Google + YouTube + Apple (?)

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Google compra YouTube per $1.6 bilioni? La notizia sta rimbalzando freneticamente sui principali blog del settore e sembra avere qualche fondamento di verità. Sono settimane che il tormentone YouTube è al centro di tutte le discussioni degli addetti ai lavori. L’argomento più discusso è il problema del copyright che chi comprerà YouTube si porterà in dote. E’ certo ormai che l’idea di servizio alla YouTube è non solo di interesse collettivo ma anche potenzialmente molto profittevole. Contenuti di qualità quali quelli presentati nel contest musicale di questi giorni, o il “festival” dei corti Horror in programma per novembre sono solo le prime avvisaglie di quello che YouTube potrà diventare. Se si miscela il tutto con una quantità virtualmente infinita di contenuti prodotti dagli utenti si capisce come YouTube sia seriamente candidato ad entrare nell’elite dalla “lunghissima coda”. Il problema del copyright non è cosa da poco. Servizi parenti anche se molto molto diversi come Current TV hanno adottato una politica estrema, molto televisiva, per risolvere il problema: tutti i contenuti devono essere originali; tutti i partecipanti/attori (anche casuali) devono firmare una liberatoria; i contenuti vengono ceduti in esclusvia; le musiche vengono scelte da una library per la quale Current ha comprato i diritti a forfait. Insomma tutto è sotto controllo, quello che va “in onda” è a prova di sorpresa. Peccato che questo approccio così cauto tagli le gambe a molte produzioni spontanee, ma forse il gioco vale la candela. Meglio avere tanto invece di tantissimo, ma tutto a prova di futuri disastri legali.

Certo è che Google da questo punto di vista esperienza ne ha. La recente dichiarazione di David Eun, VP, Content Partnerships di Google letta sotto questa nuova luce acquisisce ancora più valore:

But today only a fraction of the world’s information is available online. Our aim to help organize the world’s information and make it universally accessible and useful means working with a lot of information – newspaper articles (many written over a century ago), books (of which there are millions), images, videos (including all of the new footage users are creating), websites, important financial information and much, much more.

Because we don’t own this content, over the years we’ve come up with three primary principles to ensure that we respect content owners and protect their rights:

  • we respect copyright;
  • we let owners choose whether we index their content in our products;
  • we try to bring benefit back to content owners by partnering with them.

Respecting copyright
There are many legal rights that help protect content. Among the most important is copyright. Content creators deserve to be rewarded for their creative work — and copyright law is fundamental to ensuring that as well as fostering future creativity. While protecting the rights of owners, those laws also encourage others to make use of content in limited ways. That’s why newspapers are allowed to include short quotations from in-copyright books in their reviews. That’s also why search engines can show snippets (small excerpts) of text in their results. Copyright owners benefit from these types of usage because they help to publicize their works.

E se i servizi Google Video e YouTube in caso il deal si chiuda non venissero unificati? Se l’idea fosse creare una unica piattaforma ma con due anime distinte per preservare la potenza della “lunga coda” dando al contempo un contesto separato a tutta la parte Premium? Non dimentichiamoci poi delle insistenti voci su una patnership tra Google e Apple per la piattaforma premium iTunes/iTV. Eric Schmidt è nel CDA di Apple da qualche mese e pur avendo recentemente dichiarato di non avere altro che interessi personali il fidanzamento tra i due colossi sembra ormai cosa fatta.

Quindi proviamo a fare una fanta previsione di scenario nel caso questo magico trio prenda ad avere una sola anima: Google Video rimane nella sua funzione primaria di directory di qualsiasi contenuto video, così come è l’approccio Google in generale. YouTube diventa un contesto dove i contenuti prodotti dagli utenti prendono qualità ed entrano nel meccanismo di business legato ad eventi e sponsorship. iTunes sarà la piattaforma premium dove i contenuti video, dai Podcast commerciali ai film di Hoolywood verranno venduti, pronti per essere visti direttamente sulla TV di casa grazie ad iTV. Un tris d’assi micidiale che punta al predominio in qualsiasi fascia del mercato video. Una santa alleanza che di certo spaventa anche gli attuali mostri sacri come MySpace ed MTV/Microsoft.

Sono o verità? Per il momento sono solo chiacchiere.
Ogni commento è benvenuto.

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