software all’interno di qualche box per consentire alla gente di vedere i contenuti TV direttamente sul televisore?
Questo è senza dubbio qualcosa che stiamo considerando, ma al momento non abbiamo nessun piano.

Qual’è il tipico scenario d’uso che prevedete per il vostro software, in altre parole dove e come gli utenti interagiranno con questo nuovo tipo di TV?
Per il momento, ci aspettiamo che la gente incorporerà la Net TV all’interno della vita di tutti i giorni. Un modo di vedere la questione è considerare che solo poche persone hanno televisori ad Alta Definizione, ma ogni persona con un computer è seduta di fronte ad un display ad Alta Definizione. Si può creare una grandiosa “esperienza di visione” su un computer.

Come sta andando Democracy con contenuti in lingue differenti da quella inglese?
Ci sono sempre più canali dentro la nostra Guida ai Canali che non sono in lingua inglese. Ci aspettiamo che continuino a crescere rapidamente. L’applicazione di per se stessa è già tradotta in più di 30 lingue e siamo in procinto di rendere multi lingua anche il nostro sito web. Speriamo di essere una vera piattaforma globale.

La vostra “Guida ai Programmi” è fantastica! Un disegno pulito, facile da capire, ricca di contenuti interessanti. Come fate a mantenere la guida aggiornata?
La guida è aperta a chiunque voglia inserire un nuovo canale. Abbiamo un team di volontari che verificano ogni canale inserito per essere certi che funzioni al meglio. Quando un canale viene approvato appare nella sezione “Nuovi Canali”. Abbiamo grandi piani per rendere la Guida ai Canali ancora più interessante ed interattiva.

democracy

Pensate che gli utenti vorrebbero avere dei sistemi più sofisticati per personalizzare i loro “Canali Podcast”? La vostra dinamica basata su Playlist è molto buona, ma cosa pensate ad esempio delle “Smart Playlist”? Gli utenti le usano veramente?
Abbiamo recentemente aggiunto i “Search Channels” che cercano tra i canali contenuti rispondenti ad una specifica keyword e creano quindi dinamicamente un canale basato sui risultati.

Cosa ne pensate dei “suggerimenti” o reccomendations? Pensate possa essere possibile tracciare i comportamenti degli utenti per capire e prevedere i loro gusti? Così da trasformare gli statici canali personali in dinamici “canali personali basati sugli Interessi del momento”?
Quando rilasceremo la nuova Guida ai Canali offriremo molte nuove sofisticate opzioni per votare i canali, ricevere suggerimenti, e condividere ciò che si sta vedendo. Pensiamo che questo potrà aiutare gli utenti a trovare esattamente ciò che gli interessa.

All’interno del progetto Democracy viene prodotto anche il “Broadcast Manager” un servizio gratuito che chiunque può installare su di un proprio server per creare un video portale. E’ un software realizzato veramente molto bene. Perché lo avete realizzato? Non esistono già dei prodotti del genere come alcuni plug-in di WordPress o i servizi di Feedburner?
Abbiamo avuto la sensazione che un plug-in di WordPress non sia in grado di poter fare tutto ciò che la nostra Brodcast Machine fà. Ciononostante per alcuni tipi di canali, come i Video Blog, i plug-in di WordPress hanno molto senso.

Cosa ne pensate del Video Podcasting? Il futuro della distribuzione video sarà basato su questo protocollo? In questi giorni possiamo vedere i Podcast Video su molti differenti device come il PC, l’iPod, la PSP e nel prossimo futuro vedremo il fiorire di device che permetteranno ogni PC di trasmettere in wireless i Video Podcast direttamente sul televisore.
Stiamo tenendo d’occhio i device portatili. In questo momento la nostra sensazione è che veramente poca gente stia vedendo del video sui device portatili, ma ci aspettiamo che questi numeri cresceranno significativamente nei prossimi anni.

Un grande business per i Video Podcasting sarà l’advertising. E’ uno dei benefici più promettenti per YouTube nell’essere entrata a far parte della famiglia di Google AdSense. Ma questo tipo di business non sembra incastrarsi con il Podcasting, dove gli utenti scaricano e conservano localmente i contenuti video così che, teoricamente, è molto difficile cambiare l’advertising ogni qualvolta un utente guarda un video. Cosa ne pensate? Il vostro meccanismo che fa “morire” periodicamente i contenuti sembra fatto apposta.
Ci sono alcune modalità per connettere dinamicamente l’advertising a specifici contenuti. Reever ha un sistema del genere. Stiamo anche verificando l’avertising posizionato all’interno degli RSS come il tipo di servizio offerto da Feedburner.

Un’altra opportunità di business per i Video Podcast sono i contenuti premium protetti da qualche DRM. Cosa ne pensate? Il Podcasting può essere una vera piattaforma per questa tipologia di contenuti o rimarremo ad usare iTunes o Windows Media?
Siamo estremamente scettici sui DRM. Tendono a rovinare l’esperienza degli utenti senza aiutare i creatori del contenuto.

Potete darci qualche numero?
Lo scorso mese il Player è stato downloadato oltre 120.000 volte. Abbiamo sperimentanto una crescita drammatica negli ultimi tre mesi. Attualmente abbiamo oltre 800 canali nella Guida ai Programmi.

Non c’è che dire, viva la Democrazia!

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27
Nov 06

Chiudiamo tutto.

google logo

Avrete sicuramente letto la notizia del video del bambino down picchiato da un gruppo di coetanei. Forse avrete visto anche il video. E della reazione della giustizia italiana che ha indagato Google Italia, minacciando il blocco dei server. Sapete che Google Video, come anche YouTube e tanti altri, è un servizio web dove chiunque può inviare i propri video. Basta avere un PC e una connessione Internet per diffondere in tutto il mondo ciò che si è “girato”. Oggi d’altra parte tutti i telefonini moderni hanno una video camera, con cui è veramente facile riprendere in qualsiasi momento quello che ci sta accadendo. E poi un PC, Internet e boom! siamo in “onda” in tutto il mondo. E Google Video che fa? Accetta praticamente tutto. Filtra fuori solo i contenuti osceni, dai nudi alla pedofilia. Per il resto: tutto è dentro, perché non si possono guardare tutti i video inviati. Sono troppi. C’è troppa gente che gira video con i telefonini e li pubblica. E poi come si fà a decidere cosa pubblicare e cosa no. Google non è un giornale o un telegiornale. Google Video è un servizio libero, aperto, gratuito. Non ha un editore, un controllore, un censore.

E allora è giusto: chiudiamo Google Video! Impediamo che certe scene circolino libere per la rete, preda di chiunque voglia vederle. Però a ben pensarci chiudere solo Google Video non basta. Ci sono tanti servizi simili. E poi comunque la rete è troppo grande ed è troppo facile condividere informazioni (pensate ai blog!!). Allora facciamo così: chiudiamo anche la Rete! Non pensiamoci più e risolviamo finalmente questo gravoso problema. Certo è che però rimarrebbero sempre questi maledetti cellulari. Messaggi segreti via SMS, canzoni e foto scambiate direttamente da un telefono all’altro. E poi sempre quelle maledette video camere incorporate. Si, dovremmo andare fino in fondo: chiudiamo i Cellulari! Indaghiamo NOKIA, MOTOROLA, SONY, … blocchiamo le loro produzioni. Non possiamo tollerare più tutto questo. Attenzione però: non dimentichiamoci che “i giovani” possono sempre infilarsi nel tunnel dei video giochi violenti. Orrore e raccapriccio. Anzi, visto che ci siamo, grazie PANORAMA per aver dedicato una intera storia di copertina due settimane fa al gioco “dove si deve seppellire una bambina viva”. E già, dobbiamo andare fino in fondo: chiudiamo i Videogiochi! Sequestriamo le consolle, bruciamo i game boy.

E se qualcuno si azzardasse a guardare la TV che facciamo? Vogliamo rischiare che “i giovani” vedano MTV o qualche altro canale alternativo? Direi di no: chiudiamo la TV! Sequestriamo i broadcaster. Mi direte: qualcuno, molto pochi, potrebbe ancora voler leggere un libro. Quei contenitori trasportabili di storie perverse ed oscene, che mettono in testa strane idee: chiudiamo i Libri! A già! i film! C’eravamo dimenticati dei film: pornografia autorizzata, istigazione a delinquere, violenza e sesso. Non c’è dubbio: chiudiamo i Film! Radiamo al suolo Hollywood e “Cinecittà“. E per finire in bellezza: chiudiamo le Radio! Non le vogliamo più sentire tutte quelle canzonette oscene, tutti qui commenti di comici ed opinionisti. Basta!

Ma si basta! chiudiamo veramente tutto.

Spegniamo il mondo, con le sue sovrastrutture ed i suoi eccessi e lasciamo finalmente i genitori davanti ai loro figli. Facciamoli guardare gli uni negli occhi degli altri, creiamogli il silenzio ed aspettiamo. Osserviamo i genitori cosa faranno quando soli, senza più scuse e finti perbenismi, dovranno spiegare il senso di tutto questo. Quando dovranno riempire le giornate dei loro figli senza più rincoglionirli davanti alla playstation o ipnotizzarli davanti alla TV.

Chiudiamo tutto ed aspettiamo, in silenzio.

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27
Nov 06

I Numeri della Net TV.

bbc image L’istituto ICM ha intervistato 2,070 persone per conto della BBC.

Come si evince dal grafico sulla distribuzione degli “appassionati” al web video per fascia d’età, la Net TV sta prendendo piede soprattutto in un pubblico composto da persone dai 16 ai 40 anni.

Un target (o un insieme di target) particolarmente interessanti per i pubblicitari.

BBC GraphAll’interno di questo campione solo 1% non ha saputo il significato di web video a testimonianza di quanto popolare sia diventato il fenomeno.

Il 9% è la fetta invece degli appassionati, quelli che vedono video su web almeno una volta a settimana.

Il 13% vede video su web occasionalmente, mentre il 10% non lo fa ma ha in programma di farlo nei prossimi mesi.

Un buon 67% non usa video su web.

Da questi numeri, che sembrano addirittura più favorevoli delle migliori previsioni, già oggi circa il 10% del target guarda Net TV con una certa regolarità, con la previsione di raddoppiare questa percentuale nel corso del 2007. C’è da dire che la misura di “almeno 1 volta a settimana” è troppo larga per poter definire il 10% come “spettatori”.

BBC Graph 3 Il terzo grafico ci mostra forse i dati più interessanti. Le percentuali sono ristrette al solo cluster che guarda la Net TV almeno 1 volta a settimana: quindi al 9% del campione totale. Tra questi il 20% dichiara di guardare meno TV tradizionale perché guarda più Net TV, a cui va aggiunto il 23% che dice di guardarne un po meno “per colpa della Net TV”. Mentre il 56% del cluster dichiara di guardare lo stesso numero di ore TV, o addirittura di più.

In sostanza circa il 40% del cluster (10% del totale) sta rubando ore alla televisione tradizionale favorendo la Net TV. Questi dati, che naturalmente ridimensionano l’impatto complessivo del fenomeno, fanno però parte a mio giudizio di un trend destinato a crescere molto più rapidamente di quello del consumo complessivo di Net TV. A dire: il miglioramento della qualità dei “programmi” Net TV, la commercializzazione di apparecchi che consetiranno di vedere la Net TV sul televisore di casa, faranno si che chi guarda Net TV cominci a farlo sempre più in via esclusiva.

via

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26
Nov 06

Sky Anytime.

BSkyB ha rinominato il suor servizio SKY Broadband video download nel più efficace e moderno SKY Anytime. L’offerta rimane più o meno la stessa: 400 film, 5 serie TV ed alcuni eventi sportivi di calcio, rugby, cricket, etc.

Il servizio è esclusivo per gli abbonati SKY e permette di avere un accesso ad una library online di contenuti fruibili via PC. Da qui il brand Anytime, a significare che in ogni momento si può scaricare i contenuti che si desiderano per vederli quando si vuole. Fin qui nulla di nuovo rispetto all’offerta precedente. E’ possibile cercare i contenuti o “sfogliare” il catalogo per vari raggruppamenti (genere, ratings, new,…). E’ presente una sezione My Recommendation dove l’utente può ricevere delle segnalazioni sulla programmazione basate sulle sue preferenze. La tecnologia di distribuzione dei files è P2P fornita da Kontiki. I Files sono “Virus Checked” e “Firmati” e vengono distribuiti attraverso una “Rete Chiusa”. Viene usata la tecnologia “Geo-IP” per limitare l’accesso ai soli utenti Inglesi. Il DRM è Windows Media DRM di Microsoft. I file possono essere visti entro 30 giorni dal loro download.

Più interessanti sono alcuni nuovi dati emersi ed aclune dichiarazioni che riporto di seguito che, guarda caso, riguardano ancora LOST, la pirateria, il P2P

Episodes of the third series of Lost are available for download after broadcast, priced at £2.50 each, allowing unlimited viewing on the same computer.

Sky acquired Lost after outbidding Channel 4 and other broadcasters in the United Kingdom with an offer of nearly £1m an episode. The programme was seen by up to 1.5 million viewers on Sky One, around half of the audience the second series received on Channel 4.

From next year, in a move supported by the major American studios, Sky will air episodes of its top acquisitions within days of their first broadcast in the United States, to counter the problem of people downloading illicit copies from the internet.

The Sky Anytime service will offer a legitmate alternative for those that may have missed a programme, although it is only available to Sky subscribers.

Sky Anytime will also provide a new Sky Box Office service of over thirty premium movies at any time. These will be available at £3.95 each to download. Users will be able to keep them on their computer for up to seven days with unlimited plays for 48 hours after the first viewing.

“We already know our customers have a significant appetite for movies and sport via broadband, with more than a million downloads since the service launched in January this year,” said Griffin Parry, Sky’s director of broadband and mobile. “Sky Anytime is core to our plan to deliver entertainment on demand across platforms, making it easier for Sky TV customers to enjoy whatever they want, wherever they want.”

SKY ha imboccato una strada interessante: distribuzione on-demand in broadband usando il protocollo P2P. Guerra alla pirateria basata sui tempi di messa on-line del materiale e sui costi d’acquisto. Peccato solo per la rete chiusa. Ma d’altra parte credo che questa offerta soffra dell’essere nata con troppo anticipo, in una comunque recente epoca, dove si credeva (o si voleva far credere) che l’unica via per garantire un servizio di qualità fosse la rete chiusa. Aprire la distribuzione ad Internet ed adottare la dinamica del Podcasting come preferenziale per la distribuzione dei contenuti seriali potrebbero essere due mosse per allargare l’audience ed abbassare i costi. Due fattori che potrebbe consentire di abbassare ulteriormente i prezzi per gli utenti finali, contribuendo con più forza quindi al contenimento della pirateria.

(per gli abbonati al podcast il video promozionale di SKY Broadband)

via

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25
Nov 06

LOST gratis su MySpace.

lost kate

Il fenomeno del download illegale delle serie video in P2P dilaga. Lanciare eventi di portata globale con anni di differenza tra una nazione ed un altra sta diventando sempre più anacronistico. In Italia ormai la maggior parte degli appassionati ha già visto la prima parte di LOST Season 3, scaricata da Internet sottotitolata in italiano solo con qualche “ora” di ritardo rispetto alla messa in onda sull ABC. Che senso ha essere ancora alla Stagione 2 qui in Italia? Parlo della PayPerView SKY perché la RAI lo trasmetterà forse quando negli States saremo alla quarta stagione.

Il senso non c’è. Perché non sono solo i “metadonici” che scaricano Serie TV prese dalla rete, ma comincia ad essere “la massa” dei giovani nella nuova era della distribuzione digitale dei contenuti d’intrattenimento. Che fare allora? Abbiamo già visto come la ABC negli USA ha messo a disposizione alcuni episodi della Season 3 in streaming sul suo sito. Di oggi la notizia che SKY ONE in UK ha reso disponibili gratuitamente due episodi di LOST Season 3 su MySpace. Solo per gli utenti UK, naturalmente. Ma anche qui il “geo filtering” si supera piuttosto agevolmente.

La risposta al dilagante fenomeno dei video sharing P2P sembra oramai essere chiara: offrire una alternativa legale, a bassissimo costo, di grande qualità. Per abituare la gente e spostare le abitudini la prima mossa è offrire tutto gratis. Ma chi tra i “metadonici” non pagherebbe 0.5 euro per vedere le puntate di LOST Season 3 in Italiano in contemporanea con il resto del mondo? Chi non si vuole limitare a “guardare” ma vuole continuare a “possedere” può continuare a frequentare iTunes per avere copia digitale personale delle puntate, un giorno dopo la messa in onda.

Il messaggio è chiaro e non ci stancheremo di ripeterlo: i fenomeni che emergono naturalmente vanno compresi e riportati nella legalità con valide alternative, non vanno combattuti. Oggi un prodotto di portata globale va lanciato in contemporanea in tutto il mondo, con varie formule distributive che consentano agli utenti di scegliere il rapporto qualità/prezzo più appropriato: dallo streaming a bassa risoluzione con interruzioni pubblicitarie proposto gratuitamente, all’acquisto della puntata in HD da far pagare “accordingly”.

(se siete riusciti ad arrivare fin quaggiù non rimanendo incantati solo dallo splendore di Evangeline Lilly guardate nel video che segue cosa faceva la nostra Kate prima di essere Kate)


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24
Nov 06

Xbox 360 Video Marketplace

xbox marketplace

Come già annunciato dal 22 novembre le funzionalità di Media Center del XBOX 360 si sono aperte al mondo online. E’ possibile acquistare e scaricare film e Serie TV direttamente sul XBOX pronte per essere viste in TV. Microsoft brucia tutti sui tempi proponendo un modello di Video On Demand integrato con la sua ultima console da gioco. Come abbiamo già detto è un modello chiuso che per il momento non prevede la possibilità di vedere altro se non i contenuti acquistabili dal Marketplace XBOX live. Nessun accesso ad esempio ai Podcast Video.

Microsoft punta a conquistare una fetta importante del mercato del “digital home entertainment” partendo dal cuore dei videogamers, che ormai si sa costituiscono una fetta di pubblico che va dai 12 ai 40 anni. A differenza del prossimo venturo iTV di Apple l’XBOX 360 offre ai suoi acquirenti l’indiscutibile vantaggio di essere anche console da gioco, di ultima generazione. Che Microsoft punti a scalare la montagna partendo dai gamers è chiaro anche dalla modalità con cui è stata proposta la politica di pricing per l’acquisto di film e Serie TV. Gli utenti pagano in punti, e non in dollari. Naturalmente è solo un fatto estetico perché la corrispondenza tra punti e denaro vero c’è, ma è un buon modo per far spendere soldi alla gente facendole “credere” di essere ancora in un mondo virtuale.

I TV shows costano 160 Microsoft Points ($2), quelli ad Alta Definizione costano invece 240 MS Points ($3). I film sono divisi in due categorie “Novità” e “Classici” dove i “Classici” costano 240 MS Points ($3) in standard def, 360 MS Points ($4.50) in HD. Le “Novità” costano 320 MS Points ($4) in standard, 480 MS Points ($6) in HD.

Ci sono 48 film e 50 Serie TV disponibili al lancio.
(da notare la presenza della Serie TV “Viva Pinata” tratta dal omonimo videogioco per XBOX 360, di cui abbiamo parlato nei mesi scorsi).

Per chi riesce a vederlo segue un Video (fatto da Joystiq.com ) dell’interfaccia d’accesso al marketplace sul XBOX 360. Ancora di seguito l’elenco completo dei film e delle Serie TV presenti al lancio.

I film disponibili al lancio:

  • V for Vendetta
  • Poseidon
  • ATL
  • Star Trek II: The Wrath of Khan
  • The Matrix
  • 9 1/2 Weeks
  • Akira Kurosawa’s Dreams
  • Analyze This
  • Art of War
  • Ask The Dust
  • Unforgiven
  • The Lake House
  • Failure to Launch
  • Ask the Dust
  • Chinatown
  • Congo
  • The Core
  • Galipoli
  • Patriot Games
  • Pootie Tang
  • Rat Race
  • Rosemary’s Baby
  • Star Trek VII: Generations
  • The Sum of All Fears
  • Timeline
  • We Were Soldiers
  • Zoolander

xbox schermata
Gli Show TV includono:

  • Star Trek: The Original Series
  • CSI
  • CSI:NY
  • CSI:Miami
  • Jericho
  • South Park
  • Aqua Teen Hunger Force
  • Frisky Dingo
  • Harvey Birdman
  • Moral Orel
  • Robot Chicken
  • Sealab 2021
  • Chappelle’s Show
  • Drawn Together
  • Mind of Mencia
  • Supernatural
  • Veronica Mars
  • NCIS
  • Avatar: The Last Airbender
  • Beavis and Butthead
  • Breaking Bonaduce
  • Carpocalypse
  • Late Night With Conan O’Brien
  • Viva Pinata
  • Family Guy
  • Day Break

Per quanto riguarda i contenuti in HD al lancio sono inclusi solamente:

  • CSI (95 episodi)
  • NCI (12 episodi)
  • Jericho (8 episodi)
  • Fights (4 episodi)
  • ATL
  • Clash of the Titans
  • The Perfect Storm
  • Poseidon
  • Unforgiven
  • V for Vendetta

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23
Nov 06

X-Series Italia.

x-series skype calls

Durante la trasmissione Web al 100% condotta da Luca Conti su Radio Alzo Zero lo scorso 22 novembre, Enrico Noseda, Country manager Italia di Skype, ha annunciato l’estensione anche al mercato italiano dell’offerta X-SERIES da parte di 3. Il servizio verrà lanciato in Italia nel primo trimestre del 2007 con qualche limitazione. Quali siano queste limitazioni non è dato sapere, il terrore è che siano i soliti “tetti” di traffico sforati i quali la convenienza dell’offerta sfuma magicamente. I dettagli dell’offerta comunque sono ancora in fase di definizione.

Positiva quindi la notizia, terrore per le limitazioni.

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