«Vi presento il mio Pubblico»

La «rivoluzione degli spettatori», Tommaso Tessarolo ha già provato a farla una volta. Da general manager di Current Tv, l’emittente che nel 2008 promise di dare battaglia ai media mainstream puntando sull’indipendenza, sul giornalismo investigativo e, soprattutto, sui contributi degli utenti. «Ora anche tu puoi dire la tua», era il claim della campagna di lancio. Fu un successo di critica ma non di pubblico e nel 2011, Current Italia dovette interrompere le trasmissioni.

LA NUOVA AVVENTURA DI PUBBLICO. «Epilogo tragico», lo definisce oggi Tessarolo, evocando la valanga di polemiche politiche che accompagnarono la chiusura dell’emittente e preparandosi ad affrontare la sua nuova avventura editoriale: Pubblico, il quotidiano diretto daLuca Telese che sarà nelle edicole il prossimo settembre, di cui l’ex consulente strategico di Mediaset per il digitale sarà amministratore unico.
INVESTIMENTO INIZIALE: 650 MILA EURO. Investimento iniziale: 650 mila euro. Costo del quotidiano: 1,50. Telese, Tessarolo e l’avvocato bolognese Maurizio Feverati detengono il 51% delle azioni, il resto è distribuito tra gli altri soci, una decina in tutto, tra cui molti giornalisti.
L’idea è quella di fare un giornale «generazionale, post-ideologico e multicanale», spiega Tessarolo a Lettera43.it. «Da Current mutueremo innanzitutto lo spirito partecipativo. Pubblicosignifica proprio questo: il coinvolgimento totale dei nostri lettori su più media, contemporaneamente».
LA QUALITÀ SI PAGA. Attenzione però ai falsi miti della gratuità e dell’accesso senza condizione a qualsiasi tipo di contenuto. «L’aver inaugurato la stagione dell’informazione web sotto il segno del tutto free è stato un errore», dice l’ex general manager di Current. «Ora non si può tornare indietro ma l’informazione di qualità costa e bisogna pagarla».

leggi tutta l’intervista su lettera43.it >>

The Flog

Flog in inglese significa parlare di qualche cosa in maniera ripetitiva o con discorsi eccessivamente lunghi. Parlantine che per chi le subisce, sono come una sequenza di colpi di frusta. The Flog è una trasmissione settimanale condotta dalla bravissima Felecia Day, prodotta dalla Geek & Sundry e distribuita solo online. E’ una delle trasmissioni selezionate da YouTube per il primo elenco di canali dal contenuto di alto livello: una selezione già piuttosto numerosa, per il momento di soli prodotti americani, che ha ricevuto da YouTube un sostanzioso finanziamento sotto forma di anticipo pubblicitario. Ci sono molti, moltissimi contenuti di qualità. Serie o programmi originali concepiti per una distribuzione online (con il fluido del social graph parte del loro DNA).

The Flog è una evoluzione dei formati info-talk nati a partire da Rocketboom, una vera evoluzione sotto tutti gli aspetti fondamentali per il confezionamento di un buon prodotto TV: scrittura, regia, casting, recitazione, qualità delle riprese, montaggio, grafica e sonorizzazione. The Flog è un prodotto di “nicchia” fatto veramente bene che merita di essere seguito dagli appassionati del genere.

Apple TV: il telecomando sarà un iPad mini?

La Apple TV arriva, questo sembra ormai è certo. E non stiamo parlando della meravigliosa scatoletta nera rivisitata e corretta, ma di veri e propri televisori marcati Apple. E una forte sensazione mi dice che anche questo settore industriale è seriamente minacciato dalla discesa in campo della casa di Cupertino. Apple non può accettare di limitarsi alla attuale Apple TV: è un device esterno che viene sempre in secondo ordine rispetto alle “dashboard” native nei televisori. Se accendo il mio Samsung si carica la SmartTV e da li posso accedere alle app, al VoD, ai social network etc. etc. e per “sintonizzarmi” sulla Apple TV devo cambiare input device sul televisore. Inaccettabile: quando accendo il televisore devo essere dentro l’ecosistema Apple, e basta (anzi lo devo essere sempre, anche a televisore spento). Prepariamoci quindi alla rivoluzione della Apple TV che più propriamente sarà la rivoluzione delle App applicate al Televisore e dei contenuti liquidi immersi nel mare di iCloud. Di questo parleremo diffusamente, perché sarà probabilmente il colpo definitivo al monopolio dell’industria televisiva sul business dei contenuti e delle sue extensions.

Mi si sono posti però un paio di interrogativi: come farà Apple a giustificare un costo molto alto per i suoi apparecchi televisivi (immaginiamo saranno di fascia super-alta come tutti i prodotti Apple) e, soprattutto, come renderanno un successo il sistema di App che gireranno sulla Apple TV (oltre a dotare il TV set di un processore molto potente, di un’interfaccia semplicissima da usare, …)?

Da mesi girano voci della messa in produzione di un iPad con schermo più piccolo dell’attuale, un iPad Mini. Apple ha sempre smentito dicendo che del tablet vuole avere una sola versione con una sola “grandezza”. Ecco: e se l’iPad Mini fosse in realtà il telecomando della nuova Apple TV? Compreremmo il televisore con un iPad Mini in dotazione. I problemi di prezzo ed interfaccia utente sarebbero così risolti in un sol colpo.

Current TV licenzia Keith Olbermann!

Keith OlbermannE’ finita. In maniera clamorosa. La scommessa Keith Olbermann non ha funzionato, e Current TV lo licenzia. Guerra su Twitter: comunicato stampa di Al Gore e Joel Hyatt  e repliche di  Keith Olbermann.

Doveva essere il motivo di rilancio di Current TV negli USA, il fuoriclasse sul quale è stato puntato tutto, compresa una quantità consistente di denaro. A costo di immolare i canali Italia e Inghilterra (anche Current TV UK ha chiuso i battenti) il rilancio negli USA con Olbermann sarebbe dovuto essere il punto di svolta definitivo. I risultati evidentemente non sono arrivati: ascolti TV deludenti, pochissima stampa, nessun rumore vero online. Immaginiamo che di conseguenza anche la raccolta pubblicitaria non ne abbia goduto. Comunque non è andata. Era qualche mese che si era capito che i rapporti d’amore tra Current e Olbermann si erano fortemente incrinati. Come spesso capita, Olbermann ha cominciato evidentemente a dare le colpe alla poca visibilità di Current TV negli USA, così come Current avrà cominciato a innervosirsi per l’odore crescente di mega investimento andato a male.

Forse di ultima occasione persa?

NOW TV: SKY lancia l’over-the-top television.

NOW TV LOGO “Now TV segna una nuova tappa nella nostra storia”: queste le parole con cui Jeremy Darroch, CEO di BSkyB, ha commentato la scorsa settimana l’annuncio di NOW TV – un nuovo brand di SKY creato per lanciare un innovativo servizio di over-the-top TV (OTT) in Inghilterra.

L’obiettivo è conquistare tutta quella enorme fetta di pubblico che non sopporta gli abbonamenti o che semplicemente non se li può permettere. Nessun impegno, nessuna parabola, nessun set-top-box. Now TV sarà un servizio puramente OTT accessibile da qualsi device connesso ad internet: PC, Connetcted TV, game consolle, iPad & Co.

Si partirà con un’offerta di Cinema per arrivare subito dopo ad introdurre anche lo sport. Chi vuole potrà comprare la visione del singolo contenuto (servito on-demand – all’inizio – e quindi in diretta per lo sport), senza nessun impegno.

Now TV sarà flessibile, facile da usare, multi-piattaforma, accessibile ovunque e in qualsiasi momento: sempre e solo via Internet.

Molto intelligente la scelta di SKY di adottare un nuovo brand per lanciare questa iniziativa, potendosi così permettere di mantenere l’offerta “classica” inalterata senza attivare competizioni (o cannibalizzazioni) interne. Ennesima dimostrazione di come SKY abbia capito che il mondo della fruizione della TV è gà cambiato.

Per tutti gli altri: cominciare ad agire ora o soccombere alla disintermediazione.

http://www.nowtv.com/