Dopo il convengo di NAPOLI del 14 e 15 Luglio, forti dubbi calano sul futuro del Digitale Terrestre in Italia. Si farà questo par esser certo. Ma non prima del 2012. D’altra parte i problemi aperti sono ancora troppi:
- La copertura, non è sufficiente. Chi acquista un STB DTT non ha la certezza di poter vedere neanche i magnifici 7.
- La RAI complessivamente non copre più del 50% del territorio.
- Proprio la RAI dovrebbe invece guidare la rivoluzione, ma per far questo chiede al governo direttive e soldi.
- Il governo le direttive le darà, blande per il momento. I soldi forse. Prepariamoci quindi ad un aumento del canone nel 2007.
- L’attrattiva in generale dell’offerta DTT, o TIVU’ come oggi vuol esser chiamata, è piuttosto bassa. Levato il calcio non c’è molto. Generalmente quindi il STB DTT è spento, per chi ce l’ha. Si accende magicamente il sabato o la domenica.
- Nuovi contenuti quindi sono necessari per rendere TIVU’ una piattaforma attraente per la gente. Mediaset attiverà a breve un canale ALL FICTION (Fox style) e poco più in là un canale ALL NEWS. Mossa corretta: canali tematici per prendere un pubblico specifico.
- Telecom annuncia di volerci stare: nuovi contenuti anche per La7, a partire da un più succulento canale ALL SPORT. E siamo a tre. Per il resto nulla.
- Le private arrancano ai confini del collasso, almeno apparente. Non ci sono i soldi per fare il Symulcast (trasmettere sia in Analogico che in Digitale durante il periodo di transizione). Non ci sono i soldi per nuovi contenuti.
Complessivamente il DTT in Italia non va male: oltre 4 milioni di STB venduti, più di 600.000 nell’ultimo mezzo anno. Forte il timore che non ci sia nuovo pubblico, se l’offerta non si amplia.
Nota, triste, a parte per l’interattività:
- Il governo ci crede ZERO. Vede Internet come piattaforma per i servizi. (D’altra parte se mandiamo al 2012 il tutto chissà di cosa staremo parlando).
- I Broadcaster ci credono poco. L’unica che ha realizzato prodotti d’eccellenza è Mediaset, con buona pace del nuovo Televideo RAI. I soldi che girano però son veramente pochi.
- Le locali, non sanno quasi neanche di cosa stiamo parlando.
- Lo scenario iternazionale se vogliamo è ancor peggiore: non si è ancora risolto il problema VIA LICENSING per cui Broadcaster e manifatturiere dovranno pagare salate licenze ad un pool di licenziatari. Questa, per dirla tutta, sembra per modalità e tempismo una manovra politica per affossare definitivamente l’MHP.
- Il DVB sta alacremente lavorando sull’IPTV dove l’interattività viene concepita in termini di cosiddette NSP application (Network Service Provider Application) ovvero applicazione basate su Browser Standard W3C.
- La SUN accusa il colpo, senza poter effettivamente far più di tanto.
L’MHP ha tutta l’aria di essere in pessime condizioni di salute! L’interattività di conseguenza. L’ennesima rivincita di Internet?
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