Passeggiando sulla 5th Ave si respira un’aria calda, soffocante. Le vampate di aria condizionata che escono da ogni negozio sono troppo fredde per essere piacevoli. L’asfalto di New York è torrido già ad inizio giugno. Ciononostante passeggiare sulla 5th porta sempre uno strano piacere. Tutti i grandi nomi sono qui ad esporre le loro costosissime merci. E qui sono i viaggiatori da tutto il mondo a tira fuori dollari su dollari. A noi europei in questo periodo ci va particolarmente bene, i prezzi US sono già di per loro depressi e con un cambio favorevole del 25% ci si può concedere qualche extra. Ma non siamo sulla 5th per nessun obiettivo modaiolo, siamo qui per vedere la nuova meraviglia annunciata: appena inaugurato, il nuovo Apple Store.
La prendiamo alla larga. Partiamo dalla 6th St., su per la Broadway. Union Square e finalmente la 5th Ave. Tutto a piedi naturalmente, l’unico vero modo per capire la città. E poi Manhattan è cosi facile. E allora avanti, dobbiamo arrivare in alto, sulla 50-qualche-cosa, vicino Central Park. Il caldo s’impadronisce di noi e allora ci fermiamo ad una delle mille Banes & Noble per surgelarci e prendere un paio di libri su AJAX. Usciamo, collasso termico. Si va avanti, a salire. Gap, Gucci, Ferragamo, Prada, Disney… ed eccolo li! Spunta un gigantesco cubo di cristallo incastonato tra 3 grattacieli. Central Park è a vista. L’aria improvvisamente si fa mite. La bellezza s’impadronisce delle nostre percezioni.
Una quindicina di foto al cubo, sessanta in posa *davanti* al cubo a sgomitare con giapponesi ed europei. E poi dritti, verso l’entrata. Senza troppi misteri l’ingresso del nuovo Apple Store sembra quello del Louvre. Qui non c’è un esoterica piramide dalle 666 lastre di cristallo. C’è un cubo, geometria altrettanto affascinante. E dentro il cubo si entra, e *sotto* il cubo è l’Apple Store. Spettacolo!
Si scende tramite un ascensore circolare (rotto già dopo 3 giorni!!) o da una scala di cristallo. Alzando gli occhi s’impongono alla vista gli enormi grattacieli. Dentro, il delirio. Centinaia di persone rumoreggianti che ordinatamente ammirano le opere d’arte esposte. Tutti i Mac sono li in bella mostra, anche i nuovissimi e deludenti Mac Book. Ma la scena è indubbiamente dominata dall’iPod, re incontrastato di tutta New York City. L’iPod è ovunque, in milioni di manifesti, ed in centinaia di migliaia di orecchie. E l’attenzione che Apple sta ponendo al suo gioiellino è evidente in ogni dove all’interno dello store. Come sempre chi vuole avere infos, configurare i nuovi acquisti o semplicemente chiedere un consiglio può registrarsi, tramite apposita Web App, per essere accolto nel Genius Bar dove una schiera di super techees sono li pronti a dispensare saggezza. Puff morbidosi ad altezza bimbo regalano ai più giovani una divertente seduta per giocare con svariati iMac messi loro a disposizione con giochi e quiz. Cuffie ed accessori fanno perdere la testa agli appassionati di musica. Chi vuole, poi, può registrarsi per assistere alle numerose Work Session che si svolgono ogni giorno dentro lo store per erudire il popolo alle meraviglie Apple.
Un vero gioiello non c’è che dire. Peccato per il nuovo Mac Book che, a parte lo schermo ed il processore, è stata una grande delusione. L’avremmo preso volentieri sulla 5th Ave a 700 euro in meno che in Italia, ma proprio non fa per noi. Poco male, ci resterà comunque il piacere di essere stati qui, in questa opera d’arte contemporanea per gli amanti della tecnologia.
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