Mobile TV 2.0

ORB

In un contesto urbano deve la diffusione di trasmettitori WiFi è tale da garantire una copertura pressoché uniforme si potrebbe di fatto pensare di non usare più le reti di telefonia cellulare GSM o UMTS. Abbiamo già visto come esistono progetti che mirano ad incentivare l’uso condiviso delle connessioni WiFi proprio con l’obiettivo di creare una mashed network dove con il contributo di tutti, tutti possano beneficiare del fatto di poter essere sempre connessi in qualsiasi parte della città. La filosofia è quella imperante nel mondo digitale dove Open è meglio e con la collaborazione e lo sharing si riescono a raggiungere risultati altrimenti impossibili. Se una mashed network dovesse quindi formarsi, ed è quello che sta avvenendo nelle principali capitali mondiali, potremmo cominciare a buttare i nostri vecchi cellulari a favore di nuovi dispositivi WiFi sui quali installare, ad esempio, un client Skype con cui fare telefonate e videochiamate usando la rete internet così come oggi facciamo a casa dal nostro PC. Ma non solo, perché con un dispositivo collegato ad internet anche in mobilità le vie del possibile sono veramente infinite. Non solo telefonate ma anche download di MP3, suonerie, wallpapers. E ancora giochi, news e chat. Fino ad arrivare alla neonata e ancora poco amata Mobile TV che ha nel DVB-H la sua incarnazione nostrana. Si perché anche il nuovo carissimo business del DVB-H potrebbe avere un alter ego più agile ed economico in un contesto WiFi.

Un esempio concreto e particolarmente interessante di come potrebbe configurarsi uno scenario di Mobile TV via WiFi ci è dato dalla soluzione MyCasting messa a punto da Orb, grazie alla quale gli utenti possono trasmettere tutta la propria library di contenuti su qualsiasi dispositivo Moblie dotato di una connessione WiFi e di un Browser.

Orb Server

Gli incastri del meccanismo sono piuttosto semplici. Per prima cosa si è necessario scaricare online un software da installare sul proprio PC chiamato Media Service. Una volta che il Media Service è installato si potrà decidere quali contenuti rendere disponibili per un accesso “remoto”. I contenuti che Media Service gestisce sono di quattro tipi: file audio, foto, video e Live TV streaming. Nello specifico i file Video possono essere sia video personali che video scaricati dalla rete. E’ naturalmente possibile condividere intere directory: quindi se ad esempio nel nostro PC abbiamo deciso di scaricare tutti i Podcast Video in un unico folder possiamo dire a Media Service di condividere automaticamente qualsiasi contenuto in esso presente. Quindi ogni qualvolta un contenuto video viene scaricato sul nostro PC sarà immediatamente disponibile per una fruizione remota. Ma c’è di più: se il PC sul quale abbiamo installato Media Service è equipaggiato anche di una scheda con sintonizzatore TV (anche DVB-T) potremo configurare il software perché trasmetta in streaming anche il flusso video preso in diretta. Dal dispositivo remoto con cui vedremo il flusso video potremo comandare anche lo zapping. Media Service non farà altro che sintonizzare la scheda TV del PC sul canale richiesto e trasmettere quindi in diretta il nuovo stream.

Passo successivo è l’iscrizione sul server online di Orb per la creazione di un account personale, semplicemente username e password. Questo passaggio è fondamentale per proteggere l’accesso ai nostri contenuti. Per accedere infatti a ciò che il nostro PC sta trasmettendo grazie a Media Service è sempre necessario effettuare una login di autorizzazione. Quindi se non vogliamo che nessun altro oltre noi veda ciò che trasmettiamo basterò non dare la nostra login a nessuno.

Terminata anche questa fase si può finalmente passare alla ricezione dei nostri contenuti su un qualsiasi dispositivo mobile dotato di queste caratteristiche: un collegamento ad internet, un browser e, se vogliamo vedere anche i video, un player (RealPlayer o Windows Media Player). Che sono in pratica caratteristiche presenti in quasi qualsiasi PC portalite, Palmare e telefono cellulare di ultima generazione. Provando ad usare ad esempio un telefono cellulare si dovrà semplicemente aprire il Browser Internet e digitare l’indirizzo del server Orb. Il telefono aprirà in automatico un collegamento Internet e si collegherà all’indirizzo richiesto. A questo punto sarà necessario digitare con la tastiera del telefono la propria login per autorizzare l’accesso ai contenuti.

Passata l’autorizzazione il Server Orb chiederà al Media Service installato sul nostro PC il menu dei contenuti disponibili. Il nostro PC invierà il menu in formato HTML così che possa essere visualizzato sul browser del telefonino per permetterci di scegliere cosa vedere. Se, ad esempio, decidiamo di vedere un video della nostra collezione basterà selezionarlo con il tastierino numerico ed immediatamente il nostro PC comincerà lo stream che il telefonino visualizzerà avviando il Player video in dotazione. Il Media Service ha la capacità di capire quale dispositivo ha richiesto i contenuti per adattare la trasmissione al formato ed alle dimensioni supportate. E’ da notare che l’intelligente disegno dell’architettura che Orb ha realizzato per il proprio servizio prevede che qualsiasi contenuto venga inviato via Internet direttamente dal PC dell’utente che li ha pubblicati. In questo modo non esiste una unica architettura centralizzata che deve sobbarcarsi il carico di trasmissione di tutti gli utenti collegati. Esistono invece tante trasmissioni locali realizzate direttamente dai PC e con la banda degli utenti coinvolti.

Questa soluzione ha permesso ad Orb di mantenere completamente gratuito l’utilizzo del servizio. Chiunque può scaricare il software ed usarlo senza pagare un euro. Almeno senza pagare ad Orb perché poi i costi di connessione ad Internet da un telefono cellulare sono ancora ben oltre il proibitivo. Allora ecco che il servizio Orb rientra negli interessi di chi vuole raggiungere gli utenti del mondo Mobile disintermendiandosi dalle telecom. Se i dispositivi mobili fossero dotati di WiFi e quest’ultimo fosse così diffuso da costituire di fatto una rete urbana, allora soluzioni come quella di Orb potrebbero costituire il modello ideale di funzionamento. I produttori di contenuti distribuirebbero e, in caso, venderebbero contenuti agli utenti solo via Internet. Sarebbero questi ultimi poi a “broadcastare” a se stessi i contenuti a cui sono interessati in mobilità. Un modello sostenibile e profondamente bello perché molto semplice.

Detto in altre parole il disegno futuribile ma concreto che è dietro a questo scenario vede l’utente al centro delle sue scelte. Il messaggio è: “Hai Internet a casa o in ufficio? Prendi un trasmettitore WiFi a $5 e condividi una parte della tua banda. In questo modo nelle nostre città si creerà una rete senza fili diffusa ovunque, che tutti potranno usare. A quel punto non ci sarà più bisogno di pagare il telefono di casa, il celluare o gli abbonamenti TV perché tutti questi servizi li potremmo avere semplicemente collegandoci a questa rete diffusa. Gli unici costi che avrai saranno con il tuo provider Internet (usa quello che costa meno va bene lo stesso) e per i contenuti a pagamento che vorrai acquistare.”

Una forma all-inclusive che sembra degna di un sogno delirante ma che a tutti gli effetti si sta già trasformando in realtà. La soluzione Orb è stata adottata da AMD per Live! ma ancora più emblematico è il caso di Nokia che da tempo ormai è particolarmente attiva in questo terreno. Non è un mistero che Nokia voglia entrare nel business del digital entertainment con i suoi telefonini e che per farlo debba trovare un modo per sciogliere il cordone che la lega alle telefoniche. E non è un caso quindi che le ultime generazioni di telefonini Nokia abbiamo una serie di caratteristiche fortemente mirate al raggiungimento di questi obiettivi. Innanzi tutto un Conditional Access per il DVB-H non compatibile con quello delle telefoniche. Quindi una dotazione con tutti i “confort” multimediali (musica, foto, video, giochi,…). Per arrivare agli ultimi modelli che sono dotati di connessione WiFi. Ma la ciliegina nella tattica Nokia di questi mesi è stata l’adozione negli USA del sistema Orb nel nuovo telefonino super tecnologico N80 Internet Edition anche lui dotato di WiFi.

N80

Ed il cerchio comincia a chiudersi. Se si leggono le dichiarazioni di Nokia e di Orb si capisce qual è la direzione che il mercato sta prendendo.

“The Nokia N80 Internet Edition was developed to make it easy for people on the go to interact with their favorite internet services and content,” said Nigel Rundstrom, vice president Nokia Multimedia, North America, “Working with Orb Networks clearly illustrates why Nokia calls Nseries devices multimedia computers. Using Orb MyCasting with the N80 Internet Edition delivers a complimentary range of experiences that our research* tells us consumers want access to; music, photos, video, email and Internet browsing, all in a single connected device.”

“What’s exciting about this announcement is that it is more than just a bundling partnership,” said Joe Costello, chairman and co-founder of Orb Networks. “Nokia offers a quality mobile web experience for users with the rich functionality being introduced in the N80 Internet Edition. When Orb unlocks that personal digital content on the home PC, the N80 becomes the one connected device to enjoy it all. The combination offers a new level of media freedom and control for the customer.”

Se questa logica dovesse prevalere allora i contenuti audio e video per il mondo mobile saranno esattamente gli stessi del mondo Internet. Non ci sarà più differenza. Ecco allora che avere a disposizione una library immensa di contenuti video digitali prodotti dagli utenti, un buon motore di ricerca ed una library di contenuti premium a pagamento comincia ad essere un business con una portata ben più ampia di quello che oggi si può immaginare. Considerando che a breve termine la maggioranza di dispositivi portatili saranno WiFi e abilitati al video. Oggi già lo sono la PSP, i telefonini Nokia, e lo Zune di Microsoft. Oltre che i PC Portatili ed i Palmari. Domani avremo l’iPod, tutti i telefoni Cellulari, le console da gioco, i set-top-box, etc, etc. Non ci dovrà essere lo sforzo da parte di chi trasmette per convertire la propria utenza al digitale. L’utenza, i clienti saranno già naturalmente dotati di un ricevitore in grado di sintonizzarsi sulle nuove “frequenze digitali”. L’importante sarà saper cogliere il senso di questa trasformazione non cercando di adattarci sopra l’esistente. A questo proposito Mitch Lazar, VP di Yahoo! in un suo intervento al MIPCOM 2006:

[…] In all – mobile TV supplements traditional TV rather than replacing it. The consensus is now that the most successful mobile TV is made specifically for mobile, or at the very least re-edited for mobile. Two to three minute clips is always the template and MTV’s production teams, for one, now commissions for TV, PC and mobile from the outset.

In Italia siamo lontani da una situazione di copertura e qualità del segnale WiFi anche lontanamente paragonabile a quella dei servizi cellulari, certo è che le compagnie telefoniche non devono vedere di buon occhio la crescente diffusione del WiFi e chi oggi è contemporaneamente fornitore di servizi Internet e di servizi Mobile deve vivere un periodo veramente schizzofrenico. Tempi migliori si preannunciano invece per i fornitori di contenuti. I contenuti generati dagli utenti potranno di fatto beneficiare di un estensione dell’audience potenziale: i video podcast, che di solito sono contenuti seriali di breve durata, potranno esser fruiti anche in mobilità aprendo quindi nuove grandi potenzialità di business.

Ma un vantaggio ancora maggiore lo potranno avere proprio gli attuali broadcaster che, se sapranno aggiornare le loro strategie, potranno raggiungere lo stesso pubblico della TV e del Mobile all’interno di una stessa distribuzione digitale. Con in più il vantaggio di non dover passare per le telefoniche per raggiungere i cellulari della gente. Ed anche se è vero che le telefoniche sono un buon cliente sia per l’advertising classico che per il content providing di contenuti Mobile è altrettanto vero che poter direttamente vendere pubblicità e contenuti per il pubblico Mobile rappresenta una opportunità ben superiore.

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15 thoughts on “Mobile TV 2.0

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