Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro. Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione. In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare. Tutto il resto è secondario. [SJ]
L’horror più che mai quest’anno sbarca sulla rete. Comcast ha lanciato oggi, just in time for Halloween, un on-demand horror channel chiamato FearNet. Un progetto co-finanziato da Sony e Lionsgate che debutta come canale video on demand gratuito per tutti gli utenti del cable operator USA Comcast sul sito FearNet.com. La piattaforma video di FearNet è quella di GUBA uno dei servizi on-line più interessanti per la sua formula mista di user generated content e di contenuti premium accessibili da un unico portale video. Gli utenti del sito FearNet.com potranno scegliere se affittare o comprare i film in formato digitale. I prezzi vanno dai $0.99 per l’affitto e dai $4.99 ai $9.99 per l’acquisto.
Su YouTube invece After Dark Films continua le selezioni per la “queen of scream” che sarà la reginetta del Horrorfest (8 film per cui morire) evento che si svolgere nel week-end 17-19 novembre negli USA e che porterà 8 film dell’horror in diversi cinema. I film, promettono i curatori dell’evento, saranno di produzioni indipendenti, inediti e così cruenti che nessun circuito ufficiale si sarebbe mai sognato di accogliere. Tutto in soli 3 giorni, con la possibilità di comprare un singolo biglietto o il carnet per la visione di tutti e 8 i film.
La lunga coda necessita dei filtri perché la gente possa spingere i propri gusti dalla testa alla coda, delle hit ai prodotti di nicchia. Di filtri ne esistono già tanti, più o meno funzionanti. Uno su tutti è Google, che permette di trovare contenuti sperduti all’interno della rete. Altri, forse più efficaci nella nuova era di content push, sono gli aggregatori di news, podcast audio & video. Rimane comunque e sempre il problema di una mole di contenuti di possibile interesse troppo alta. Un ottimo segno di salute del meccanismo di user gerated production. Una situazione “fastidiosa” per chi vorrebbe semplicemente vedere quel che vuole. Ecco allora il progetto News At Seven del InfoLab della Northwest Univesity. Un aggregatore di video news, che capendo i gusti del singolo spettatore riesce a distillare solo le news di suo interesse. Le news selezionate vengono processate in automatico da un “motore” software che riesce ad animare un conduttore virtuale in 3D. Il conduttore ci presenterà, cosi come siamo abituati, il nostro personale TG, con il montaggio del nostro distillato. Il progetto è ancora in fase preliminare, ma la direzione è quella giusta.
News At Seven is a system that automatically generates a virtual news show. Totally autonomous, it collects, parses, edits and organizes news stories and then passes the formatted content to an artificial anchor for presentation. Using the resources present on the web, the system goes beyond the straight text of the news stories to also retrieve relevant images and blogs with commentary on the topics to be presented.
Once it has assembled and edited its material, News At Seven presents it to the audience using a graphical game engine and text-to-speech (TTS) technology in a manner similar to the nightly news watched regularly by millions of Americans. The result is a cohesive, compelling performance that successfully combines techniques of modern news programming with features made by possible only by the fact that the system is, at its core, completely virtual.
In this, our first deployment of the system, the show produced is a three-minute daily news update, featuring national, international, and human-interest stories, with commentary from blogs on the national story. After the material has been assembled, the system is ready to present the news using preset scripts. The engine, and our extensions to it, allows us to present believable human-like newscasters as well as more imaginative scenes and sets that are only possible because the show is virtual. We also use techniques to make the generated vocal audio more interesting and believable.
Although News At Seven is a very young system, it is already able to create a compelling, cohesive, on-topic news update performance. As we continue to advance its capabilities in finding interesting stories and displaying them in interesting ways, we fully intend to offer a viable replacement to the typical televised news show, tailored to a user’s specific interests.
Si è aperta il 25 ottobre la due giorni romana di VON Italy 2006 conferenza dedicata al VoIP che ospitava al suo interno il BroadBand Business Forum. L’impressione è stata strana perché, se pur prevedibile, fortemente piacevole: è tornato ad esserci un movimento massiccio di idee e di persone intorno al mondo Internet. Le conferenze erano tutte piene ai limiti della capienza delle sale. Gli argomenti mediamente interessanti. Peccato per lo spazio espositivo che offriva rari spunti d’interesse.
La prima giornata si è aperta con due conferenze molto interessanti. La prima è stata tenuta da Jeff Pulver fondatore di PULVERMEDIA e grande esperto di tematiche di “Net TV”, come lui ama definire quella che giustamente è tempo oramai di non chiamare più IPTV. Jeff con una splendida camicia hawaiana color prugna ha raccontato come la rivoluzione del Web video viene vissuta nella su New York City. Al di là di quello che possiamo leggere ogni giorno dai Blog, avere una testimonianza diretta fa sempre molto effetto. La convinzione ormai che alla televisione stia spuntando una “lunga coda” e che cambieremo per sempre il modo di concepire la cara vecchia TV, è totale. Pulver ha raccontato come l’esperienza dello scegliere cosa si vede in maniera interattiva non sia nuova per gli utenti americani che già durante il primo Live Aid del 1985 hanno potuto provare il brivido della scelta: un mosaico di più video a schermo ed il telecomando per decidere cosa vedere. Il servizio era disponibile solo per gli utenti di alcune cable TV. Oggi, ricorda Pulver, questa esperienza la stanno vivendo all’ennesima potenza milioni di utenti della rete. Da non perdere le due guide di Jeff la “Guida alle TV disponibili solo su Internet“, un elenco immenso ed in continua crescita di quello che è il dilagante fenomeno della Net TV, e la “Guida Veloce alla Net TV“..
Veramente divertente è stato invece riprendere integralmente il keynote “The Video Revolution: The Next Generation of Television” di Dina Kaplan, Co-Fondatrice e COO di BLIP.TV una delle Net TV più promettenti di questo periodo. Divertente perché mentre la Kaplan parlava di User Generate Content e di Phone Video il suo stesso intervento stava liquefacendosi in poltiglia digitale pronta per YouTube. Al di là di tutto l’intervento è stato molto interessante. BLIP.TV è una realtà della Net TV e sentire dal loro COO ripetere con convinzione i comandamenti della rivoluzione Video Internet è stato particolarmente stimolante. Ecco in sintesi i punti della presentazione.
Distribuzione
Per anni i brodcaster hanno provato ad indovinare cosa piacesse al pubblico. Oggi che ci sono milioni di Personal TV fatte dalla gente, è la gente stessa che decide cosa va in onda e che cosa ha successo. La diffusione del broadband e dei servizi di video publising e sharing ha reso la pubblicazione e la distribuzione dei contenuti video sulla rete una operazione facile, veloce ed economicamente sostenibile.
Costi di Produzione
I costi di produzione dei contenuti video si sono abbassati al punto da diventare quasi inesistenti. Questo perché oggi chiunque con una qualsiasi telecamera ed un PC può diventare produttore. Naturalmente gli ingredienti a minor costo ma particolarmente preziosi e non cosi facili da reperire sono le idee. Ma chi ha un sogno, delle idee, e del talento oggi può ambire a diventare un produttore di contenuti Net TV di successo.
The Market Economy
Per la prima volta abbiamo un marketplace dell’intrattenimento dove i migliori contenuti possono emergere ed essere valorizzati.
Esempi di Net TV http://www.treehuggertv.com/
Una TV dedicata a tutto ciò che ha contemporaneamente un senso estetico ed una attenzione per l’ambiente. Disponibile anche in video podcast.
Alive in Baghdad
La TV che sta raccontando i veri aspetti della guerra in Iraq, vista dagli iraqueni. Tutto quello che i network non hanno mai trasmesso. Disponibile anche in video podcast.
Amanda Congdon
La conduttrice di Rocketboom tra i più seguiti video blog della rete, gradito particolarmente dalle donne. Tre minuti ogni giorno per parlare degli argomenti più disparati. Amanda, donna che miscela bellezza ed intelligenza ha lasciato lo show nel luglio scorso, si dice per seguire nuove fortunate strade sulle colline hollywoodiane.
Goodnight Burbank
Uno show comico con dei presentatori pazzi che danno notizie vere in maniera divertente. Una formula che sta avendo un successo strepitoso. Anche questo disponibile in video podcast.
Geek Entertainment TV
Una nuova emittente TV che segue gli accadimenti della nuova bolla Web 2.0, o almeno così dicono. Interviste e
reportage divertenti ma pungenti per seguire questa nuova ondata tecnologica. Video podcast incluso.
Galacticast
Un comedy show in onda ogni lunedi mattina con delle divertentissime gag che prendono in giro i classici dei generi sci-fi, fantasy, horror, comics, e video-games. Anche qui video podcast.
Il ruolo di blip.tv
Far si che i produttori si concentrino solo sulla loro creatività per produrre contenuti di qualità senza addentrarsi e, spesso, perdersi dentro problematiche di hosting, distribuzione e mantenimento della presenza online.
Advertising
Una delle forme più importanti di advertising attualmente presenti sul Blip.tv è la sponsorship. I principali TV show hanno tutti una copertura significativa di sponsor interessati a legare il loro brand a questi nuovi tipi di contenuti TV. Una nuova forma di Advertising che Blip.tv sta sperimentando con successo è quella legata ai Tags: sponsor interessati a coprire tutti i video che vengono “taggati” con determinate parole chiave, ritenute evidentemente significative per coprire gli interessi del loro brand. Un esempio è l’advertising che viene fatto sul tag “Basketball” che permette di coprire tutti i video che contengono contenuti legati al quel particolare sport che presumibilmente verranno selezionati in prevalenza da appassionati. Questa nuova forma di adv permette a chi investe di avere un targeting enormemente più accurato di quello fino ad oggi possibile con i media tradizionali.
Trend N.1 La fine dei siti accentratori
Nel modello classico di TV, che sposa la logica con cui sono stati concepiti i portali internet di prima generazione, esiste un solo destination site: il newtwork, il portale. Blip.tv offre una moltitudine di destination site, uno per ogni TV show presente. Questo principio porta ad un estensione dell’interazione che il pubblico può avere con i TV show d’interesse senza precedenti.
Trend N.2 Essere parte della fabbrica del web
Blip.tv diventa parte dell’infrastruttura del web. E’ un facilitatore che consente a chi vuole creare, pubblicare e condividere contenuti di qualità di poterlo fare usufruendo di una piattaforma già predisposta a questo scopo. Blip.tv in una concezione tipicamente Web 2.0 è un servizio per i content producer.
Trend N.3 Le persone diventano “Imperi” che lavorano per loro stessi
Con Blip.tv le produzioni video indipendenti e con esse i loro produttori possono trasformarsi rapidamente da piccoli fenomeni colti ed apprezzati solo dai cosiddetti “early adopters” a serie TV trasmesse e pubblicizzate su iTunes, fino ad arrivare ad essere trasmessi sui network televisivi “classici” come CNN e HBO.
Grandi applausi per questa presentazione che, pur non avendo rivelato nulla di nuovo, ha sintetizzato con rara efficacia una serie importante di punti chiave della rivoluzione “Net TV”. Che dire, eravamo andati al VON per avere qualche dato aggiornato sulla situazione del broaband e del WiFi e ci siamo trovati ancora una volta immersi in quella che ormai è senza ombra di dubbio the next big think.
(Per chi è interessato in Video Podcast è disponibile la versione integrale dell’intervento di Dina Kaplan di Blip.tv)
E’ arrivo un progetto che cambierà per sempre il modo di concepire la TV. Almeno questo è quanto sostengono i fondatori del Venice Project che per il momento si trova in fase beta, con possibilità d’accesso per un ristretto numero di utenti.
I fondatori del progetto sono quelli di SKYPE, e quello che promettono è di integrare nel loro sistema anche la TV. SKYPE oggi consente di chiamare e videochiamare overIP in tutto il mondo. Domani permetterà di vedere anche contenuti video, compresi quelli generati dagli utenti. Qual’è la novità? Non rischia di essere uno dei tanti progetti che sta provando ad entrare nell’eldorado della TV via Internet? Quello che sicuramente colpisce dalla primissime anticipazioni sul progetto, ancora segretissimo, è che il Venice Project userà la tecnologia P2P per distribuire e trasmettere videono online. Avremo probabilemente sia content on demand, stile podcast, ma siprattutto live streaming entrambi serviti da un estensione della tecnologia P2P di SKYPE. Un connubio veramente promettente i cui dettagli verranno rivelati i prossimi 16-17 novembre durante la “The Future of Television Forum” a NYC.
The Venice Project has been developed in stealth mode and is currently in a limited beta test. The team says it will redefine the way people think about television, but states that it is not a file-sharing application or a video download service.
The main backers of the project are Niklas Zennström and Janus Friis, who were both responsible for the Kazaa file-sharing system and the Skype peer-to-peer phone network.
Janus Friis has said that they are creating a streaming peer-to-peer platform for television. It is understood to be a video streaming layer built on top of the global index technology that provides the foundation for Skype.
The Venice Project is apparently codenamed after an independent film of that name set in Venice, Italy and Venice, California.
It appears, however, that the company behind The Venice Project is currently incorporated as ‘Baaima NV,’ a Netherlands Antilles limited company with a post office box at Curacao in the Caribbean, it has been suggested for legal reasons.
The published terms of service suggest that it will involve users uploading and tagging content. The platform will provide a targeted advertising-supported system, sharing revenue with programming providers.
Google recently invested $1.6 billion of its stock to acquire the video sharing site YouTube, with the presumed intention of establishing a similar business model. The difference with The Venice Project seems to be that it will be built on a peer-to-peer platform, which offers the potential for scalable low-cost distribution.